Addio Italia: Nizza e Savoia ricordano e fanno festa

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Re: Addio Italia: Nizza e Savoia ricordano e fanno festa

Messaggioda lion bianco » domenica 9 maggio 2010, 14:32

Caro Fabrizio ok , indipendenza dei singoli stati italiani . Este , Gonzaga , Medici e tutte le grandi dinastie naturalmente compresi i Savoia che di certo furono gli artefici della cacciata definitiva dello straniero . Credo cmq che sarai d'accordo con me che il pensiero dell'unità nazionale intesa in chiave risorgimentale fosse ancora lontano dal germogliare nelle menti anche dei più illuminati . Benchè è da tenere presente che nonostante vi fosse invero un latente ma vivo e costante spirito di indipendenza da parte delle dinastie italiche , è anche vero che le stesse nei secoli non disdegnarono mai per motivi di alleanze e precauzionali legami di sangue con tutti i potentati stranieri , in questo i Savoia furono di una lucidità ed una lungimiranza strabiliante , forti della loro strategica posizione di stato cuscinetto seppero cogliere tramite una diplomazia acuta e peculiare ogni occasione per una crescita costante . Restano , a mio modesto avviso , alcune perplessità riguardo la natura del loro spirito patriottico , inteso quale patriottismo italiano . Di antica origine borgognona , presto più legati al SRI più che ai potentati francesi o italiani , trovo in Carlo Alberto , Re da rivalutare , il primo alfiere italico mosso da spirito veramente indipendentista , accusato di tentennamenti...o forse coraggioso e capace di cogliere l'onda emotiva e combattiva nonostante il tradizionalismo conservatore nel quale egli stesso era stato cresciuto , nel quale egli stesso credeva , ma dal quale indiscutibilmente quantomeno si smosse politicamente e materialmente , cercando l'indipendenza anche nel suo aspetto psicologico , forse il primo a combattere anche nel tentativo di sconfiggere la sudditanza dallo straniero , il primo a capire che uno stato non può basare la sua indipendenza e la sua stessa vita sul placet più o meno esplicito da parte di potenze superiori . E' in questo periodo che ritengo nasca nei Savoia la fiamma italiana . Famosi storici plaudono all'Impero dell'aquila bicefala per la perizia con cui governò su popoli di etnia e cultura assai diverse tra loro , concordo , ma fu ciò che fecero anche i Savoia , certo per un periodo assai più breve , ma tutti sappiamo che nel tardo ''800 in piemonte si parlava francese , in Sicilia le donne vestivano ancora alla araba , le diversità erano gigantesche , eppure , nel bene e nel male dobbiamo riconoscere ai Savoia di avere consegnato , o meglio lasciato , nelle mani della Repubblica un popolo unito in un arco di tempo brevissimo . Un caro saluto .
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Re: Addio Italia: Nizza e Savoia ricordano e fanno festa

Messaggioda adj » domenica 9 maggio 2010, 17:47

lion bianco ha scritto:dobbiamo riconoscere ai Savoia di avere consegnato , o meglio lasciato , nelle mani della Repubblica un popolo unito in un arco di tempo brevissimo.


:?:
Forse nel tifo calcistico per la nazionale...
adj
 

Re: Addio Italia: Nizza e Savoia ricordano e fanno festa

Messaggioda Franz Joseph von Trotta » domenica 9 maggio 2010, 19:19

adj ha scritto:
lion bianco ha scritto:dobbiamo riconoscere ai Savoia di avere consegnato , o meglio lasciato , nelle mani della Repubblica un popolo unito in un arco di tempo brevissimo.


:?:
Forse nel tifo calcistico per la nazionale...


Concordo, la frase appare piuttosto edulcorata, lontana da un'analisi storica più approfondita e dalla nostra stessa quotidianità; a dispetto della prossima ricorrenza cronologica, mi pare che l'argomento "unità" non sa mai stato così apertamente (e ampiamente) discusso, analizzato e criticato come in questi ultimi anni.
FJVT
Ultima modifica di Franz Joseph von Trotta il domenica 9 maggio 2010, 19:24, modificato 1 volta in totale.
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Re: Addio Italia: Nizza e Savoia ricordano e fanno festa

Messaggioda GENS VALERIA » martedì 11 maggio 2010, 18:01

Il centocinquantenario dell’Unità avrebbe potuto rappresentare un’occasione per un serio e critico riesame dei fatti storici che contraddistinsero il “Risorgimento”, sforbiciando abbondantemente fronzoli ed orpelli retorici, ma così, purtroppo a quanto pare, non sarà.

