"Certificazione" albero genealogico

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Re: "Certificazione" albero genealogico

Messaggioda Accademista » martedì 27 ottobre 2009, 17:20

Sigillum1 ha scritto:Caro Accademista, mi perdoni il ritardo, sono in questo momenti molto presa, per varie ragioni, e fatico a seguire i diversi topic che mi interessano. Quel che intendendevo è che, se ricostruisce il suo albero genealogico per far causa ad una famiglia che non la riconosce quale legittimo erede di uno dei suoi componenti e trova, in un archivio parrocchiale, un registro delle nascite irregolari (esistono...) in cui il parroco dichiara che Silvia Neri, sua nonna, residente in quella parrocchia, ha avuto un figlio dal signor Livio Rossi, che non lo ha riconosciuto, questo documento non può essere citato in una nota (genere: Archivio parrocchiale di …., Registro della nascite irregolari, 12 maggio 1789, c. 12r), ma deve produrne in giudizio una copia autenticata.
Se invece sta producendo semplicemente un albero genealogico per meglio conoscere la sua famiglia, il riferimento all’Archivio parrocchiale e al documento, e magari una fotocopia o una copia digitale, per poter citare il testo in originale, può bastare: la ricerca è metodologicamente corretta quando chi la consulta ha a disposizione tutti i riferimenti necessari a ripercorrere il cammino e a controllarlo passo per passo.
Aggiungo che, se l’albero è stato così ricostruito, può essere verificato da qualcuno che abbia una qualche esperienza di ricerca, nel caso lei sia un neofita o desideri avere una conferma autorevole. Un cordiale salute. Silvia


grazie mille gentile silvia per il suo intervento.
mi unisco al signor onorati nella sua curiosità riguardo questa "insolita" procedura di "riconoscimento".
cordiali saluti
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Re: "Certificazione" albero genealogico

Messaggioda Rachis » venerdì 27 novembre 2009, 22:25

Sono iscritto da pochi giorni.

Ritengo molto interessanti gli interventi sul tema della certificazione ed autentica degli alberi genealogici.
Vorrei sottolineare alcuni aspetti guardando all’oggi.
Premetto che sono archivista paleografo e che il mio è soltanto un piccolo contributo alla discussione.

1- Necessità di una corretta ricerca archivistica per rintracciare i documenti: la metodologia è fondamentale.
2- Cuore del problema è il documento che abbia un’autorità che lo rilasci in quanto fidefacente.
3- Non esiste un’unica istituzione che certifichi ed autentichi la documentazione, sia per la varietà di quest’ultima sia per le autorità che la creano (enti pubblici, ecclesiastici, privati…).
4- il documento di per sé che giace in archivio è un fatto storico accertato: si può discutere se sia o meno autentico o un falso (paleograficamente, diplomaticamente, documento ricostruito...). Qui il compito agli specialisti del settore stabilirne l’autenticità.
5- Qualsiasi copia può essere autenticata o dichiarata conforme all'originale dall'istituzione pubblica che conserva il documento (anche il documento catastale pur non avendo il catasto valore giuridico e probatorio, in quanto documento storico attesta persone e fatti e può essere portato in giudizio per questioni non catastali).
6- Importanti sono i rogiti notarili emanati nel corso dei secoli: sono fidefacenti anche quelli rogati dalle autorità ecclesiastiche sino all’Unità d’Italia.
7- Nel caso di documenti di istituzioni private, la loro autenticazione non ha alcun valore pubblico.
8- Nel caso, invece, di istituzioni ecclesiastiche riconosciute dallo Stato, perché producono con il loro operato atti accettati dallo Stato (p. es. certificati di avvenuto matrimonio, diplomi di laurea riconosciuti dallo Stato)) esse possono rilasciare certificati validi a tutti gli effetti civili.
9- Tutti, comunque i certificati di anagrafe sacramentale, rilasciati dal parroco (o delegato) che timbra e appone la sua firma, accertano che i dati sono conformi a quelli registrati nel libri di anagrafe sacramentale (con indicazione degli estremi dell'atto originario). Non hanno valore civile, ma per diritto canonico assumono valore di certificazioni vere e proprie, in quanto sottoposti ad un’autorità oggettiva e credibile sotto il profilo istituzionale.
10- A seconda dei trattati intercorsi tra gli stati della penisola italiana nel corso dei secoli con lo Stato della Chiesa o pontificio, al vescovo, al parroco è stata riconosciuto l’emissione di documenti riconosciuti dall’autorità civile prima della nascita dello stato civile napoleonico. Gli status animarum servivano, ad es., per le tassazioni. Finché è esistito il potere temporale sono stati rogati atti. A tutt’oggi quei documenti hanno valore storico anche giuridico, garantito dalle istituzioni che li hanno emanati. La soppressione degli enti ecclesiastici ancor oggi produce effetti sul piano civile e così gli atti emanati dalla Santa Sede (ad es. legislazione emanata con la nascita dello Stato italiano…).
11- Tutti i documenti anteriori ai 70 anni assumono il valore di documenti storici e possono essere prodotti, ad es., in giudizio.
12- L’insieme di questa documentazione ordinata da uno specialista ha come conseguenza la costruzione di un albero genealogico, che non ha un riconoscimento giuridico come tale, ma certo lo è come insieme di singoli atti. Il nesso tra gli stessi documenti non è certificabile, per cui ha un mero valore di ricerca storica. Ma se portato in giudizio un albero per stabilire il possesso di un terreno detenuto dagli avi, la sequenza certificata dai singoli atti è ammissibile come prova (si pensi al giudicato sugli usi civici).
13- Casi particolari e rari sono gli alberi geneaologici utilizzati nei giudicati ed ammessi come prova per la ricostruzione di proprietà non in quanto alberi ma come sequenza familiare.

