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Franz Joseph von Trotta ha scritto:"[…] per duemila anni l'Italia ha portato in sé un'idea universale capace di riunire il mondo, non una qualunque idea astratta, non la speculazione di una mente di gabinetto, ma un'idea reale, organica, frutto della vita della nazione, frutto della vita del mondo: l'idea dell'unione di tutto il mondo, da principio quella romana antica, poi la papale. [...]”
Fëdor Michajlovič Dostoevskij
fabrizio guinzio ha scritto:siamo al settimo posto fra i primi dodici Paesi del mondo, non mi sembra poco. Ciao,
si arriva in cieloadj ha scritto:Franz Joseph von Trotta ha scritto:Fëdor Michajlovič Dostoevskij
Che detto da una persona che non era italiana, né proveniva da un popolo appartenente all'Impero Romano, né professava la fede cattolica, ha un significato ancora maggiore.
GENS VALERIA ha scritto:Tra le file o a fianco dei "ribelli "alla macchia, spesso si nascondevano delinquenti , difficile stabilirne la percentuale.
Durante la seconda guerra mondiale i ribelli potevano essere definiti partigiani patrioti o banditi a seconda dei punti di vista.
Durante la repressione postunitaria i ribelli potevano essere definiti legittimisti patrioti o briganti anche in questo caso dipendeva dalla prospettiva.
Ma da sempre la storia viene scritta dai vincitori , infatti oggi parliamo di "Resistenza partigiana" e di " Brigantaggio" ma non di "Resistenza legittimista" ossequiosi dei termini imposti dalla storiografia dei vincitori.
GENS VALERIA ha scritto:Rileggere la storia con criteri scientificamente neutrali , oltre i grandi e ( finora ) intoccabili "mitici pilastri nazionali ", è una delle grandi sfide del terzo millenio, ma senza questi "pilastri nazionali" oggi non potrei esprimere liberamente il mio pensiero.
fabrizio guinzio ha scritto:Questa volta lo scrittore cristiano preferito da mio zio teologo cattolico viene corretto dal suo Papa novecentesco preferito. Paolo VI Montini ha affermato che la riduzione del potere temporale, frutto del nostro Risorgimento nazionale, ha incrementato il potere spirituale universale del Romano Pontefice.
L.A.S. ha scritto:adj ha scritto:Franz Joseph von Trotta ha scritto:Fëdor Michajlovič Dostoevskij
Che detto da una persona che non era italiana, né proveniva da un popolo appartenente all'Impero Romano, né professava la fede cattolica, ha un significato ancora maggiore.
Vale a dire? Mi pare che estrapolare un passo (per inciso dal Diario di uno scrittore del 1887)
senza contestualizzazione (e senza spiegare, ad esempio, che il succo del passo citato serviva per ben altri scopi), come si è fatto automaticamente da più parti negli ultimi anni, serve soltanto a riproporre - con estrema chiarezza - l'impossibilità
di affrontare con costrutto e serietà storico-scientifica un argomento vasto, articolato, complesso e non ultimo - proprio per le divisioni che importa - delicato.
Cordialmente,
Lorenzo
equites ha scritto:GENS VALERIA ha scritto:Tra le file o a fianco dei "ribelli "alla macchia, spesso si nascondevano delinquenti , difficile stabilirne la percentuale.
Durante la seconda guerra mondiale i ribelli potevano essere definiti partigiani patrioti o banditi a seconda dei punti di vista.
Durante la repressione postunitaria i ribelli potevano essere definiti legittimisti patrioti o briganti anche in questo caso dipendeva dalla prospettiva.
Ma da sempre la storia viene scritta dai vincitori , infatti oggi parliamo di "Resistenza partigiana" e di " Brigantaggio" ma non di "Resistenza legittimista" ossequiosi dei termini imposti dalla storiografia dei vincitori.