Mi si perdoni lo sfogo, ma… cacchio!
Lo Stivale cucito dalle sofferenze dei nostri nonni , da ragazzini fucilati da altri ragazzini , rabberciato dalle lezioni di alfabetizzazione del maestro Manzi, da vagonate di padri di famiglia con valigie di cartone,da plichi di cambiali per comprar casa e ( perché no) dal tifo da stadio
è il mio Stivale,
non lo cambierei con nessun altro surrogato di calzatura, questo è sicuro :
a volte mi fa male ma ormai ci sono affezionato: ha preso la forma del mio piede.
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

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Re: Addio Italia: Nizza e Savoia ricordano e fanno festa

Messaggioda lion bianco » martedì 11 maggio 2010, 19:29

Concordo pienamente con Sergio, sangue e sofferenza, sacrifici enormi, hanno dato all'Italia gli attuali confini. Abbiamo unito in uno stato popolazioni diverse, ma formano oggi un unica nazione ed un unico popolo, ormai da quasi cent'anni se consideriamo i territori, alcuni invero acquisiti oltre un'oggettiva italianità presunta, conquistati con la Grande guerra. Campanilismi e diverse culture fanno parte della storia di tutti gli stati. L'assistenzialismo, amministrato pessimamente dai funzionari locali, a favore del mezzogiorno, l'attuale crisi economica e la perdita della memoria e dei valori dei nostri padri e nonni, hanno enfatizzato ed amplificato la contemporanea moda secessionista, che se avesse successo potrebbe forse dare respiro al nord ma ci renderebbe ridicoli agli occhi del mondo intero e indegni del nostro passato .
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Re: Addio Italia: Nizza e Savoia ricordano e fanno festa

Messaggioda Franz Joseph von Trotta » mercoledì 12 maggio 2010, 9:19

Vedo che il dibattito sfiora una deriva pre-politica.
E tuttavia la triste e dolorosa calzatura descritta da Sergio sembra più adatta a un paese popolato da von Sacher-Masoch senza speranza che da moderni cittadini che aspirano ad una migliore qualitatà di vita, specie se paragonata a quella che altri stati europei offrono senza far sanguinare i piedi di nessuno.
Dopo 150 anni urgerebbe finalmente l'opera di un buon calzolaio :D

Quanto alle aspirazioni o alle "mode" politiche, come sappiamo, ogni tempo ha avuto le sue nate dai suoi bisogni; temo non sia molto utile né lungimirante censurare gli effetti, magari sgraditi, sorvolando sulle evidenti cause di una sempre maggiore insofferenza o disaffezione.
E, absit iniuria verbis, sappiamo bene che a suo tempo molti abitanti degli stati pre-unitari potevano considerare quella unitaria come una "moda" avvertendola come una "perdita della memoria e dei valori dei loro padri e nonni", un'aspirazione "ridicola agli occhi del mondo intero e indegna del loro passato".

Saluti

F.
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Re: Addio Italia: Nizza e Savoia ricordano e fanno festa

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » mercoledì 12 maggio 2010, 12:51

