Storia o ideologia?

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Re: Storia o ideologia?

Messaggioda Cronista di Livonia » giovedì 26 novembre 2009, 7:08

Gia' proprio "Storia o ideologia".

Peccato che nessuno abbia elencato la gloriosa ascesa tra il novero delle grandi potenza mondiali sotto la augusta Casa Savoia, che ha liberato le Sicilie facendole finalmente grandi.

Va bene, contenti voi.

Cordialmente,

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Re: Storia o ideologia?

Messaggioda fabrizio guinzio » giovedì 26 novembre 2009, 9:37

Ho erroneamente ripetuto lo stesso messaggio. Ripetuto qui sotto, così ho cancellato questo!
Ultima modifica di fabrizio guinzio il giovedì 26 novembre 2009, 13:21, modificato 2 volte in totale.
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Re: Storia o ideologia?

Messaggioda fabrizio guinzio » giovedì 26 novembre 2009, 9:42

Ce lo hai adesso ricordato tu! E' la Dinastia che ha realizzato l'unità politica d'Italia, perseguita dal regno meridionale italiano già all'epoca di Federico II di Sicilia. Ed ha lasciato nell'Italia del mezzodì tali apprezzamento e buon ricordo da risultare evidenti anche al referendum istituzionale del 1946 e successivamente. Un caro saluto,
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Re: Storia o ideologia?

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » giovedì 26 novembre 2009, 9:53

Cronista di Livonia ha scritto:Gia' proprio "Storia o ideologia".

Peccato che nessuno abbia elencato la gloriosa ascesa tra il novero delle grandi potenza mondiali sotto la augusta Casa Savoia, che ha liberato le Sicilie facendole finalmente grandi.


Ecco Caro Cronista, c'è finalmente arrivato anche Lei alla confusione tra storia (l'annessione e la riduzione a colonia piemontese delle Due Sicilie) e ideologia (la liberazione delle Due Sicilie dal giogo insopportabile dei Borbone per mano di Garibaldi, uomo della provvidenza e Vittorio Emanuele II, il padre della patria).
A presto.

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Re: Storia o ideologia?

Messaggioda fabrizio guinzio » giovedì 26 novembre 2009, 10:12

Annettere e conquistare tutte le provincie italiane è stato un glorioso obbiettivo realizzato per prima da Roma antica, che ha fondato la nazione italiana, e poi dalla Sardegna costituitasi in regno nazionale italiano fin dal 1848 - 1849(accolti i patrioti esuli di tutta Italia, dopo la prima guerra d'indipendenza italiana). Le conquiste sono tutte cruente e con strascichi dolorosi, ma l'Unità Nazionale Politica italiana è la realizzazione di un sogno plurisecolare. L'unica salvezza per il regno borbonico sarebbe stata:1) colonia britannica; 2) realizzare uno stato di dimensioni peninsulari per tornare grande potenza;3) collaborare per tempo ad una unificazione confederale italiana(hanno innalzato il tricolore troppo tardi!). L'idea di essere al sicuro fra l'acqua salata(dominata dagli inglesi) e l'acqua santa(lo Stato Pontificio, precedentemente considerato intoccabile, era stato dissolto da Napoleone e quindi...) si è dimostrata un'illusione. Ciao,
Ultima modifica di fabrizio guinzio il venerdì 27 novembre 2009, 12:40, modificato 1 volta in totale.
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Re: Storia o ideologia?

Messaggioda Cronista di Livonia » giovedì 26 novembre 2009, 10:30

Vedo che abbiamo proprio voglia di giocare o di fare ideologia schietta senza un grammo di Storia.
Va bene, ripeto l'invito al buon divertimento.
Cordialmente,

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Re: Storia o ideologia?

Messaggioda fabrizio guinzio » giovedì 26 novembre 2009, 13:26

Sinceramente il mio ideale politico per tutta la nostra cara Italia è una Monarchia sabauda. Poi, carissimi, cerco di essere il più possibile obbiettivo, ma non è facile! Speriamo che in "filikò agone" si raggiungano esiti se non condivisibili accettabili. Un caro saluto,
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Re: Storia o ideologia?

