I SAVOIA E LA POLITICA

Per discutere, di tutto un po' sulle nostre materie / Discussions of a general nature on our topics

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Messaggioda T.G.Cravarezza » martedì 11 marzo 2003, 19:01

Messanensis ha scritto:Traendo spunto da quanto controbatte il gentilissimo sig. Cravarezza, mi chiedo: se con un eventuale referendum il popolo italiano decidesse di ristabilire la monarchia in Italia, esso avrebbe anche il diritto di poter scegliere liberamente il proprio re oppure sarebbe obbligato ad essere governato da S.A.R. Vittorio Emanuele di Savoia, dato che secondo il diritto internazionale quest'ultimo è il pretendente al trono d'Italia? Non potrebbe scegliere tra i pretendenti al trono degli Stati pre-unitari? Oppure tra gli altri discendenti maschi di casa Savoia (per esempio S.A.R. Amedeo di Savoia-Aosta?).
P.S. Non vorrei essere frainteso :!: Non ho nulla contro il Principe Vittorio Emanuele: la mia è solo curiosità.


Gentile Sig. Messanensis,
per il quesito, attendo ocme Lei una risposta da persone più preparate, come il dott. Degli Uberti, ma per quanto posso sapere io, esiste un'unica Casa Reale d'Italia ed un unico erede al trono, cioè S.A.R. Vittorio Emanuele.
Tomaso Giuseppe Cravarezza
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Messaggioda sebpasq » martedì 11 marzo 2003, 20:14

Cari Signori
innanzitutto vi ringrazio ancora per la bella discussione, che è stimolante appunto per la diversità di opinioni.
Naturalmente non mi offendo per le parole del Sign. Cravarezza, ma sinceramente non vedo cosa ci sia da ridere sul fatto di attuare una sorta di federalismo "monarchico-feudale". E' vero che ci sono voluti 1500 anni ad unire l'Italia, ma innanzitutto mi preme rimarcare che per cultura e identità le stesse regioni che compongono la nazione non solo sono molto diverse fra loro, ma anche divise,( checchè se ne dica), ma personalmente sono per una forma di potere molto vicina ai cittadini e quindi ripeto che la cosa ideale per l'Italia sarebbe appunto uno stato fortemente federale, ma dentro le braccia di una forte monarchia, dato che secondo me la repubblica non dà molta sicurezza. E per creare una forte monarchia, quella ereditaria mi sembra tutt'altro che affidabile per i motivi prima descritti; sinceramente non credo che basti rinserire i Savoia sul trono per risolvere il problema, ma appunto creare una nobiltà locale rappresentativa del popolo che elegga il Sovrano, un pò come si faceva nel S.R.I.
Se dopo un ipotetico referendum a favore della monarchia, dovesse vincere quest'ultima volontà, e una volta che il Consiglio della Corona, insieme al CNI e ad altre istituzioni eleggesse un Re, voi vi chiederete come procedere.
Ebbene sempre secondo il mio insignificante parere, a quel punto il Re farebbe il Re, nominando nobili, ministri e altre figure politiche. Ma in più in ogni regione-Stato i nobili dovrebbero eleggere un Principe, Duca o chiamatelo come volete, magari insieme ad una consulta popolare eletta dal popolo e quindi questi governatori regionali costituirebbero il Consiglio della Corona, che sarebbe in grado non solo di nominare nuovi re, ma anche di far cadere quelli in carica.
Il popolo dalla sua avrebbe la possibilità sia di eleggere deputati (ma non troppi),che di eleggere una consulta o un corpo rappresentativo a livello regionale.
Cosa molto importante: secondo me il Re dovrebbe coincidere anche con la figura del premier, dovrebbe cioè governare e non interpretare lo scialbo ruolo di comprimario che sfila solo nelle cerimonie.
Il parlamento: un parlamento regolarmente eletto dal popolo formato da una camera di nobili e una da non nobili, che avrebbero il potere di approvare leggi e altro.


Detto questo non credo che prima dei prossimi 100 anni in Italia si possa riparlare di monarchia, istituzione tra l'altro che sovente è considerata qualcosa di anacronistico e anche a me piacerebbe sentire il parere di gente più preparata.