Carissimi, il dibattito si fa interessante.
tralasciando questioni che non riguardano l'oggetto della discussione, le cause e gli effetti della cessione di Nizza e della Savoia alla Francia 150 anni fa, questioni che sono disponibile a trattare in altro post più appropriato, sono d'accordo sul fatto che il tasso di emigrazione non sia l'unico fattore da prendere in considerazione per valutare la ricchezza di un paese, ma nemmeno si può controbattere a questo dato dicendo che in quel paese c'era un gruppo di persone molto ricche. Anche oggi, nei paesi in via di sviluppo c'è una grande poverta diffusa, cui si risponde spesso con l'emigrazione verso paesi più ricchi, e un'altrettanto grande ricchezza concentrata in una ristretta classe di persone.
Allora, come possiamo stabilire l'effettiva ricchezza degli stati italiani prima dell'Unità? Che fattori dobbiamo prendere in considerazione? Io ne prenderei 5:
1) L'emigrazione, appunto;
2) L'indebitamento pubblico;
3) il PIL e il reddito/debito pro-capite;
4) la moneta circolante;
5) l'industrializzazione;
Vediamoli uno per uno:
1) l'emigrazione, che interessa, solitamente, le classi più povere della società, era presente nel nord e anche a Nizza e nella Savoia, già prima dell'Unità e anche gli italiani residenti a Tunisi e Alessandria d'Egitto nel 1861 sono, quasi tutti del nord Italia e non del vicino meridione; qui, invece, l'emigrazione diventa un fenomeno rilevante a partire dal 1870, più o meno dalla fine del brigantaggio e dei moti legittimisti;
2) al 1859 il disavanzo pubblico del Regno delle Due Sicilie era di 440 milioni di lire contro gli oltre 1200 milioni del Regno di Sardegna;
3) il PIL del Regno delle Due Sicilie, nello stesso anno, era di oltre 2.600 milioni di lire contro i 1.600 del Regno di Sardegna; il reddito pro-capite era di 291 lire in entrambi gli stati, ma il debito pro-capite era di sole 59 lire nel Sud contro le circa 262 del Nord, su 291 lire un Meridionale ne aveva effettivamente 232 (291 -59) mentre un Piemontese ne aveva solo 29 (291 – 262).;
4) la moneta circolante, nel 1861, e questo è il dato più significativo, era nelle Due Sicilie di 443 milioni contro gli appena 35 di Piemonte e Lombardia;
5) Nell’Esposizione Internazionale di Parigi del 1856 fu assegnato alle Due Sicilie il Premio per il terzo Paese al mondo come sviluppo industriale (il 1° in Italia) e dal censimento ufficiale del 1861 si deduce che, al momento dell’unità, le Due Sicilie, pur costituendo il 36.7% della popolazione totale italiana, davano impiego nell’industria ad una forza-lavoro pari al 51% di quella complessiva degli stati italiani (1,6 milioni su 3,1 milioni totali). Alla vigilia dell'unità, al Nord solo l'Ansaldo di Genova era a livello di grande industria, tuttavia essa aveva 480 operai contro i 1.000 di Pietrarsa.
Sulla base di questi dati, io arrivo alla conclusione che lo "scambio" tra Nizza-Savoia e il Meridione fu un affare davvero conveniente per Cavour e i Savoia.
Grazie per l'attenzione e a presto.
PMMO
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Re: Addio Italia: Nizza e Savoia ricordano e fanno festa

Messaggioda nicolad72 » mercoledì 12 maggio 2010, 13:08

Pasqualì...

Stavolta mi sento di condividere pienamente le tue riflessioni, che faccio anche mie!

La questione meridionale nasce con l'unità d'italia... che ha represso l'espansione industriale e lo sviluppo del meridione...

Ricordo solo che una delle regioni dell'allora regno borbonico si chamava "Terra di lavoro".
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Re: Addio Italia: Nizza e Savoia ricordano e fanno festa

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » mercoledì 12 maggio 2010, 14:45

Grazie, Nicola.
Mi fa piacere che a dirmelo sia proprio tu che vivi non lontano da Nizza.
A presto.
Pasquale
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Re: Addio Italia: Nizza e Savoia ricordano e fanno festa

