150° Anno dell'unità d'Italia

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Re: 150° Anno dell'unità d'Italia

Messaggioda GENS VALERIA » lunedì 14 febbraio 2011, 11:56

Che nonno Saverio non fosse stato in gioventù uno stinco di santo l'avevamo appurato ma che rubi le caramelle ai bambini è veramente, veramente troppo! :D
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Re: 150° Anno dell'unità d'Italia

Messaggioda Franz Joseph von Trotta » lunedì 14 febbraio 2011, 12:15

Sarà l'arteriosclerosi :D
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Re: 150° Anno dell'unità d'Italia

Messaggioda fabrizio guinzio » mercoledì 2 marzo 2011, 18:31

Carissimi amici, dopo rilettura del topic ho ulteriori osservazioni/considerazioni da proporvi. Per Franz: il nostro Giolitti non disse mai "parecchio" ma molto, riferendosi all'Austria; un giornalista interventista poco onesto modificò l'affermazione del politico neutralista. Possiamo comunque, come italiani, essere fieri del fatto che il nostro Paese non è stato fra le cause delle due guerre mondiali(vi siamo entrati l'anno dopo quello dello scoppio e indecisi su chi avesse meno torto e da che parte stare) preconizzate al Bismarck da Ludovico II Re di Baviera come seconda tragica guerra civile europea dei trent'anni(dopo quella del 1600, 1914 - 1945). A detta di quel Sovrano(e pensare che era mentalmente malatissimo) l'unità della Germania, da lui condivisa, stava realizzandosi in maniera sbagliata e con terribili future conseguenze(il prussiano Otto terrorizzato corse al bagno!). E' invece l'Italia divisa che è stata causa(come ambita preda!) di numerosi conflitti, non la nostra unità. Per adj:è vero che la bandiera nazionale italiana è recente ed ispirata alla francese, ma è pure vero che il ticolore verde - bianco - rosso è il più antico d'Europa. Coccarda(reperto archeologico) delle truppe montane confinarie dell'antica Roma, la pianta arbuto o corbezzolo verde - bianco - rossa ornava i funerali degli Eroi(usanza rammentata anche da Virgilio per Pallante, nell'Eneide) e Beatrice appare a Dante con i colori delle virtù teologali; non per niente nella tripartizione del S.R.I. all'Italia competeva il sacerdotium, alla Germania la militia alla Francia il ministerium. Un caro saluto,
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Re: 150° Anno dell'unità d'Italia

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » mercoledì 2 marzo 2011, 21:21

Caro Fabrizio, proprio ieri mi hanno regalato “L'unità d'Italia. Nascita di una colonia” di Nicola Zitara.
Gli ho dato un'occhiata e non promette nulla di buono per gli "unitaristi" ;)

Se vi interessa segnalo qualche link:

Feltrinelli http://www.lafeltrinelli.it/products/97 ... icola.html
Google Book http://books.google.com/books?id=z9IDV5 ... &q&f=false
Wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Nicola_Zitara
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Re: 150° Anno dell'unità d'Italia

Messaggioda fabrizio guinzio » mercoledì 2 marzo 2011, 22:36

Carissimo, sinceramente più che unitarista - centralista mi definirei federalista. Che io sappia il grido di guerra delle nostre popolazioni nel centro - sud della penisola era "Viva Francia viva Spagna purchè se magna!", le Due Sicilie sono state colonia spagnola per secoli e poi, con ramo secondario di una dinastia non solo non locale ma neanche di paese vicino, protettorato austriaco e precedentemente britannico. Se sono divenute colonia di altro stato finalmente italiano mi sembra il male minore; nel suo piccolo la città di Crema, tramontanti le indipendenze comunali, optò per il dominio di altro stato italiano(quello veneto) contro spagnoli e francesi, per una volta, un vero miracolo, d'accordo guelfi e ghibellini! E fu una grande, grandissima fortuna, se ne rese ben presto conto la povera Cremona. Ben venga comunque un'unità federale(che superi il pernicioso centralismo importato dallo straniero), direi auspicabile anche a livello europeo e ormai anche a quello mondiale - Nazioni Unite. Ciao, a presto, grazie per le segnalazioni,
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Re: 150° Anno dell'unità d'Italia

Messaggioda adj » giovedì 3 marzo 2011, 11:23

fabrizio guinzio ha scritto:Per adj:è vero che la bandiera nazionale italiana è recente ed ispirata alla francese, ma è pure vero che il ticolore verde - bianco - rosso è il più antico d'Europa. Coccarda(reperto archeologico) delle truppe montane confinarie dell'antica Roma, la pianta arbuto o corbezzolo verde - bianco - rossa ornava i funerali degli Eroi(usanza rammentata anche da Virgilio per Pallante, nell'Eneide) e Beatrice appare a Dante con i colori delle virtù teologali; non per niente nella tripartizione del S.R.I. all'Italia competeva il sacerdotium, alla Germania la militia alla Francia il ministerium. Un caro saluto,