Saluti.
sebpasq
 
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Messaggioda assoro » mercoledì 12 marzo 2003, 1:42

Concordo pienamente con il Signor Sebpasq,infatti,gli attuali Savoia non sono all'altezza di guidare un paese

assoro
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Messaggioda MVC » mercoledì 12 marzo 2003, 10:01

Gentili Signori,
leggendo le Vostre interessanti opinioni mi viene in mente Henry St. John Visconte di Bolingbroke,
il quale, nell'Inghilterra della seconda metà del 18 secolo, già si poneva il problema se la Monarchia dovesse essere legittimata tramite una elezione popolare oppure se fosse sufficiente la legittimazione ereditaria del trono.

Il Visconte sosteneva che la legittimazione del potere monarchico debba nascere da un pricipio dinastico.
Questo perchè l'ereditarietà del trono è molto meno pericolosa e impedisce ( o limita di molto) la nascita di tensioni sociali.
E soprattutto è meno aleatoria e meno instabile rispetto ad una elezione del sovrano da parte del popolo.

L'altra "faccia della medaglia", però, è che il Popolo comunque possiede una parte consistente di potere nella legittimazione monarchica, e dunque il buon RE ( che ha a cuore le sue sorti e quelle del suo Paese) deve essere un Re "Patriota", vicino ai bisogni e alle aspirazioni della gente.
Ecco, lui era un "Tory", uno degli appartenenti all'area CONSERVATRICE, contrappoosta a quella dei "Whigs" cioè i LIBERALI.

Ora, io ( opinione personalissima) credo che la modernità degli scritti di Lord Bolingbroke sia evidentissima, nonostante siano passati quasi tre secoli.
E anche OGGI un Re debba necessariamente fondare il suo Mandato sulla Grazia di Dio, sull'ereditarietà del Trono, e sulla volontà della Nazione, del Popolo.
E mi pongo la domanda:
quali GARANZIE di affidabilità, sicurezza e stabilità potrebbe mai dare un Re che fosse eletto??? In cosa esso differirebbe da un repubblicano Primo Ministro, o da un Presidente della Repubblica?

Vittorio Emanuele II, nei primi dell'800, all'età di DIECI anni, si preparava a fare il RE ( che quello era il suo inevitabile destino, con onori ed oneri!!!)
svegliandosi alle 5,30 del mattino per studiare, tirare di scherma, cavalvcare, imparare il Latino, la Geometria, la Folosofia Morale, la Storia, il Francese, la Composizione la Letteratura e l'Aritmetica, fino alla sera. Dopodichè a letto non prima di aver studiato per mezz'ora i Testi Sacri e aver pregato.

Poi che i difetti ce li abbiano tutti, perfino i Re, è fuor di discussione...
Ma a maggior ragione io mi chiedo COME si preparerebbero gli eventuali Re eletti per svolgere il loro mandato...
Come il Savoia a dieci anni???
Oppure iniziando a pensarci magari a 50 anni. Magari SOLO con campagne "elettorali" e con la stessa DEDIZIONE dei politici di OGGI????

Un cordiale saluto
Mauro
MVC
 

Messaggioda T.G.Cravarezza » mercoledì 12 marzo 2003, 10:43

Come quasi sempre concordo con il caro Mauro Valerio.
Aggiungo una cosa che avevo già proposto precedentemente. Un Re non rappresenta "solo" la volontà della nazione, ma deve rappresentare qualcosa di più, la cosiddetta "per grazia di Dio". Il Monarca deve essere "superiore" a qualsiasi cittadino, non deve solo "rappresentare" la nazione, come farebbe un normale Presidente della Repubblica, ma deve "essere" la nazione, deve "essere" l'Italia. Il Presidente della Repubblica lo si vede come la più alta carica dello Stato, come il primo cittadino, ma niente di più. Nel Re invece il cittadino identifica la propria Patria ed i propri valori patriottici e italiani. Per questo deve avere "quel non so che" di superiore, di maggiore, di anche "misterioso" che non gli può essere dato semplicemente dalla volontà popolare.
Logico è che in ogni famiglia c'è sempre la pecora nera. Non deve essere per forza un figlio che porterà alla distruzione della dinastia o del Paese, ma semplicemente un discendente meno preparato, meno accorto dei suoi predecessori, ma anche questo fa parte della Monarchia, di quello che ci viene "dato dall'alto". L'ereditarietà del trono è inevitabile se si vuole una monarchia. Altrimenti rimaniamo in stato di Repubblica senza problemi.
Cordialmente
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Messaggioda Messanensis » mercoledì 12 marzo 2003, 17:54