Messaggioda lion bianco » mercoledì 12 maggio 2010, 15:11

I problemi ci sono , e ci sono sempre stati , concordo sul fatto che , inutile ricercarne le cause , oggigiorno raggiungono livelli preoccupanti e profondi . D'accordo anche sul fatto che il continuo mutare di situazioni è parte vitale e fondamentale della storia , e la ricerca di condizioni migliori deve a volte passare necessariamente tramite grandi cambiamenti . Temo però , come spesso accade , che sia evidente il male ma problematica la cura , parlare di generica secessione è troppo semplicistico ed astratto , e cmq , prima di rimettersi nelle mani di non so chi , capace di affrontare le enormi difficoltà che sorgerebbero , andrebbe testata la volontà del popolo sovrano , col rischio , in quel caso assai probabile , che vengano fatte scelte dovute a spirito di bandiera simile al già citato tifo calcistico . Se l'unità d'Italia è davvero malsopportata dagli italiani , se mai si dovesse solo pensare ad una disgregazione del nostro Paese , prima di condannare e sopprimere , la nostra classe politica dovrebbe pensare , valutare , progettare e proporre dimostrando di possedere mezzi e capacità per sostenere l'impresa....Ah ah ah .....si salvi chi può. Un po'd'ironia non guasta . Cordialità .
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Re: Addio Italia: Nizza e Savoia ricordano e fanno festa

Messaggioda fabrizio guinzio » mercoledì 12 maggio 2010, 15:36

Ma rimane sempre una domanda: perchè quella parte d' Italia, il nostro Mezzodì, è da più di mezzo millennio tanto fragile da essere facilmente conquistato da chiunque si prenda la briga di farlo? Perchè dopo gli Altavilla e gli Svevia si è sempre deciso fuori dai suoi confini chi dovesse prendersi il Regno de le due Sicilie? Come mai dominare gli Stati Sabaudi era considerata in tutta Europa "mission impossible" per i "non - naturali"? Dopo 150 anni di unità nazionale politica italiana la Lucania - Basilicata, la Puglia ed il Molise(e pure l'Abruzzo) sono OK, come scritto sul quotidiano inglese Economist sono solo Campania Calabria Sicilia ad essere in situazione problematica(quel giornale straniero le definisce Bordello Due Sicilie; secondo me la palla al piede di quelle tre regioni è il cosiddetto meridionalismo piagnone(come dicunt a Roma: "a me m'ha rovinato la guera!"; con il meridionalismo detto serio il resto del nostro Meridione è fiorente). Queste sono comunque pagliuzze nei nostri occhi, a paragone dell'orribile oppressione francese in Corsica(terra irredenta occidentale, come quelle in topic) e dell'Istria spezzata fra Sloveni e Croati(terra irredenta orientale). Vere e proprie travi, come il problema bretone(anche la nobiltà bretone si è separata, uscendo dall'associazione nobiliare francese) e quello occitanico! Ciao,
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Re: Addio Italia: Nizza e Savoia ricordano e fanno festa

Messaggioda adj » mercoledì 12 maggio 2010, 16:20

fabrizio guinzio ha scritto:Ma rimane sempre una domanda: perchè quella parte d' Italia, il nostro Mezzodì, è da più di mezzo millennio tanto fragile da essere facilmente conquistato da chiunque si prenda la briga di farlo?


Beh, anche per Milano e Lombardia non è stato poi tanto diverso, a prescindere dalla facilità o meno della conquista.
adj
 

Re: Addio Italia: Nizza e Savoia ricordano e fanno festa

Messaggioda fabrizio guinzio » mercoledì 12 maggio 2010, 16:39

Appunto carissimo adj la lunga dominazione straniera(tale dopo Carlo V re d' Italia e imperatore sacro romano, quindi naturale in Italia) prima castigliana poi austriaca ha posto Milano ed i suoi ceti storici in una posizione mal vista da veneti e subalpini(per esempio l'assassinio del Prina la macelleria messicana di piazzale Loreto sono sintomatiche di volgo e plebi di manzoniana memoria) popoli, a parte brevi parentesi, indipendenti(Italia e San Marco è stato il grido di guerra dei veneziani, avanti Savoia sempre più avanti quello subalpino). Ciao,
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Re: Addio Italia: Nizza e Savoia ricordano e fanno festa

Messaggioda GENS VALERIA » mercoledì 12 maggio 2010, 17:06

Franz Joseph von Trotta ha scritto:Vedo che il dibattito sfiora una deriva pre-politica.
E tuttavia la triste e dolorosa calzatura descritta da Sergio sembra più adatta a un paese popolato da von Sacher-Masoch senza speranza che da moderni cittadini che aspirano ad una migliore qualitatà di vita, specie se paragonata a quella che altri stati europei offrono senza far sanguinare i piedi di nessuno.
Dopo 150 anni urgerebbe finalmente l'opera di un buon calzolaio :D