Tutto verissimo; certo verde bianco e rosso esistono dal Fiat lux e sono stati caricati, nel corso delle epoche, dei più svariati simbolismi.
Ma far risalire a Dante l'italico tricolore - come mi dicono abbia fatto il novello patriota Benigni nel corso di un importante evento culturale - equivale a dire che la bandiera della Libia rappresenti la Speranza e che quella dell'Unione Sovietica rappresentasse la Carità.
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Re: 150° Anno dell'unità d'Italia

Messaggioda fabrizio guinzio » giovedì 3 marzo 2011, 17:41

Sì carissimo hai perfettamente ragione! Ma è certamente una coincidenza singolare che: un qualsiasi reparto della nostra fanteria alpina italiana ostenta la medesima coccarda di quella antico - romana; tempo fa facevo notare ad un pilota della nostra aeronautica che la coccarda sul suo apparecchio aveva remote origini. E' rimasto così incuriosito che cercherà la copia della Rivista Miltare(quella E.I.) fonte della notizia. E che un ritratto di Dante vestito di verde - bianco - rosso(come Beatrice nella Commedia) fu coperto di tinta unita marrone all'epoca lorenese(e con tale colorazione è rimasto a tutt'oggi). Ciao,
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Re: 150° Anno dell'unità d'Italia

Messaggioda Mic » giovedì 3 marzo 2011, 22:32

Gentilissimo Alessio,
la mancanza di tempo non mi consente di passare spesso da queste parti, ma quando vi riesco e mi imbatto in un post come questo da un lato mi rallegro moltissimo ma dall'altro aumento il mio disappunto per non trascorrere più molto tempo insieme a voi.

Nel merito: la penso esattamente come Te (ci davamo di tu se non ricordo male ;) )

Il 1861 fu l'anno della annessione del Regno delle due Sicilie al Regno di Piemonte e S.M. Re Vittorio Emanuele II si dimostrò intellettualmente onesto nel non cambiare il suo nome.


Un cordiale saluto a Te ed a tutti voi con la speranza di leggervi presto ;)
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Re: 150° Anno dell'unità d'Italia

Messaggioda fabrizio guinzio » giovedì 3 marzo 2011, 23:21

Sinceramente nemmeno io ho mai sostenuto nulla di diverso: in quell'anno il Regno delle due Sicilie, per secoli colonia spagnola da decenni protettorato austriaco(poichè impossibilitata l'Austria ad intervenire) venne annesso da un'altra potenza, questa volta italiana, il Regno di Sardegna(mai esistito a tutt'oggi un Regno di Piemonte) che divenne Regno d'Italia. Direi il male minore per l'Italia del mezzodì. Prima dell'Austria era stato protettorato britannico, con modalità vergognose: vedasi Nelson la Hamilton i patti sottoscritti dal grande cardinale e condottiero Fabrizio Ruffo di Calabria(che aveva riunificato l'Italia meridionale con una gloriosa campagna militare) non rispettati alla resa della Repubblica Partenopea etc. Le Due Sicilie hanno un grande, grandissimo passato storico con gli Altavilla Normanni Italiani, gli Staufi di Svevia, gli Angiò e gli Aragona, ma sinceramente il periodo coloniale o semi - coloniale non mi sembrerebbe rimpiangibile, a parte la parentesi murattiana. Siamo comunque avviati al federalismo, che dovrebbe superare le storture del centralismo, secondo il Cardini invenzione politica borbonica che tanti guasti ha fatto anche in Spagna con l'avvento di quella dinastia al posto degli Asburgo. Un caro saluto,
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Re: 150° Anno dell'unità d'Italia

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » giovedì 3 marzo 2011, 23:45

Caro Fabrizio, leggo due tuoi post in cui sminuisci il regno borbonico del XVIII e XIX secolo a colonia spagnolo-austriaca.
Al livello finanziario e industriale invece questo era di sicuro il primo stato italiano.
Per amor di storia dunque andrei piano con determinate affermazioni ;)

Un link interessante sulla situazione economica pre e post unità http://www.ancinale.altervista.org/inde ... ge6218.htm

PS
Mic certo che ci davamo del tu :D
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Re: 150° Anno dell'unità d'Italia

Messaggioda fabrizio guinzio » venerdì 4 marzo 2011, 0:05

Carissimo Alessio, colonia spagnola prima di Carlo VII(poi Carlo III in Spagna) di Borbone, con il quale tornarono all'indipendenza. Proprio quel Sovrano, prima di essere dirottato nella penisola iberica, aveva pensato ad un'unificazione dell'Italia cacciando gli austriaci(peraltro su consiglio e gentile richiesta di un piemontese, il conte Radicati). In seguito dominio austriaco come, del resto, tutta la Penisola italiana. Dopo l'invasione francese, protettorato britannico la Sicilia borbonica prima e poi, dopo la riunificazione(con l'aiuto del protettore inglese) l'Italia meridionale passò nell'ombra austriaca. Che le due Sicilie ci abbiano rimesso nell'unificazione nazionale politica italiana lo credo anch'io, come del resto ci rimetterà l'Italia nell'unificazione europea, ma anche quest'ultima sarebbe(e sarà), per il nostro Paese, il male minore. Ciao,
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Re: 150° Anno dell'unità d'Italia