Anch'io sono d'accordo con il preparato MVC.
Quanto affermava il Visconte di Bolingbroke mi fa venire in mente le parole del Mazzini, il quale criticava la monarchia elettiva perchè, secondo lui, tende a generare l'anarchia. Egli ovviamente esagerava per portare avanti le sue idee repubblicane, ma è evidente che l'elezione del re da parte del popolo o di una oligarchia può comportare delle tensioni sociali.
Il Mazzini criticava anche la monarchia ereditaria, dicendo che essa tende a generare il dispotismo. Invece, per come si è evoluta nei paesi europei che ancora l'adottano, non si può certo parlare di rischio di dispotismo; inoltre la monarchia ereditaria come la possiamo oggi vedere in Inghilterra e in Spagna riesce una forma di governo assai stabile e dunque migliore rispetto alla monarchia elettiva.
Cordialmente,
Rosario
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Messaggioda MMT » mercoledì 12 marzo 2003, 22:46

Gent.mi Sig.,
anche a mio parere se si parla di Regno, si deve parlare di monarchia ereditaria, anche se ritengo interessante la struttura di un ipotetico Sacro Italiano Impero (:D) basato su principi elettori, anzi devo dire che mi affascina soprattutto il concetto del Consiglio della Corona. E' anche vero però che, come ci ha indicato il carissimo Sig. MVC, deve necessariamente esserci un principe ereditario che lungo il corso della sua vita segua una dura preparazione per poi governare una nazione. Anch'io sono a favore di una monarchia costituzionale su modello inglese, con un parlamento formato da due camere
sebpasq ha scritto:Il parlamento: un parlamento regolarmente eletto dal popolo formato da una camera di nobili e una da non nobili, che avrebbero il potere di approvare leggi e altro.
... anche se sarebbe, a mio avviso, opportuno introdurne una terza, quella ecclesiastica, che fungerebbe da coscienza del parlamento stesso. In questo modo si riuscirebbe di più a seguire quella che oggi chiamano morale o etica e si cercherebbe di evitare che vengano emanate leggi abominevoli che vanno contro il diritto naturale dell'uomo e quindi contro i Comandamenti e gli insegnamenti di Nostro Signore.
Diciamo che avremo così un ritorno ai tre stati. Cosa pensate di questa mia teoria?

Distinti saluti,
Michele M. Tuccimei di Sezze
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Messaggioda MVC » giovedì 13 marzo 2003, 2:17

Ritengo interessante il quesito posto dal Caro Sig. Tuccimei di Sezze.
E provo a dire la mia modesta opinione in merito.
Come cattolico la ritengo una prospettiva auspicabilissima, ma temo che nella realtà (cruda) dei fatti sia totalmente irrealizzabile.

Varrebbe la pena di fare un distinguo ben preciso:
la Chiesa è a tutti gli effetti una Monarchia ELETTIVA, poichè il Santo Padre
oltre ad essere il Vicario di Cristo in Terra, rappresenta anche il Monarca
dello Stato del Vaticano ( Stato che, come è noto, intrattiene rapporti diplomatici, ha una sua struttura di governo paragonabile ai nostri Dicasteri, ha le sue "Ambasciate" all'estero, cioè le Nunziature Apostoliche, ecc.).
Orbene, se tale forma di governo monarchico elettivo è possibile, lo si deve ( ritengo) al fatto che c'è una UNITA' religiosa che funge anche da unità POLITICA tout-court.
E soprattutto al fatto che non vi sono praticamente cittadini "comuni" da governare, non vi sono nè partiti, nè concorrenti alla carica di Papa fintantochè questi vive.

Ecco, la realtà del sistema parlamentare Italiano è totalmente diversa.
In primis si basa su una forte laicità ( per non dire, a volte, ateismo),
e su una fortissima diversificazione politica delle forze deputate.
E questo rimarrebbe invariato anche se vi fosse un Re al posto di una Repubblica.