Insomma la materia è complessa e frastagliata e bisogna muoversi sul singolo atto: quello stesso atto è fidefacente in un periodo storico e non in un altro, per un’istituzione e non per un’altra, per uno Stato e non per l’altro…
Gli atti più “validi”, cioè fidefacenti, sono i rogiti notarili, i certificati dello stato civile e quelli dell’autorità ecclesiastica riconosciuta come istituzione in ambito civile.

Un saluto.
Rachis
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Re: "Certificazione" albero genealogico

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » sabato 28 novembre 2009, 13:38

Comunque, la certificazione di un albero genealogico, a mio avviso, non ne garantisce mai l'autenticità e la corrispondenza al vero al 100 %; senza dover necessariamente falsificare i documenti ufficiali e "giocando" con le omonimie è abbastanza facile far risultare di origine nobile una famiglia di umili origini; pensiamo alle tantissime sentenze di pretori e tribunali italiani che hanno riconosciuto, sulla base dei documenti presentati, l'origine principesca o addirittura sovrana di persone che fino a quel momento erano dei "quisque de populo".
A presto.
PMMO
Ultima modifica di Pasquale M. M. Onorati il sabato 28 novembre 2009, 20:15, modificato 2 volte in totale.
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Re: "Certificazione" albero genealogico

Messaggioda Rachis » sabato 28 novembre 2009, 14:57

E' vero che nessuna certificazione garantisce al 100%, e questo vale per ogni campo.
Abbondano le registrazioni false, i documenti falsificati per giustificare possedimenti, i documenti ricostruiti a posteriori su originali andati persi, i giorni di nascita segnalati il giorno successivo per motivi scaramantici (ne ho trovati alcuni nel XVII secolo e a metà del Novecento). Per farla breve nessuna certezza. Però è possibile in modo critico e con il rigore metodologico appurare alcuni atti indubbiamente autentici.
Ce ne sono alcuni di questo tipo garantiti da due autorità contemporaneamente (certificato di stato civile e certificato di anagrafe sacramentale), che sono al di fuori, in linea generale, di ogni sospetto.
Ci sono brevi alberi genealogici tra i processetti matrimoniali (e i loro precursori) che servono a stabilire il grado di consanguineità tra i nubendi al fine di ottenere la dispensa del vescovo. Ecco occorre sapersi muovere in questo campo minato; per questo occorrono gli specialisti, capaci di distinguere con l'occhio, le conoscenze e l'esperienza maturata sul campo la veridicità o la falsità.
Do per scontato che anche lo specialista possa sbagliare, come tutti d'altronde.
Comunque resta un campo difficile e i "faccendieri" sempre presenti.
Cordialmente.
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Re: "Certificazione" albero genealogico

Messaggioda Accademista » sabato 28 novembre 2009, 18:46

Gentilissimo sig. Rachis,
la ringrazio infinitamente per questi suoi preziosissimi contributi. E grazie ancora a tutti, perchè le vostre informazioni sono sempre utilissime per i "niubbi" come me. Credo che molte persone evitino i miei post semplicemente perchè non sono argomenti abbastanza "interessanti" per loro, tuttavia voi che a volte, e con mio grandissimo piacere, rispondete, mi aiutate a crescere in questo bellissimo campo.
grazie ancora a tutti.
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Re: "Certificazione" albero genealogico

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » domenica 29 novembre 2009, 14:52

Rachis ha scritto:Sono iscritto da pochi giorni.

Ritengo molto interessanti gli interventi sul tema della certificazione ed autentica degli alberi genealogici.
Vorrei sottolineare alcuni aspetti guardando all’oggi.
Premetto che sono archivista paleografo e che il mio è soltanto un piccolo contributo alla discussione.[..]


Caro Rachis, un caloroso ben venuto nel tuo forum! ;)

E complimenti per la tua bellissima analisi [clapping.gif]
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Re: "Certificazione" albero genealogico

Messaggioda Rachis » domenica 29 novembre 2009, 15:12

Grazie prof. Alessio Bruno Bedini.
Sono onorato di partecipare al forum.
Le analisi sono soltanto piccoli contributi, affinché insieme, con l'aiuto che ciascuno può dare, si possa crescere di più e comprendere la storia del nostro paese. della nostra comunità.
Le parole incartate divengano parole incarnate. Il Manzoni nel manoscritto in premessa a "I Promessi Sposi" ha insegnato che, leggendo gli avvenimenti del passato, riportiamo in vita personaggi, eventi, situazioni e, come per miracolo, attraverso di noi quelle parole diventano carne e sostanza.
Con cordialità
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