Messaggioda fabrizio guinzio » venerdì 4 marzo 2011, 17:36

Post Scriptum: stiamo parlando solo del lato economico, dello stomaco che come scrive lo storico A.A. Mola è importantissimo. Ma, afferma anche che il cervello ed il cuore sono ancora più importanti. Sigieri di Brabante sosteneva che "la vita senza cultura è morte e sepoltura di persone da poco". Lo stato borbonico si era ritrovato con il ceto intellettuale(i cosiddetti "pennaruli") in collisione. Per me che sono contrario alla dittatura, al dispotismo all'autoritarismo se non come temporanea eccezione per periodi di particolare emergenza c'è inoltre un fatto terribile: la Costituzione duosiciliana fu sospesa da Re borbonico(nel pieno diritto di qualsiasi Sovrano, lo ha fatto anche la Regina del Canada) e ripristinata solo da Re Francesco II, diciamo così, al "novantesimo minuto". Ritengo pertanto fondamentale che tutto il nostro Paese sia sempre di più parte integrante dell'Europa e non "isolato dall'acqua salata" e, al posto dell'"acqua santa" le Alpi. Non condivido la passione dello scrittore da te citato, Nicola Zitara, carissimo Alessio, per le autocrazie sia che siano rosse o che siano bianche! Ciao di nuovo,
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Re: 150° Anno dell'unità d'Italia

Messaggioda decio mure » lunedì 7 marzo 2011, 13:02

Alla luce degli interessanti testi proposti dal Bedini, che sono un ottimo spunto di analisi quantitiva, ma, come i nostri deplorati libri di scuola vanno analizzati con spirito critico, io faccio la voce fuori dal coro (delle voci fuori dal coro): durante il regno dei Borboni scoppiava una rivolta ogni 15 anni, e non si trattava di rivolte di soli contadini, morti di fame, massoni o inglesi, ma anche dal fiore della aristocrazia, della burocrazia e degli ufficiali dell'esercito. Ricordiamo quella drammatica del 1848 a Palermo per esempio.
E' possibile che uno stato ricco, prospero, tecnologicamente avanzato e felice possa essere stato messo allo sfacelo da una banda di 1000 studenti agli ordini di un capitano di ventura e di qualche ufficiale?
Ve lo immaginate un migliaio di persone che invadono...che ne so l'Inghilterra, o la Francia, o fate voi, e in qualche mese conquistano un intero regno?
Quindi rifletto, e penso che il regno Borbonico, grazie al Banco di Napoli, era sì ricco, ma era come quel contadino ricco ed ignorante che mette i soldi sotto il materasso, invece di investirli. Investirli per la prosperità economica e la sicurezza sociale come avrebbero dovuto fare, e non fecero, almeno non abbastanza.
Poi le molte defezioni che si ebbero nell'esercito durante l'invasione garibaldina la dice lunga sulla corruzione e sul malcontento che doveva esserci nel regno, a tutti i livelli. In uno stato solido solo pochi vigliacchi cambiano bandiera.
E leggo su parecchi testi "revisionisti" del fatto che nel regno Duosiciliano non ci fossero ladri e tristemente mi viene in mente un altro periodo in cui, si dice, che si potesse dormire con le porte aperte.
Infine ribadisco che le ragioni della persistente arretratezza del mezzogiorno non sono e non possono essere ricondotte a 150 anni di (pessima) amministrazione savoiarda e repubblicana, ma hanno radici ben più lontane.

con immutata stima,

Decio Mure
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la stirpe non fa nobili le singulari persone, ma le singulari persone fanno nobile la stirpe. Dante, Convivio IV - XX, 5
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Re: 150° Anno dell'unità d'Italia

Messaggioda adj » lunedì 7 marzo 2011, 13:16

decio mure ha scritto:E leggo su parecchi testi "revisionisti" del fatto che nel regno Duosiciliano non ci fossero ladri e tristemente mi viene in mente un altro periodo in cui, si dice, che si potesse dormire con le porte aperte.
Decio Mure

E io, facendo la voce fuori dal core della voce fuori dal coro della voce fuori dal coro, dico che uno stato in cui si possa dormire con le porte aperte - se la cosa vera - è già per questo solo preferibile a ogni altra sorta di stati, perché la sicurezza personale dovrebbe essere il primo obiettivo di ogni stato degno di questo nome.
adj
 

Re: 150° Anno dell'unità d'Italia

Messaggioda Tilius » lunedì 7 marzo 2011, 14:18

adj ha scritto: che uno stato in cui si possa dormire con le porte aperte - se la cosa é vera -

Non lo é mai. ;)
Ultima modifica di Tilius il lunedì 7 marzo 2011, 18:57, modificato 1 volta in totale.
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