In secundis si tratterebbe di una ingerenza vera e propria che uno Stato
autonomo e indipendente ( come il Vaticano) commetterebbe nei confronti di un altro ( come quello Italiano).
Violando le norme del Diritto Internazionale in proposito.
A meno che la delegazione non fosse di pura e formale visita di Stato, come recentemente è accaduto con la visita del Santo Padre.

Per avere una rappresentanza ecclesiastica all'interno del Parlamento
bisognerebbe che il Vaticano si ponesse sotto lo Stato Italiano, perdendo ogni prerogativa di indipendenza. Che la figura del Santo Padre si svilisse al rango di un semplice leader politico di partito.
E poi che lo Stato Italiano riconoscesse la Religione Cattolica come una vera e propria "ideologia" politica, al fine di trasformare la Chiesa in un partito ed avere i suoi rappresentanti nelle due Camere.

Ma sarebbe la fine della Chiesa Santa Romana Apostolica, e della Religione Cattolica.

Molto cordialmente
MVC
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Messaggioda T.G.Cravarezza » giovedì 13 marzo 2003, 11:08

Per quanto d'accordissimo con l'idea del Sig. Tuccimei di Sezze, purtroppo, da persona razionale, non penso sia attuabile al giorno d'oggi all'interno dello stato italiano. Gli argomenti portati dal caro Mauro Valerio sono assolutamente indiscutibili, si tratta di contravvenire a leggi internazionali, essendo il Vaticano uno stato esattamente come l'Italia, la Spagna etc.
Oltre a questo il problema sarebbe un'altro: lo Stato Italiano non riconosce il cattolicesimo come religione di stato,ma solamente come la religione seguita dalla maggioranza dei suoi cittadini e pertanto sicuramente più in vista delle altre, ma comunque al pari, come diritti e doveri, di tutte le altre. Quindi un eventuale "terzo stato", richiederebbe la presenza dei leader eligiosi di tutt ele religioni.
Poi c'è la questione della laicità dello Stato Italiano, laicità su cui molti partiti fondano addirittura tutto il loro odio verso la Chiesa cattolica che a momenti non può più affermare nessun pensiero senza essere attaccato come ingerente negli affari di uno stato straniero. Proprio poco tempo fa la Congregazione per la dottrina della fede (Card. Ratzinger) ha reso pubblica, con l'avvallo del Sommo Pontefice, la "Nota dottrinale circa alcune questioni riguardanti l'impegno ed il comportamento dei cattolici nella vita pubblica". Una nota davvero interessante che consiglio a tutti di leggere (la troverete sul sito del Vaticano . Pur essendo una nota assolutamente "serena" come opinioni, molti l'hanno già attaccata come l'ennesima interferenza del Vaticano. Insomma, ormai sono più liberi di parlare e imporre le loro opinioni le associazioni di no global, omosessuali, abortisti, piuttosto che la Chiesa cattolica.
Sperando di non aver offeso nessuno, porgo cattolici saluti
Ultima modifica di T.G.Cravarezza il giovedì 13 marzo 2003, 19:35, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda assoro » giovedì 13 marzo 2003, 12:25

Secondo il quotidiano "Libero" pagina 9 di oggi 13/03/03 articolo a firma della giornalista Barbara Romano:
""Accordo segreto con Berlusconi:Forza Italia candiderà l'erede della Casa Reale alle Europee del 2004"
"" c'è già un illustre precedente storico.Quello di OTTO d'ASBURGO"
come fà a paragonare e rendere uguale la seta con la lana
Un grandissimo uomo come Otto d'Asburgo,Capo della Casa Imperiale Asburgica, Grandissimo Studioso,Onestissimo,Grande Europeista,persona umana, paragonato ad un Vittorio Emanuele IV che non ha niente di tutto ciò ma solamente......
a questo punto s'è vero,fino ad oggi sono sempre stato impegnato nel centrodestra, e si verificherà alla lettera quello che è stato scritto,ritornrò alle mie origine ed affermerò come affermò,anni fà,il Senatore Pisanò
"sono un fascista repubblicano"

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Messaggioda Messanensis » giovedì 13 marzo 2003, 17:55

