Chevalière

Per discutere, di tutto un po' sulle nostre materie / Discussions of a general nature on our topics

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Messaggioda Alessio Bruno Bedini » venerdì 29 settembre 2006, 14:38

Complimenti Michele :D davvero di pregevole fattura! A quando risale?

Per gli ornamenti esterni dunque l'elmo è da scartare?
Meglio solamente corona e svolazzi?
E il motto?

:lol: :lol:
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Messaggioda T.G.Cravarezza » venerdì 29 settembre 2006, 14:53

Personalmente ritengo che gli elementi da far incidere su di un anello araldico siano solamente due: lo scudo e la corona (per chi ne avesse diritto, altrimenti solo lo scudo). Elmi, svolazzi, motti et cetera, mi paiono inutili e sovrabbondanti per un anello araldico.
Poi, come già scrissi precedentemente, preferirei non farlo eseguire, se è un anello nuovo, in negativo, perchè non verrebbe mai usato come timbro. Quindi o inciso o in rilievo in positivo. Inoltre non userei la forma ovale, più adatta per un anello femminile, ma farei eseguire direttamente una forma a scudo sannitico (se, naturalmente, il proprio stemma ha tale scudo).
Cordialmente
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 29 settembre 2006, 15:41

T.G.Cravarezza ha scritto:...(omissis)...Elmi, svolazzi, motti et cetera, mi paiono inutili e sovrabbondanti per un anello araldico...(omissis)...


...oltre a diventare scarsamente visibili (ed il motto concretamente illeggibile) nel già ridotto spazio di un anello. :wink:

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Messaggioda Alessio Bruno Bedini » venerdì 29 settembre 2006, 15:49

T.G.Cravarezza ha scritto:[...] Inoltre non userei la forma ovale, più adatta per un anello femminile, ma farei eseguire direttamente una forma a scudo sannitico (se, naturalmente, il proprio stemma ha tale scudo).
Cordialmente


Tipo questo, ma con la corona?

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Messaggioda MMT » venerdì 29 settembre 2006, 16:10

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:
T.G.Cravarezza ha scritto:...(omissis)...Elmi, svolazzi, motti et cetera, mi paiono inutili e sovrabbondanti per un anello araldico...(omissis)...


...oltre a diventare scarsamente visibili (ed il motto concretamente illeggibile) nel già ridotto spazio di un anello. :wink:

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Beh, ricordo che uno zio l'aveva con elmo e svolazzi... ma in effetti faceva molto anello petrino più che chevalier... :lol: ma lui l'aveva ereditato... quindi a caval donato... :wink:
La foto che ho postato è quello di uno chevalier ottocentesco.

Michele.
ps: io personalmente lo farei fare anche exnovo da ceralacca... è vero l'incisione costa di più ma credo che valga la pena. E... io lo uso per suggellare alcune cose di famiglia con la cera lacca... si veda il mio avatar! :wink:
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Messaggioda giugo » sabato 30 settembre 2006, 22:24

Salve a tutti,
sono nuovo di qui e devo farvi i complimenti per l'interessante forum che portate avanti.

Personalmente concordo con Michele, la ceralacca è un qualcosa di "simpatico e distintivo" in ambito informale o familiare.
Per quanto riguarda gli ornamenti, penso che oltre alla corona si potrebbe portare fuori il capo dell'Impero, se è presente nello stemma. Ho le foto di un paio di anelli, quando le trovo le pubblico.
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Messaggioda G.Grifeo di Partanna » giovedì 7 giugno 2007, 15:21

In enorme ritardo rispetto all'ultimo intervento, ma ecco un'immagine dell'anello che porto da 25 anni circa, regalo al mio battesimo di una zia di mio padre:

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Si intuisce dal suo "stato di conservazione" che non ha mai lasciato il mio dito. Anche perchè non riesco più a sfilarlo. Una volta ci ho tentato, mi ha colto il panico in quanto è rimasto bloccato sulla nocca :shock: e mi sono fatto veramente male :(
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Messaggioda Alessio Bruno Bedini » giovedì 7 giugno 2007, 15:48

G.Grifeo di Partanna ha scritto:In enorme ritardo rispetto all'ultimo intervento, ma ecco un'immagine dell'anello che porto da 25 anni circa, regalo al mio battesimo di una zia di mio padre:

Complimenti! Uno Chevalier molto bello naturalmente inciso al rovescio per poter eventualmente funzionare da sigillo. Ma ci sono le sbarre al posto delle fasce?

