da Maurizio Cosentino » mercoledì 12 giugno 2013, 23:18
Molte cose si perdono perchè non si viene educati ad esse, e non le si sente più come proprie, non le si comprende, e sembrano vuote... solo un sovraccarico di ornamento. Ma la colpa di questo dov'è? Abbiamo la forza, la incisività di trasmettere secoli di "vite" ai nostri figli con l'esempio, vivendo le nostre scelte con coerenza testimoniandole? Eppure nella "trasmissione" di un pensiero, esiste un punto in cui entra in gioco l'altro; i nostri figli vorranno ascoltare? L'esempio può non bastare, perchè esiste la scelta, espressione massima di libertà.
...sed sunt quoque qui scire volunt ut aedificent / et charitas est. / Et item qui scire volunt ut aedificentur, / et prudentia est.