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contegufo ha scritto:Quanto all'autoproclamazione non è da oggi che i cadetti non titolati si facciano chiamare invece che "dei conti" o "dei marchesi" semplicemente Conte e Marchese salvo poi scoprire la verità nei necrologi o negli ammuffiti atti ufficiali.
E una consuetudine nasce anche proprio così col silente beneplacito dell'interessato che omette.......

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MMT ha scritto:So bene come venissero considerate le famiglie in quel periodo, anche pubblicamente e sui quotidiani, ma era appunto un trattamento di cortesia, cosa ben distinta da uno status giuridico. Giuridicamente era nobile e considerato tale pubblicamente chi aveva un decreto di riconoscimento e concessione e chi era inscritto nel Libro d'Oro della Consulta Araldica. Punto.
Poi il fatto che la nobiltà è automatica e si tramanda a prescindere è un discorso ben diverso. E' anche diverso il discorso che di fatto si era chiamati conte marchese e barone e -attenzione- anche sui messaggi privati della Real Casa. Tutto questo lo dico non per voler esser più realista del re ma per spiegare che un conto è uno status giuridico accertato e tutelato, un conto è un trattamento di cortesia: son due cose ben distinte, anche se poi di fatto il conte di Cavour era chiamtao così da tutti mentre era il nobile dei marchesi di Cavour (per fare un esempio lapalissiano).
E ancora non significa nulla, e sottolineo NULLA, anche il fatto che il re scrivesse privatamente ad una persona NON riconosciuta appellandosi a questa come, ad esempio, conte. Era cortesia! Bisogna scindere la cortesia dallo status giuridico, è necessario, altrimenti in Italia, ripeto, si sfocerebbe nell'autoproclamazione!
Questo a prescindere dai motivi anche personali e o politici che indussero a non chiedere alcun provvedimanto durante il Regno: giuridicamente era nobile chi attestato da Decreto Ministeriale. Possiamo fare tutti i discorsi che volete, sulla cortesia, sulla nobiltà perpetua trasmessa in liena di sangue per diritto di nascita, mi troverete senza dubbio d'accordo, ma in uno Stato che riconosce i titoli nobiliari e che li tutela e garantisce se questi non si pongo all'interno dell'ordinamento non vengono presi in considerazione. Giuridicamente uno status esiste o non esiste, non ci sono vie di mezzo.
MMT ha scritto:La questione Genove e Veneta in realtà risale a prima della Consulta, Sergio sicuramente saprà illustrarLe meglio la questione che sorse in realtà quando i patrizi erano mandati come ambasciatori presso gli altri Regni e venivano indi titolati così.
Per quello che riguarda il titolo feudale che sia superiore a quello patriziale... io non farei di tutta l'erba un fascio: provi a mettere sulo stesso piano un antico patrizio romano o veneto con un settecentesco barone di Vattelappesca...!
fabrizio guinzio ha scritto:Venezia: fino a quando da quel Comune e suo patriziato(questa era la qualifica/titolo nobiliare giuridico) emanava la Serenissima Repubblica, il trattamento era quello di principi. Caduta la Repubblica, l'Austria trovò possibile riconoscere il giuridico autentico titolo nobiliare di principe solo a 3 casate e a tante altre quello di conte, ma vi assicuro(ho vissuto e lavorato 8 anni a Venezia) che il più prestigioso permane: patrizio veneto; tutti comunque confermati dall'Italia in epoca di Regno, incluso il riconoscimento della speciale corona patriziale veneziana.
fabrizio guinzio ha scritto: (...) il titolo ducale veneto era: Principe(titolo, non trattamento) e Signore della Serenissima, Doge di Venezia(da Enciclopedia Diderot/D'alembert).Per quanto ne sappia, i patrizi veneti(N.H. e N.D.) tutti avevano il trattamento(nessun diritto al titolo) di principi di casa reale, come hanno i cardinali di Santa Romana Chiesa: ne chiedo conferma.
) la Serenissima fu un principato o forse un ducato ( doge=duca), mentre quelli che provarono a trasformare la Repubblica in tali forme di governo ci rimisero la testa.fabrizio guinzio ha scritto:Per quanto ne sappia, i patrizi veneti(N.H. e N.D.) tutti avevano il trattamento(nessun diritto al titolo) di principi di casa reale, come hanno i cardinali di Santa Romana Chiesa: ne chiedo conferma. Ciao,
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GENS VALERIA ha scritto:MMT ha scritto:trattamento di cortesia
Dal punto di vista giuridico il tuo ragionamento non fa una grinza, ma solo durante il periodo del R.d.I. (1861/1946) , non ha evidentemente senso né prima ( legislazioni degli Stati preunitari ) né tantomeno dopo.

Tilius ha scritto:GENS VALERIA ha scritto:MMT ha scritto:trattamento di cortesia
Dal punto di vista giuridico il tuo ragionamento non fa una grinza, ma solo durante il periodo del R.d.I. (1861/1946) , non ha evidentemente senso né prima ( legislazioni degli Stati preunitari ) né tantomeno dopo.
Niente da obiettare sul dopo, ma riguardo al prima, in taluni Stati (ad esempio il Piemonte sabudo!) il trattamento di cortesia vigeva eccome.
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