Non voglio esprimermi su un'eventuale candidatura di S.A.R. Vittorio Emanule nelle file di Forza Italia.
Quanto alle critiche verso i Savoia provenienti dal sud Italia (soprattutto dai neoborbonici) bisogna dire che chi le muove non ha tutti i torti.
E' un dato di fatto che le ricche casse del Regno delle due Sicilie servirono per rimpinguare le dissestate finanze del Piemonte; i soldi rastrellati al sud furono utilizzati per le industrie del nord, creando quello squilibrio tra Italia settentrionale e Italia meridionale che ancora oggi perdura. Inoltre le popolazioni e le imprese del Sud dovettero sopportare una pressione fiscale enorme, molto maggiore rispetto a quella che in precedenza era adottata dal governo borbonico, e ciò sia per pagare i debiti contratti dal governo Savoia nel periodo preunitario (il debito pubblico piemontese era enorme), sia i debiti che il governo italiano contrarrà in seguito. Ciò portò, tra l'altro, al triste fenomeno, prima sconosciuto, dell'emigrazione dal sud di milioni di persone.
A ciò si aggiunga che Vittorio Emanuele II, quando ebbe l’Italia grazie ai garibaldini, non cambiò numerazione: non divenne Vittorio Emanuele I Re d’Italia, ma restò "secondo", ed anche in questo dimostrò che per lui si trattava di una conquista, di un'annessione di nuovi territori al proprio Regno (difatti non riazzerò neanche la numerazione delle legislature, che continuarono quella del Regno di Sardegna). Diverso, per esempio, fu il comportamento di Ferdinando IV Borbone Re di Napoli, il quale diventò Ferdinando I quando assunse la corona delle Due Sicilie.
Nonostante i gravi danni che il governo sabaudo fece al sud, quando nel 1946 fu il momento di votare tra monarchia e repubblica tutte le regioni meridionali votarono a favore della monarchia e fu invece il nord, più che compatto, a cacciare i Savoia.
Adesso le accuse dei neoborbonici o di chi per loro mi sembrano fuori luogo. Il danno è stato fatto ed è inutile prendersela con gli attuali rappresentanti della Real Casa i quali, in ogni caso, meritano considerazione e rispetto.


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Messaggioda sebpasq » giovedì 13 marzo 2003, 18:09

Cari Signori
riguardo l'idea di un ceto ecclesiastico in un Parlamento "monarchico" sarebbe un'ottima idea, sempre che come dice giustamente Valerio, non ci fosse già il Vaticano come Stato e quindi secondo me non è attuabile proprio dal punto di vista giuridico; anche se la Chiesa in Italia ha già molto potere, anch'io tuttavia sono dell'avviso, che in qualche modo ci rivorrebbe una "cristianizzazione" ex-novo, dato che si stanno perdendo i valori originari della nostra cultura.
Voi mi direte che sono intollerante di altre culture o religioni e che in qualche modo ci si debba evolvere; ma è appunto per dare pari opportunità anche alla Chiesa che bisognerebbe darle più spazio.
Io credo che soprattutto nelle scuole la Chiesa dovrebbe essere più presente; sappiamo tutti come viene vissuta l'oretta di religione, e cioè niente più che come una ricreazione e invece si dovrebbe fare proprio un'opera di educazione /informazione di cosa sono stati il cristianesimo e la Chiesa in passato, in che modo hanno inciso sulla nostra evoluzione (sappiamo in che grado di civiltà erano gl'indios americani nel XVI secolo al tempo delle prime colonizzazioni senza la conversione religiosa); ricordo che nel Medioevo se non fosse stato per alcuni ordini religiosi alcuni contadi saraebbero non solo morti di fame, ma anche annegati nell'ignoranza e nell'oscurità della barbarie e molto probabilmente non sarebbe stato possibile neanche il fenomeno del feudalesimo, perchè non avrebbe avuto un tessuto sociale su cui basarsi.

Riguardo invece l'istituzione monarchica, contrariamente un pò a tutti io sostengo che tutti i regimi (democratici, di sinistra, di destra o monarchici) che diano troppo potere ad un solo individuo sono pericolosi e quindi in ogni caso sono per il decentramento del potere; per questo credo che le soluzioni migliori siano o una repubblica federale (Svizzera docet) o una monarchia elettiva non ereditaria (non è detto che all'interno di una famiglia, seppur reale, ci sia per forza un personaggio degno di governare).
Un'istituzione molto interessante casomai secondo me può essere quella dei clan scozzesi, che tanta parte avevano nella vita sociale-politica della Scozia; ma pure lì vedete che anche se la monarchia era ereditaria aveva sempre bisogno del consenso/aiuto dei baroni e altri nobili per governare.Nobiltà che poi era in gran parte formata da famiglie di clan, che quindi rappresentavano il popolo. Gira e rigira siamo sempre lì....
Riguardo le attuali monarchie sapete meglio di me che non hanno o meglio esercitano quasi nessun potere nella vita politica, sebbene ne avrebbero facoltà, ma è sempre il parlamento e il premier che decide.