Si intuisce dal suo "stato di conservazione" che non ha mai lasciato il mio dito. Anche perchè non riesco più a sfilarlo. Una volta ci ho tentato, mi ha colto il panico in quanto è rimasto bloccato sulla nocca :shock: e mi sono fatto veramente male :(


Bè per questo ti consiglio di farlo allargare o potrebbe causarti grossi problemi :roll:
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Messaggioda G.Grifeo di Partanna » giovedì 7 giugno 2007, 17:14

... :cry: Troppi chili in più
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Messaggioda San Celestino » sabato 9 giugno 2007, 2:55

xxx
Ultima modifica di San Celestino il sabato 14 novembre 2015, 3:54, modificato 1 volta in totale.
Se in vita non date un po' di voi agl'altri non rimarrà nulla di voi che valga la pena di vivere!
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Messaggioda dpascale » sabato 9 giugno 2007, 11:03

Gentili signori,
dal momento che si sta parlando di anelli, vorrei sottoporvi una mia banale curiosità - ma vi prego di avere pazienza, in quanto sono registrato al forum da pochissimi giorni :D ! Vorrei sapere se esiste una regola, o almeno una consuetudine, che indichi a quale dito va portato lo chevalier... mi ricordo che mio nonno lo portava all'anulare, ma spesso ho visto persone che lo portavano al mignolo: quale dei due modi ritenete sia il più corretto, o meglio, più elegante?

Grazie!

Daniele
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Messaggioda dpascale » sabato 9 giugno 2007, 14:59

scusate :oops: , non mi ero accorto che avevate già risposto alla mia domanda in una discussione precedente.

http://www.iagiforum.info/viewtopic.php?t=410

scusate ancora...

Daniele
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anello

Messaggioda erncec » mercoledì 13 giugno 2007, 18:06

Buona serata a tutti !
Mi permetto portare anche il mio umile punto di vista.
Credo che le cose belle rimangano tali, anche se cadute in disuso. Quindi se se ne presenta la possibilità, un anello per cera lacca, conserva un fascino davvero unico.

Circa gli elementi da riportare non ho trovato da nessuna parte indicazioni, credo pertanto che la cosa migliore sia rifarsi al buon gusto ed al buon senso, sebbene soggettivi.

Traducendolo in considerazioni concrete, direi che sia abbastanza scontato dare il massimo risalto al contenuto dello scudo, riservando a corone, elmi, svolazzi, tenenti, motti etc lo spazio che dovesse rimanere in considerazione della complessità dello stemma stesso e della grandezza dell'anello. All'estremo (ad esempio in presenza di uno stemma come quello dei Borromeo), io eliminerei anche la sagoma dello scudo, usando il margine dell'anello come bordo di uno scudo circolare, per poter sfruttare tutto lo spazio disponibile e cercare di rendere leggibile il contenuto.

Naturalmente è solo un parere :oops:

Buona serata

Ernesto
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Re: anello

Messaggioda MMT » giovedì 14 giugno 2007, 1:25

erncec ha scritto:Buona serata a tutti !
Mi permetto portare anche il mio umile punto di vista.
Credo che le cose belle rimangano tali, anche se cadute in disuso. Quindi se se ne presenta la possibilità, un anello per cera lacca, conserva un fascino davvero unico.

Circa gli elementi da riportare non ho trovato da nessuna parte indicazioni, credo pertanto che la cosa migliore sia rifarsi al buon gusto ed al buon senso, sebbene soggettivi.

Traducendolo in considerazioni concrete, direi che sia abbastanza scontato dare il massimo risalto al contenuto dello scudo, riservando a corone, elmi, svolazzi, tenenti, motti etc lo spazio che dovesse rimanere in considerazione della complessità dello stemma stesso e della grandezza dell'anello. All'estremo (ad esempio in presenza di uno stemma come quello dei Borromeo), io eliminerei anche la sagoma dello scudo, usando il margine dell'anello come bordo di uno scudo circolare, per poter sfruttare tutto lo spazio disponibile e cercare di rendere leggibile il contenuto.

Naturalmente è solo un parere :oops:

Buona serata

Ernesto



Complimenti ottimo intervento, chiaro e lineare ma soprattutto razionale.

Michele Tuccimei
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Re: anello

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 14 giugno 2007, 15:18

erncec ha scritto:All'estremo (ad esempio in presenza di uno stemma come quello dei Borromeo), io eliminerei anche la sagoma dello scudo, usando il margine dell'anello come bordo di uno scudo circolare, per poter sfruttare tutto lo spazio disponibile e cercare di rendere leggibile il contenuto.


Come accadde nei secoli scorsi (ed in parte accade tuttora) a certi stemmi coniati su monete: fra tutte, ricordo quelle napoletane di ambito aragonese (XV secolo).

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