A proposito di tali fenomeni sociali e di viaggiatori, citati sopra...
Nella mia regione uno dei più conosciuti viaggiatori e cronisti fù Alberto (Ferrero) La Marmora, piemontese. Viaggiò e soggiornò varie volte e a lungo in tutta l'isola, specie nella prima metà dell'800.
Fù uno studioso e osservatore attento, anche cartografo. Ebbe validi collaboratori.
Anche lui, e suoi collaboratori, varie volte evidenziarono nelle loro cronache i già citati aspetti della società (i concetti di nobiltà, ma anche di notabile), ma cmq senza esagerare con i confronti con altre realtà.
Ma di tali cronisti nell'800 ne sono esistiti anche vari altri (ma qualcuno anche in epoche precedenti).
Per ciò che concerne tali numerose cronache, mi sono ricordato di un'altra in particolare, citata nel topic
viewtopic.php?f=3&t=11159&p=132900&hilit=dall'utente autore dello stesso topic, dove si legge
... un fatto "simpatico" avvenuto nel 1833: tal
don Giacomo Pilo (che in realtà discendeva dai Minutili) viveva "tranquillo e pacifico" in stato di povertà estrema e fu chiamato in giudizio per dimostrare la sua nobiltà
(forse denunciato da uno spocchioso
per nobiltà abusiva) e ovviamente ne
uscì a testa alta perchè nessuno
poteva levargli pure quella.
...
Tale personaggio viveva in povertà estrema, nonostante discendesse dal punto di vista patrilineare dai Minutili (si sarebbe dovuto chiamare così in teoria, ma un suo avo preferì il cognome materno).
E i Minutili sardi tra l'altro, non è inutile ricordarlo, in realtà anch'essi già nel 600 e 500 non si possono definire ricchi; anzi qualcuno di loro (e furono sempre pochi nuclei familiari) in certi documenti è citato direttamente come "povero".
Evidentemente i loro primi avi, giunti nell'isola forse tra fine 400 e inizi 500 come alti funzionari del Regno e/o militari, non riuscirono a mantenere un livello economico simile a quello di vari loro parenti del Sud Italia. Dunque appunto risulta molto importante il contesto economico e sociale della regione o zona di residenza (oltre che le vicende personali ovviamente, e forse anche la "fortuna").
E lo stesso vale per altri rami che si stabilirono nell'isola, tipo vari casati italici, anche antichissimi, giunti tra fine 400 e fine 500. Da documenti non sembrano certo ricchi, anche se in generale le parentele scaturite per matrimonio sembrano abbastanza importanti. Ma il fatto è che in teoria loro sarebbero dovuti essere anche di più alto rango rispetto a parte di quelle parentele locali o iberiche, dato che i loro omonimi parenti d'oltremare possedevano un censo ben più elevato, e alcuni anche castelli in Liguria, Toscana, Piemonte e anche Trentino (sto parlando di varie casate non legate tra loro), e a volte anche flotte mercantili, oltre che cariche molto importanti (console, ammiragli, etc..).
E invece da certe lettere si viene anche a sapere che vari di essi confidavano nel Vicerè o in altri personaggi per avere un impiego (impiego d'ufficio o militare)in modo da poter iniziare una carriera.
Insomma una bella differenza rispetto a loro lontani parenti; per una parte di essi non saprei il destino, credo che molti siano stati annientati dalle epidemie già prima del 700, sempre che qualcuno di loro non abbia cambiato cognome (quì c'è da aspettarsi anche questo, esaminando vari documenti).