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » giovedì 26 novembre 2009, 14:23

fabrizio guinzio ha scritto: il Murat da Napoli aveva iniziato il Risorgimento d'Italia, sembra che abbia perso solo perchè l'esercito murattiano e italico bonapartista erano stati arruolati dagli austriaci. Un caro saluto,


Caro Fabrizio, non dimentichiamo che Gioacchino Murat era re di Napoli, non tanto perchè era uno dei migliori generali di Francia, ma soprattutto perchè aveva sposato la sorella di Napoleone, Carolina Bonaparte, ed era tanto consapevole di ciò che nei documenti ufficiali aveva accantonato il cognome del padre, un semplice albergatore, e si firmava Gioacchino Napoleone. Quando è caduto in disgrazia il cognato, Gioacchino provò a salvarsi "girandogli le spalle", ma inutilmente, è perse la vita oltre al trono di Napoli, considerato da Napoleone I una delle tante province dell'Impero.
Riguardo poi al suo tentativo di unificare l'Italia, secondo me fallì perchè mancò l'appoggio delle masse popolari che vedevano in lui comunque un conquistatore straniero. Anche nel 1860, mancò l'appoggio del popolo, ma c'era quello degli Inglesi e dei francesi che facevano il doppio gioco (il prezzo dell'unità fu la cessione di Nizza e Savoia alla Francia).
A presto.
PMMO
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Re: Storia o ideologia?

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » giovedì 26 novembre 2009, 14:39

Cronista di Livonia ha scritto:Vedo che abbiamo proprio voglia di giocare o di fare ideologia schietta senza un grammo di Storia.
Va bene, ripeto l'invito al buon divertimento.
Cordialmente,

Il Cronista di Livonia


Gentile Cronista,
mentre noi ci divertiamo a dialogare e talvolta a discutere perchè non si legge qualche buon libro di storia che probabilmente non avrà letto:

Storia delle Due sicilie dal 1847 al 1861 di Giacinto de'Sivo (è disponibile su Google Libri: http://books.google.it/books?q=editions ... EpAAAAYAAJ);
La regina del Sud di Arrigo Petacco;
Pensare la storia di Vittorio Messori;
La dittatura anticattolica. Il caso don Bosco e l'altra faccia del Risorgimento di Antonio Socci;
Controstoria dell'unità d'Italia - Fatti e misfatti del Risorgimento di Gigi di Fiore;
Risorgimento anticattolico, I panni sporchi dei Mille e Risorgimento da riscrivere di Angela Pellicciari.

L'ultimo libro lo consiglia lo stesso Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, a "tutti i ragazzi e meno ragazzi" per prepararsi bene ai festeggiamenti per i 150 anni dell'Unità d'Italia: http://www.youtube.com/watch?v=olYEP4Herms.

Cordialmente.
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Re: Storia o ideologia?

Messaggioda adj » giovedì 26 novembre 2009, 16:34

Pasquale M. M. Onorati ha scritto:Risorgimento da riscrivere di Angela Pellicciari.


In particolare Angela Pellicciari ha riportato alla luce alcuni altri aspetti poco edificanti di Garibaldi.
Direi assai più gravi della vicenda a suo tempo trattata qui: viewtopic.php?f=6&t=9302&hilit=garibaldi

Riporto un passo, da http://www.kattoliko.it/leggendanera/mo ... le&sid=305:

Questo benefattore dell’Umanità (con la U rigorosamente maiuscola come i massoni - di cui Garibaldi èautorevolissimo esponente - scrivono) oltre che tenero di cuore e romanziere è pure commerciante di schiavi. E anche questo aspetto della vita del liberatore d’italia dal giogo pontificio poco si conosce. L’attività di negriero Garibaldi la esercita negli anni eroici passati a combattere per la liberazione dell’America Latina. Convinto di vivere una vita memorabile, è Garibaldi stesso a redigere un resoconto delle proprie azioni in una lunga autobiografia. Solo che, a questo riguardo, le Memorie sono leggermente reticenti e devono essere integrate con altre fonti.
Garibaldi non racconta del commercio di carne umana. Si limita a specificare che il 10 gennaio del 1852, da comandante della Carmen, parte dal porto del Callao, in Perù, alla volta della Cina. La nave trasporta un carico di guano che è una qualità di letame molto pregiata. Il generale è in genere molto preciso nel racconto delle proprie gesta che descrive in dettaglio; così dei viaggio Callao-Canton-Lima sappiamo praticamente tutto: giorni di traversata, carichi trasportati, traversie. Manca solo un particolare: non viene specificato con che tipo di merce Garibaldi, dopo aver venduto a condizioni vantaggiose il guano, faccia ritorno in Perù.
A questa dimenticanza provvede fortunatamente l’armatore ligure Pietro Denegri che volendo lodare il capitano della Carmen, racconta all’amico di famiglia nonché biografo del generale, tale Vecchj, il dettaglio mancante: Garibaldi "m’ha sempre portati i Chinesi nel numero imbarcati e tutti grassi e in buona salute; perché li trattava come uomini e non come bestie".
adj
 

Re: Storia o ideologia?

Messaggioda fabrizio guinzio » giovedì 26 novembre 2009, 17:26

Sinceramente, per quel che conosco della storia dei trasporti marittimi(sono ufficiale di porto), Garibaldi ne esce benissimo. Per come venivano trasportati gli emigranti italiani fu creata nel Regno d'Italia la figura del regio commissario governativo navigante, allo scopo di tutelarli. Non arrivavano grassi, quando e se arrivavano. Per quel che concerne il da me amato(mi pare di averlo dimostrato!) Regno duosiciliano, occorre rammentare la debellatio del 1500, la plurisecolare dominazione straniera(spagnola) che hanno fatto sì che nonostante l'indipendenza e il buon governo(mi ripeto, è un falso il cattivo governo) borbonico l'organismo statale era ancora molto fragile, mentre gli Stati sabaudi subalpini, anche invasi a gara dagli stranieri, hanno dimostrato a costoro una solidità impressionante. Con un'unica Dinastia radicata nei territori. Addirittura Torino aveva possessi in Francia, con rassegnazione obtorto collo plurisecolare dei cugini. Purtroppo il Nizzardo e la Corsica sono attualmente sotto dominio francese, Israele ha protestato per questa angheria che tapperebbe la bocca ai francesi "non possono parlare di Palestina occupata!" Ma spero che in un'Europa unita confederale si superino questi problemi irredentistici. Come spero superati regionalismi/campanilismi interni al nostro Paese. Ciao,
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Re: Storia o ideologia?

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » giovedì 26 novembre 2009, 19:59

fabrizio guinzio ha scritto: Per come venivano trasportati gli emigranti italiani fu creata nel Regno d'Italia la figura del regio commissario governativo navigante, allo scopo di tutelarli. Non arrivavano grassi, quando e se arrivavano.


Caro Fabrizio,
il Regno d'Italia istituì anche una tassa sull'emigrazione oltreoceano per aiutare gli emigranti italiani diretti nei paesi europei.
Aggiungendo il fatto che verso le Americhe emigravano maggiormente i meridionali (a partire dal 1861, visto che prima il Sud non conosceva cosa fosse l'emigrazione, chissà perchè?) e verso l'Europa molti settentrionali (già molti anni prima dell'Unità) il quadro risulta completo. A te ed agli altri la valutazione, anche sulla base di questo video: http://www.youtube.com/watch?v=CnzMEA7QeqI.
A presto.
PMMO

PS il gentile ADJ, comunque, stava parlando di tratta di schiavi e non di emigrazione.
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Re: Storia o ideologia?