Il paragone con i partigiani non è affatto calzante, anzi! E' assolutamente fuorviante in quanto i legittimisti erano pochi, male organizzati e combattevano un esercito ritenuto invasore, mentre i partigiani non erano pochi, erano organizzati, aiutati dall'esterno e combattevano gli invasori, i loro connazionali e talvolta anche altri partigiani dalle diverse opinioni politiche.
La realtà era diversa, nel contesto bellico italiano 1944/1945 gli uomini della resistenza non erano certo molti, erano male armati e mangiavano e dormivano quando potevano (così raccontano i nostri anziani che erano testimoni oculari )
Inoltre mentre i legittimisti spesso hanno combattutto solo per motivi d'onore (ed è solo per questo che oggi meritano di essere ricordati), apparendo impossibile il ripristino della monarchia borbonica,
Non sfidavano mica a duello ! Anche i legittimisti partecipavano ad una sporca guerra del "mordi e fuggi" ( ma dubito sia mai stata combattuta una guerra pulita e onorevole ) fatta di agguati e guerriglia, ritorsioni e terrore, l’intento era rispedire a casa nemici e rimettere Franceschiello sul trono.
i partigiani nella maggior parte dei casi combattevano per un ideale di stato che era terzo rispetto alla loro attualità ed al loro passato prossimo, stato che poi si realizzò nell'immediato dopoguerra.
Partigiani di diversi ideali e ideologie combattevano un comune nemico avendo i mente diversi modelli di stato ( sovietico , liberale , popolare , monarchico )
In definitiva l'unica cosa che accomunava legittimisti e partigiani era l'uso del fucile ed il non uso di una divisa.
Mah...l'affermazione mi sembra un tantino semplicistica , comunque vanno tenute presenti le coordinate spazio/temporali, la storia si ripete sempre ma non in modo sovrapponibile
I legittimisti borbonici non mi risulta che rubassero, che rapissero o che commettessero altri atti di pura delinquenza, cosa che invece facevano i briganti.
Sul numero e sulle percentuali c'è poco da discutere, basta comparare i rapporti della polizia borbonica con quelli della polizia italiana ed il gioco è fatto. Ma questo semplice calcolo è proprio quello che i neoborbonici NON vogliono fare, perchè se lo facessero (come è stato fatto a suo tempo da un autore di cui mi sfugge il nome e che sto cercando di rintracciare da quando è nata questa discussione) si (ri)scoprirebbe che i legittimisti erano pochissimi e i briganti tanti, crollando così il mito, costruito in anni recenti, del rifiuto "popolare" e "insorgente" verso I Savoia e lo stato unitario.GENS VALERIA ha scritto:Rileggere la storia con criteri scientificamente neutrali , oltre i grandi e ( finora ) intoccabili "mitici pilastri nazionali ", è una delle grandi sfide del terzo millenio, ma senza questi "pilastri nazionali" oggi non potrei esprimere liberamente il mio pensiero.
E' assolutamente così, condivido in pieno. Peccato che i cultori di un certo passato si rifiutino di ammetterlo.
Lo ribadisco... Lo ribadisco!GENS VALERIA ha scritto:equites ha scritto:GENS VALERIA ha scritto:Tra le file o a fianco dei "ribelli "alla macchia, spesso si nascondevano delinquenti , difficile stabilirne la percentuale.
Durante la seconda guerra mondiale i ribelli potevano essere definiti partigiani patrioti o banditi a seconda dei punti di vista.
Durante la repressione postunitaria i ribelli potevano essere definiti legittimisti patrioti o briganti anche in questo caso dipendeva dalla prospettiva.
Ma da sempre la storia viene scritta dai vincitori , infatti oggi parliamo di "Resistenza partigiana" e di " Brigantaggio" ma non di "Resistenza legittimista" ossequiosi dei termini imposti dalla storiografia dei vincitori.
Il paragone con i partigiani non è affatto calzante, anzi! E' assolutamente fuorviante in quanto i legittimisti erano pochi, male organizzati e combattevano un esercito ritenuto invasore, mentre i partigiani non erano pochi, erano organizzati, aiutati dall'esterno e combattevano gli invasori, i loro connazionali e talvolta anche altri partigiani dalle diverse opinioni politiche.