Prendiamo per esempio la Svizzera, formata da ben 26 cantoni, i quali hanno un Parlamento proprio che decide quasi su tutto e in ogni cantone chiunque raccolga 100.000 firme può proporre referendum su tutti i temi che si vuole: ecco secondo me questo è il tipo di governo ideale, non a caso la Svizzera è lo Stato più stabile al mondo, appunto perchè sottolinea molto la differenza di identità e cultura di ogni cantone, che come sapete sono molto piccoli e dà voce alle rispettive necessità, senza generalizzare qualsiasi intervento che sia nel campo scolastico, sanitario o altro.. Al Consiglio federale si è delegato solo questioni di difesa, trasporti e altre cose nazionali.
Secondo me solo questo tipo di governo, che può essere monarchico-feudale o repubblicano-federale, può garantire una pace sociale ed un governo equilibrato.
E comunque non è per cavalcare i tempi, ma mi sembra che l'attuale governo italiano si stia muovendo in questa direzione, finalmente dopo tanti anni di uniformità, ma che forse erano indispensabii per attuare una livellazione di base generale.

Se poi i Savoia torneranno sul trono , farò loro tanti auguri, non sono certo contro di loro...

Saluti
sebpasq
 
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Stato, Chiesa, Monarchia

Messaggioda antonio_conti » giovedì 13 marzo 2003, 19:26

Carissimi partecipanti al Forum,
mi inserisco velocemente nella discussione, non tanto per ribadire il concetto espresso in precedenza (che mi pare ripreso, seppur indirettamente, da altri partecipanti) quanto per dire la mia su alcune questioni che hanno interessato la discussione via via allargatasi.
Personalmente sono agnostico dal punto di vista religioso, laico-libertario dal punto di vista politico, democratico dal punto di vista istituzionale.
Detto questo penso che una Camera ‘ecclesiastica’ sia un’idea fantasiosa, anzi, da film dell’orrore. Durante la visita del papa al Perlamento italiano, la visione dei porporati assiepati al banco della presidenza mi ha fatto in certo effetto, direi sgradevole (specie ricordando che Montecitorio, non l’aula che non c’era, ma il palazzo, fu sede del Tribunale dello Stato della Chiesa).
Una camera di preti custode della morale, dell’etica e di quant’altro c’è già in IRAN (i Guardiani della rivoluzione) e credo che in Italia se ne possa fare tranquillamente a meno soprattutto considerato che destra e sinistra (a caccia dei voti cattolici) sono a volte più spinti, nelle loro scelte politiche, del dettato di SRC.
Credo che uno stato laico permetta ai credenti di praticare i loro culti come meglio credono, di usare o non usare leggi dello stato (divorzio e aborto, per esempio). Diversamente una legislazione religiosamente orientata pretenderebbe di obbligare tutti (credenti e non) al rispetto di principi morali con l’uso dei carabinieri. Trovo abominevole (mi si permetta il termine) trasformate i peccati in reati!
Disse il papa in Parlamento che la democrazia senza valori va alla deriva; io credo fortemente che la democrazia sie essa stessa il valore. Anzi, la democrazia con gli aggettivi mi ricorda troppo le nefaste Repubbliche democratiche d’oltre cortina o di alcuni Paesi ancora oggi.
Quanto alla monarchia, appartengo ad una famiglia di tradizione repubblicana ma personalmente sono indifferente al regime istituzionale monarchia-repubblica.
Se fossi cittadino di uno dei paesi scandinavi, del Regno Unito, della Spagna o di altri paesi europei ‘monarchici’ credo che mi troverei perfettamente a mio agio. La monarchia costituzionale mi va bene, quella parlamentare mi va benissimo.
In Italia le cose sono andate in modo diverso. La Casa Savoia (intendo dire la Corona) non ha salvaguardato il Paese e se stessa (si veda il caso del Gran Consiglio del Fascismo) dal Fascismo e per questo è stata posta all’angolo alla fine della II G.M. Così sono andate le cose e ne prendo atto.
Discutere di Case regnanti e di assetti istutizionali è comunque interessante, ricordo con piacere una delle materie più belle studiate all’Università: Storia del Diritto Italiano, con i libri dei Ghisalberti, ma mi sembra esercizio vano.
La monarchia ha senso, oggi, se trasmette senso di unità e di appartenenza, la politica è altra cosa.
Nel Regno Unito (monarchia) si sono avuti numerosi cambi di governo assolutamente importanti passando dai Conservatori ai Laburisti, mentre in Italia (repubblica) per Cinquant’anni ha governato un solo partito con relativa pletora di alleati. Quale paese ha avuto più stabilità?