Quanto alle aspirazioni o alle "mode" politiche, come sappiamo, ogni tempo ha avuto le sue nate dai suoi bisogni; temo non sia molto utile né lungimirante censurare gli effetti, magari sgraditi, sorvolando sulle evidenti cause di una sempre maggiore insofferenza o disaffezione.
E, absit iniuria verbis, sappiamo bene che a suo tempo molti abitanti degli stati pre-unitari potevano considerare quella unitaria come una "moda" avvertendola come una "perdita della memoria e dei valori dei loro padri e nonni", un'aspirazione "ridicola agli occhi del mondo intero e indegna del loro passato".


Caro Franz,
prima di esternare i miei sentimenti in una pubblica dichiarazione d’amore ( questo è stata , in definitiva ) , ho riflettuto a lungo ed è proprio a causa del clima che da noi, nel profondo Nord ,si respira che mi decido a fare qualche considerazione con quel minimo di disincantato distacco spesso prerogativa dei meno giovani.

Non sono né sociologo né economista , ma mi sento di affermare che qualità della vita ed il benessere non vengono attualmente garantiti né dalle dimensioni dello stato né da una collaudata omogeneità etnico- linguistico- culturale , basti notare come ad essere nell’occhio del ciclone economico monetario siano Stati non popolosi , pressoché privi di materie prime e scarsamente industrializzati del Sud Europa ( ricorderai il mio profetico intervento quando scrivevo della cultura del vino e dell’olio rispetto a quella della birra e del sego ? ) ma, invero, anche l’economia della nordica Irlanda pare non sia molto in salute . Non è necessario essere preveggenti : con i sacrifici economici richiesti scemerà inevitabilmente la qualità della vita .

E’purtroppo un dato di fatto inconfutabile che decenni di assistenzialismo ottuso e cattiva amministrazione locale abbiano economicamente frenato una parte d’Italia ( come bene afferma Leon Bianco ) ed è per questo che non ho particolari preclusioni a larghe autonomie fiscali e politiche, ma alt! Qui io mi fermo e metto un paletto.

Sono fermamente contrario ad ogni deriva secessionista , sarà il sentimento di una comune appartenenza ma anche la ragione oltre la consuetudine mi confortano : un Ticinese dirà sempre di essere Svizzero , un Sassone dirà sempre di essere Tedesco, un Normanno dirà sempre di essere Francese , un musulmano nero di origini cubane residente a New York affermerà con orgoglio il suo essere statunitense .
Quanti Italiani possono affermare che i quattro nonni provengano dalla stessa provincia o regione ? Ben pochi , almeno nel Centro nord , compresi i puristi dell’etnia. Qual è dunque la terra dei nostri padri la Vaterland, la Patria per la maggior parte di noi ? Cosa ci accomuna, insomma ?

Caro Franz, anche se a volte il mio piede mi duole nello Stivale , non è per masochismo che mi rifiuto di fare cambio con un paio di comode ciabatte,il fatto è ,che per andare avanti su sentieri accidentati, è più adatto e poi … suvvia non sarà una meraviglia ma neanche così orribile come alcuni lo dipingono , il calzolaio al massimo può rabberciarlo,sistemare al meglio qualche cucitura, metterlo in forma e dargli una bella lustrata .

Da noi l’esterofilia è un tantino endemica , se tanti Britannici, Tedeschi, Olandesi lasciano tutto e si trasferiscono, armi e bagagli in Italia non si starà poi tanto male!

Con tanta stima e cordialità
Sergio
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

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Re: Addio Italia: Nizza e Savoia ricordano e fanno festa

Messaggioda nicolad72 » mercoledì 12 maggio 2010, 17:26

GENS VALERIA ha scritto:Quanti Italiani possono affermare che i quattro nonni provengano dalla stessa provincia o regione ?


Io! [arf2.gif] E posso andare indietro ancora di un bel po' tra i miei avi... purtroppo non sarà così per i miei figli (se ne avrò) visto che sto per sposare una Lombarda (io non sono lombardo)....
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