La realtà era diversa, nel contesto bellico italiano 1944/1945 gli uomini della resistenza non erano certo molti, erano male armati e mangiavano e dormivano quando potevano (così raccontano i nostri anziani che erano testimoni oculari)
Ecco, appunto....Sul numero, le armi e la logistica ci sarebbe molto da discutere, in termini militari seri, ma non mi sembra questa la sede opportuna, tuttavia da militare in congedo e cultore di storia contemporanea invito a non prendere per oro colato i racconti che vengono fatti ai giovanissimi iscritti dell'anpi, magari in occasione dell'annuale festa dell'unità...
Inoltre mentre i legittimisti spesso hanno combattutto solo per motivi d'onore (ed è solo per questo che oggi meritano di essere ricordati), apparendo impossibile il ripristino della monarchia borbonica,
Non sfidavano mica a duello ! Anche i legittimisti partecipavano ad una sporca guerra del "mordi e fuggi" (ma dubito sia mai stata combattuta una guerra pulita e onorevole) concordo fatta di agguati e guerriglia, ritorsioni e terrore, l’intento era rispedire a casa nemici e rimettere Franceschiello sul trono. Suvvia! Poniamo attenzione a non attribuire tattiche ed obiettivi moderni a pochi soldati, male armati, male in arnese e non particolarmente ben visti dalla popolazione locale, che mal sopportava la presenza pressante di soldati e gendarmi causata dalla loro attività. Ricordo che parliamo di una manciata di soldati (rispetto al territorio ed al nemico da combattere), mica dei vietcong!
i partigiani nella maggior parte dei casi combattevano per un ideale di stato che era terzo rispetto alla loro attualità ed al loro passato prossimo, stato che poi si realizzò nell'immediato dopoguerra.
Partigiani di diversi ideali e ideologie combattevano un comune nemico avendo i mente diversi modelli di stato ( sovietico , liberale , popolare , monarchico ) Appunto, quindi non sono paragonabili ai legittimisti borbonici.
In definitiva l'unica cosa che accomunava legittimisti e partigiani era l'uso del fucile ed il non uso di una divisa.
Mah...l'affermazione mi sembra un tantino semplicistica , comunque vanno tenute presenti le coordinate spazio/temporali, la storia si ripete sempre ma non in modo sovrapponibile
I legittimisti borbonici non mi risulta che rubassero, che rapissero o che commettessero altri atti di pura delinquenza, cosa che invece facevano i briganti.
Sul numero e sulle percentuali c'è poco da discutere, basta comparare i rapporti della polizia borbonica con quelli della polizia italiana ed il gioco è fatto. Ma questo semplice calcolo è proprio quello che i neoborbonici NON vogliono fare, perchè se lo facessero (come è stato fatto a suo tempo da un autore di cui mi sfugge il nome e che sto cercando di rintracciare da quando è nata questa discussione) si (ri)scoprirebbe che i legittimisti erano pochissimi e i briganti tanti, crollando così il mito, costruito in anni recenti, del rifiuto "popolare" e "insorgente" verso I Savoia e lo stato unitario.GENS VALERIA ha scritto:Rileggere la storia con criteri scientificamente neutrali , oltre i grandi e ( finora ) intoccabili "mitici pilastri nazionali ", è una delle grandi sfide del terzo millenio, ma senza questi "pilastri nazionali" oggi non potrei esprimere liberamente il mio pensiero.
E' assolutamente così, condivido in pieno. Peccato che i cultori di un certo passato si rifiutino di ammetterlo.
fabrizio guinzio ha scritto:Questa volta lo scrittore cristiano preferito da mio zio teologo cattolico viene corretto dal suo Papa novecentesco preferito. Paolo VI Montini ha affermato che la riduzione del potere temporale, frutto del nostro Risorgimento nazionale, ha incrementato il potere spirituale universale del Romano Pontefice. Il 20 settembre 1870 la data più importante del secondo millennio. [..]


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