LUCIANO STROPPA ha scritto:Un castello possedeva quattro colonne o supporte di legno “ad usam palestratione” (palestratio = esercizio di lotta).
Interessante è la “malvicina sine ferro”, una macchina da guerra per abbattere le mura, forse a mo’ di ariete, così chiamata (malvicina) quasi a far intendere il danno che si poteva avere quando si avvicinava. Purtroppo questa macchina non è descritta nei particolari (come è logico, in quanto non si descriveva, come non si descrive oggi, un oggetto il cui uso è attuale, comune e a conoscenza di tutti) e quindi non è possibile individuare con certezza quale fosse stata.
Orbene, qualcuno di voi si è mai imbattuto in un simile termine (malvicina)? In caso affermativo, la macchina è descritta?
So di chiedere troppo ma, come si dice, tentar non nuoce!
Cordiali saluti.
a distanza di anni ho riesumato questo post per dare una risposta sulla malvicina
Traggo da questa ricerca on line http://www.compagniabianca.it/contribut ... uti24.html notizie sulla "mala vicina" o malvicina che dir si voglia
L’importanza attribuita alle macchine, e la loro relativa rarità, è segnalata anche dai nomi propri, retorici o pittoreschi, che venivano ad esse attribuiti: nel 1168 i faentini disponevano di due mangani battezzati Asino e Falcone impiegati nella conquista di Argenta. Nel giugno del 1191, durante l’assedio di Acri, Filippo Augusto di Francia schiera una sua eccellente petraria chiamata Mala Vicina, contrapposta a una macchina turca detta Mala Cognata. L’usanza si mantiene nel tempo poiché nel 1294 gli orvietani avevano un trabucco di nome Vattelana (cioè “battilana”), i modenesi nel 1306 una balista chiamata Lupa, e nomi propri assumevano i trabucchi schierati nel 1304 da Edoardo I d’Inghilterra contro il castello di Stirling.
cordialità
jean
