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Franca Giansoldati per Il Messaggero ha scritto:Conte Carlo Marullo di Condojanni, ieri mattina è stato eletto il 79esimo Gran Maestro dell’Ordine di Malta. Si può sapere con quanti voti?
«E’ un segreto. Nel conclave c’è stato un ampio consenso, il che vuol dire che gli elettori hanno espresso un momento di unità e di questo siamo tutti orgogliosi».
Lei che conosce dall’interno l’Ordine, essendo ambasciatore e cancelliere, che novità prevede l’arrivo di Fra’ Matthew Festing?
«Sicuramente vi sarà un rafforzamento della componente religiosa, cosa assolutamente necessaria sia sul piano della formazione che dell’arricchimento individuale, inteso come testimonianza di vita del cavaliere, nell’ambito in cui opera».
Un moralizzatore, dunque..
«Diciamo che metterà ordine nel disordine dell’Ordine. Chiederà sicuramente coerenza e poi, penso, che farà in modo che la vita del Gran Magistero sia più sobria e modesta».
Il che vuol dire che finora tutto questo è mancato?
«Accade sempre che quando un regno è alla fine tante cose si perdano un po’ per strada. L’Ordine ha avuto una fine regno segnata dalla lunga malattia del defunto Fra’ Bertie. E’ ovvio che, in un contesto simile, chi poteva fare qualcosa la faceva. Forse bisognerà azionare i freni. Del resto lo impongono i tempi, il mondo è in crisi e noi dobbiamo dare l’esempio per primi».
I vostri antenati hanno combattuto contro i musulmani, lo hanno fatto persino a Lepanto per difendere l’Europa dai turchi, a tanti secoli di distanza, nell’animo, voi vi sentite ancora dei crociati?
«Le crociate appartengono al passato. Oggi però esistono altre battaglie da portare avanti, penso alla lotta contro la sofferenza, la povertà e a quella per la difesa dei diritti umani. In troppi Stati i diritti umani fondamentali sono ancora conculcati».
Un tempo difendevate l’Europa dall’Islam. Ora credete che il Vecchio Continente debba difendersi da qualcos’altro?
«Oggi l’Europa corre il rischio di perdere coesione. Vi sono forze interne che potrebbero arrivare a disgregarla. Non è attaccata tanto dall’esterno, ma al suo interno, da quella parte di se stessa che non ha ben compreso il significato politico di Europa e che si crogiola ancora in piccoli vantaggi economici che da soli non porteranno mai ad una unità politica».
Un problema di identità?
«E’ auspicabile un recupero di valori, un recupero coesivo e non oggetto di speculazioni continue, solo per sottolineare le differenze esistenti che pur vi sono. Voglio dire che le differenze dovrebbero esser sempre ricondotte a un progetto, altrimenti diventa tutto più difficile».
Il fatto che Festing sia un inglese e non un italiano è un vantaggio o uno svantaggio?
«Un vantaggio. E’ una persona abituata a muoversi e operare in una nazione dove la Chiesa cattolica è costretta a confrontarsi con altre entità religiose. Ha un carattere battagliero. E per l’Ordine è un bene avere un lottatore della cristianità».
Ma la componente italiana non rischia di essere messa da parte?
«Non credo. Penso, anzi, che vi sarà un recupero della posizione mediterranea dell’Ordine».
Perchè è stato scelto proprio lui?
«Perchè sommava tre caratteristiche: l’appartenenza alla più grande nobiltà europea, la giovane età (59 anni) e la capacità individuale di gestire e amministrare».
L’attività dell’Ordine di Malta ultimamente non si era sbilanciata troppo sul fronte umanitario trascurando la parte diplomatica?
«Festing dovrà individuare uomini che possano interpretare questa esigenza di carattere politico e diplomatico in correlazione con la parte sanitaria e umanitaria dell’Ordine».
Festing vanta nell’albero genealogico persino un martire. Ma i membri dell’ordine sono tutti di sangue blu?
«Il carattere nobiliare dell’istituzione è sempre stato rispettato. Nei tempi moderni, però, si è dato valore anche alla nobiltà dell’anima, tanto che su 12 mila membri solo 3 mila sono nobili».
14 Marzo 2008


Garvey ha scritto:Ciò che è importante sapere per il lettore italiano è che la mancanza di un titolo nobiliare ereditario britannico NON è segno che una persona non appartenga alla nobiltà. Infatti, vi sono numerosi esempi di famiglie che non hanno avuto titoli della paria ma sono comunque nobili, anzi spesso sono di una nobiltà ancora più antica, per quanto concerne l'Inghilterra, basti pensare ai Scrope of Danby, i Berkeley di Berkeley Castle, i Giffard of Chillington (tra gli avi di SAEm.ma Frà Matthew) o i Thistlewayte of Southwick Park.

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