Messaggioda adj » giovedì 26 novembre 2009, 20:24

fabrizio guinzio ha scritto:Sinceramente, per quel che conosco della storia dei trasporti marittimi(sono ufficiale di porto), Garibaldi ne esce benissimo. Per come venivano trasportati gli emigranti italiani fu creata nel Regno d'Italia la figura del regio commissario governativo navigante, allo scopo di tutelarli. Non arrivavano grassi, quando e se arrivavano. Per quel che concerne il da me amato(mi pare di averlo dimostrato!) Regno duosiciliano, occorre rammentare la debellatio del 1500, la plurisecolare dominazione straniera(spagnola) che hanno fatto sì che nonostante l'indipendenza e il buon governo(mi ripeto, è un falso il cattivo governo) borbonico l'organismo statale era ancora molto fragile, mentre gli Stati sabaudi subalpini, anche invasi a gara dagli stranieri, hanno dimostrato a costoro una solidità impressionante. Con un'unica Dinastia radicata nei territori. Addirittura Torino aveva possessi in Francia, con rassegnazione obtorto collo plurisecolare dei cugini. Purtroppo il Nizzardo e la Corsica sono attualmente sotto dominio francese, Israele ha protestato per questa angheria che tapperebbe la bocca ai francesi "non possono parlare di Palestina occupata!" Ma spero che in un'Europa unita confederale si superino questi problemi irredentistici. Come spero superati regionalismi/campanilismi interni al nostro Paese. Ciao,


Nell'articolo da me indicato non si discetta sul fatto che Garibaldi trasportasse con grande o piccola cura la sua merce, ma sul fatto che questa merce erano schiavi.
Per il resto non ho proprio capito cosa c'entri il Nizzardo divenuto francese e il suo rapporto con Israele e la Palestina occupata.
adj
 

Re: Storia o ideologia?

Messaggioda fabrizio guinzio » venerdì 27 novembre 2009, 10:17

Gli emigranti italiani in Brasile hanno sostituito gli schiavi afro - sudamericani liberati dalla Casa Imperiale che per tale liberazione, sgradita ai detentori del potere economico, ha perso il trono ma acquistato gloria imperitura. Trattati come e peggio di quelli. Sui maltrattamenti subiti dagli emigranti(e schiavi) cinesi in tutte le Americhe(in modo particolare negli USA) esiste ampia documentazione, questi iniziavano dal trasporto(in genere era la fase peggiore!), volevo far notare solo questo. Per l'altra questione volevo solo far notare che solo per l'intento di unificare(realizzato!) il nostro da me amato interamente Paese la monarchica Sardegna di terraferma ha perso il Nizzardo, storicamente ligure e italiano, e la Savoia culturalmente occitanica e francese ma legatissima al Piemonte, mentre la repubblicana Genova ha venduto la Corsica italiana alla Francia monarchica(ancora per poco tempo, castigata dalla Nemesi storica di carducciana memoria). Il repubblicano Israele ha comunicato alla repubblicana Francia che non possono essere da lei criticati per l'occupazione palestinese visto il trattamento plurisecolare riservato ai corsi! Ciao,
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Re: Storia o ideologia?

Messaggioda L.A.S. » venerdì 27 novembre 2009, 16:34

Il tema che si è sviluppato mi pare abbastanza vasto, articolato e complesso. Dubito che lo si possa trattare soltanto e semplicemente con la narrazione di episodi particolari, pur significativi, né con il richiamo a singoli studi di giornalisti e di storici, quand'anche seri e meticolosi. Al di là dei diversi orientamenti e delle differenti ideologie, di tesi e di antitesi, certe discussioni finiscono spesso in maniera - per così dire - poco costruttiva, senza muovere ad una collocazione precisa nel composito quadro politico-economico-sociale di riferimento, "italiano" ed europeo, e senza entrare nel merito delle fonti abbondantemente pubblicate, dall'una come dall'altra "parte". L'errore del sito evidenziato nel primo post è tale. Nessuno lo nega. Lo si cerchi di far correggere, come spesso accade di fare con molti siti e blog. Che lo si corregga (come mi auguro) o no, resta un errore, che nulla ha a che vedere con il discorso della storia fatta dall'una o dall'altra ideologia.
Cordialmente,
L.A.S.
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