qualcuno (singolo o gruppo) avrà deciso in un tempo lontano che certe qualità (fortitudine, risolutezza, tenacia, abilità, etc etc etc) spese nella conduzione non solo del proprio clan familiare, ma dell'intera comunità di riferimento potessero portare quella persona (ed i suoi familiari, più o meno stretti) ad entrare in un ristretto
corpus dominante. chiamiamolo aristocrazia, potentato... nobiltà civica!
nelle millemila località, in cui questo processo leaderistico è avvenuto, le regole di base saranno state diverse, le qualità valutate e pesate in maniera diversa, la trasmissività a familiari e/o discendenti anche in maniera differente, magari le stesse regole per entrare in quel
corpus erano differenti, e perfino potevano esserci delle precise regole, non solo per entrarci, ma per rimanervi...
quindi, accorpare il tutto in un
unicum... a mio modestissimo parere da 1/2 centesimo bucato, pare errato e pretestuoso.
la formazione di quella che chiamiamo oggigiorno "nobiltà civica" ha avuto genesi differenti, regole a volte completamente opposte. sia nel tempo. sia nello spazio. questo andrebbe, comunque, sottolineato. senza, ovviamente, minare il "valore" delle singole differenti regole che ogni comunità autonomamente si dava!
ecco. che ogni comunità, ovvero i primi ologarchi di quella determinata comunità si autodavano per autoproteggere il proprio potere!
cosa che, se vogliamo poi analizzare, con tutta quell'aura moraleggiante, aulica e quasi divina... c'azzecca poco o nulla.
serve solo per dare un tono al tutto d'inviolabilità!
uomini hanno dato quelle regole, uomini possono violare quelle stesse regole.
soprattutto se quelle regole sono non più vissute dai discendenti dei facenti parte di quei
corpus!
che senso ha definirsi, oggi, nobili, discendenti da una schiatta che 300 o più anni fa era di nobiltà civica, ed allora, e solo allora, scolgeva una funzione "pubblica"...???
posso capire chi fa parte di una famiglia che da allora sensa soluzione di continuità fin oggi è stata nerbo (secondo TUTTE le regole di quella nobiltà civica! - e dico TUTTE - perchè viuolare anche una sola di quelle regole varrebbe far degradare il tutto!) di una detta comunità!
ma chi tra i millemila "nobili civici" lo è?
anche la nobiltà civica esisteva perchè quella data comunità dettava delle regole sia come prerequisiti per ottenere ascrizione sia altre regole da seguire per continuare a far farte di quel consesso... chi? chi famiglia da allora non ha MAI violato qualcuna di quelle regole? con conseguente degradazione di una cose che definire "eterna" abbisogna di una buonissima dose di ultrapartigianeria