Un cordiale saluto a tutti

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Messaggioda MMT » giovedì 13 marzo 2003, 23:58

Gent.mi Sigg., carissimi amici frequentatori,
a quanto pare la mia idea di un ritorno ai tre stati è stata considerata, giustamente, utopica e per questo non ve ne voglio :D anzi concordo con voi.
Carissimo Sig. Conti, se lo faccia dire senza alcuna offesa: lei ha un po' una visione medievale della Chiesa Cattolica e della figura del Pontefice e dei Prelati! :shock: Come mai tanta sfiducia nei confronti della Santa Chiesa di Nostro Signore? (Se la mia domanda dovesse essere troppo indiscreta, la prego di perdonarmi la curiosità: è liberissimo di non rispondermi, non mi offenderò assolutamente).

Per quanto riguarda quanto afferma il Sig. Assoro:
assoro ha scritto:A Napoli,nella zona attorno Corso Umberto,sono affissi i manifesti di Benvenuto agli eredi," Savoia massacratori del Sud,traditori degli Italiani"

ritengo scorretto un comportamento del genere nei confronti di persone che non hanno commesso altro errore che esser nati in una famiglia che ha regnato sull'Italia, anche con i suoi sbagli. Loro che colpa ne hanno? Hanno firmato loro le leggi raziali? Loro sono fuggiti da Roma? Pensiamo bene a queste cose prima di scaricare le colpe e di trovare capri espiatori.

Distinti Saluti,
Michele M. Tuccimei di Sezze.
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Preciso

Messaggioda antonio_conti » sabato 15 marzo 2003, 12:11

Gent. Tuccimei di Sezze,
diciamo che ho una certa sensibilità agli aspetti ‘medievali’ di SRC che non sono pochi. E’ innegabile che la Chiesa cattolica pretenda di imporre i suoi valori (e non parlo del non uccidere, del non rubare ecc. che sono valori direi universali) a chiunque, credente e non. Ed è innegabile che discrimini quanti la pensano diversamente o abbiano comportamenti, stili di vita o sensibilità diverse.
Diciamo anche che sovente i cattolici decidono di interpretare la dottrina di SRC come meglio gli conviene così, ad esempio abbiamo una lunga teoria di ferventi cattolici che sono tecnicamente fuori dalla Chiesa (esclusi dalla comunione) perché risposatisi essendo divorziati, ma questo ai loro occhi non conta e si permettono di pontificare sui comportamenti, o peggio, sull’essere, altrui
Diciamo allora che se di SRC si può prendere quel che si vuole lasciando lo spiacevole in un cantone si può pensare a una Chiesa non medeivale. Eppure, se la si considera per quello che pretenderebbe di essere allora vedo una Chiesa (legittimanente) vecchia, pronta (forse) ad autoassolversi tra qualche decina d’anni come ha fatto il papa regnante qualche anno fa a proposito dei crimini commessi in precedenza (ho notato, spesso imputati a taluni fedeli forse troppo zelanti e non alla Chiesa in quanto tale!).
Mi scuso se taglio grossolanamente con l’accetta questioni delicate ma cerco con poche parole di esprimere il mio pensiero senza tediare i partecipanti al Forum. Sono certo, però, di non urtare con giudizi e argomenti velocemente espressi l’intelligenza di quanti hanno opinioni diverse dalla mia.

Un cordiale saluto a tutti

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