Caro Andrea,
come ti avevo promesso, sto preparando un elenco dei palazzi senatori, con una breve descrizione. Ho paura però che venga tutto troppo lungo! (le famiglie senatorie sono un centinaio...)
Ho inserito indirizzo e l'indicazione: visitabile/non visitabile/distrutto. Dove ho scritto non visitabile, in realtà in alcuni casi è possibile visitare almeno il cortile, l'atrio e lo scalone, ma bisogna sperare in un portiere magnanimo

, caso purtroppo sempre più raro
Ecco un primo estratto:
ALBERGATI
Via Saragozza 26-28. Non visitabile.
http://www.cisapalladio.org/annali/pdf/a10_04_saggio_Ricci.pdfGli Albergati avevano case in questa zona fin dal ‘200, mentre il palazzo attuale fu iniziato nel 1519 e concluso negli anni ’40 del ‘500. E’ stato attribuito a Baldassarre Peruzzi, ma sembra che questa attribuzione sia da respingere; certo è che la facciata, senza portico e ornata di bei portali in macigno e di un imponente cornicione di Lazzaro Casario, è veramente bella, pur mostrando qualche ingenuità provinciale nell’apparato decorativo. Nel ‘700 era diviso tra i due rami della famiglia (Albergati Capacelli e Albergati Vezza); Essendosi estinta la famiglia nell’800, è oggi di proprietà della famiglia Bersani. Conservava dipinti e affreschi del ‘600 e del ‘700. Oggi non è visitabile (tra l’altro recentemente un furioso incendio ne ha devastato il tetto, facendo temere per l’integrità del cornicione – ora il pericolo è rientrato); a mio giudizio comunque la facciata è la parte migliore.
Sempre degli Albergati era l’imponente palazzo costruito nelle campagne di Zola Predosa, passato poi ai Theodoli Braschi: ti consiglio di visitarlo perché è secondo me la più bella villa del bolognese, con un grandioso salone a doppio volume e numerose sale affrescate nel ‘700. (
http://www.albergati.com)
ALDROVANDI
Via Galliera 8. In parte visitabile (è stato recentemente venduto e ahimé frazionato in appartamenti: la vendita non è ancora completata, quindi credo che sia ancora possibile visitare almento lo scalone e l’atrio).
http://www.palazzoaldrovandimontanari.it/Dal ‘500 la famiglia iniziò a comprare case in via Galliera, ma la proprietà si ampliò tra ‘600 e ‘700 per opera del cardinale Pompeo Aldrovandi (di cui puoi vedere il sepolcro nella basilica di San Petronio, nella seconda cappella da lui completamente ridecorata). Il palazzo venne costruito tra il 1725 e il 1752 da Francesco Maria Angelini, cui si deve l’atrio d’ingresso, le sale del piano terra e lo scalone. Dal 1731 i lavori furono affidati ad Alfonso Torreggiani, che sostituì lo scalone con uno più grandioso e la bella facciata. Molte sale sono affrescate con soggetti mitologici. Interessante anche la galleria, in cui erano conservati 70 busti e rilievi di età romana, ceduti nell’800 al British Museum. All’estinzione della famiglia passò ai Montanari Bianchini; fino a pochi anni fa il comune aveva affittato tutta la parte della galleria sistemandovi la biblioteca comunale (oggi in sala borsa): in questo modo era possibile vedere la desolante teoria di nicchie vuote che un tempo ospitavano i reperti romani.
Il precedente palazzo senatorio della famiglia era posto all’angolo tra via S. Stefano e via de’ pepoli (in via Pepoli nacque Ulisse Aldrovandi, famoso naturalista del ‘600). Non visitabile.
ANGELELLI
Strada Maggiore 51, oggi Hercolani Fava Simonetti. Non visitabile
http://www.jacobite.ca/gazetteer/Bologna/AngelelliFamilyPalace.htmCostruito dai Guidotti, fu venduto nel 1554 agli Angelelli e passò poi ai Malvezzi (1689). Notevole per i cortili a loggiati rinascimentali e per la cavallerizza, costruita nel ‘700 in fondo al giardino e poi adibita a teatro.
ARIOSTI
Via san Felice, 3. Non visitabile.
http://www.bibliotecasalaborsa.it/content/cartigli/index.php?IDsogg=6&anno=&cercaCartiglio=invia++&u=197#topFamiglia antichissima, dal ramo di Ferrara discende Ludovico Ariosto. Le case della famiglia furono demolite nel 1735 quando fu costruito il nuovo seminario davanti alla Cattedrale di San Pietro. Il nuovo palazzo fu costruito nel 1729-30 al momento della riaggregazione della famiglia al Senato. Ha subito gravi danni bellici, ma la facciata tardosettecentesca è ancora visibile.
DALL’ARMI
Via IV Novembre, 5. Sede degli uffici della Sovrintendenza: probabilmente si possono visitare chiedendo il permesso.
http://certosa.cineca.it/chiostro/luoghi.php?ID=1323Il palazzo fu cominciato nel 1613 da Floriano Ambrosini sul modello del Palazzo Magnani. Passò l’anno successivo ai Marescalchi. Notevole il vasto salone senatorio e le sale con gli affreschi di Guido Reni raffiguranti l’Aria e il Fuoco. Inoltre sono (o erano) presenti altri affreschi e decorazioni di pregio di Pellegrino Tibaldi, di Alessandro tiarini, di felice Giani.
AZZOLINI, più noto come POGGI
Via Zamboni, 33. Visitabile in quanto sede del rettorato e dei musei univesitari.
http://www.museopalazzopoggi.unibo.ithttp://www.voltecupolesoffitti.com/pagine_php/edificio.php?id_edificio=7&lingua=0Gli Azzolini comprarono il palazzo nel 1659 e vi abitarono fino all’estinzione nel 1701. Tale palazzo era stato costruito dal cardinale Giovanni Poggi, di famiglia cospicua, ma che non fu mai senatoria. Attribuito a Pellegrino Tibaldi, che affrescò mirabilmente l’interno con le storie di Ulisse e altre storie mitologiche. Il cortile è invece attribuito a Bartolomeo Triachini.
BANDINI
Via Ugo Bassi, 9. Distrutto
Famiglia che ebbe il senatorato per soli 29 anni. La loro casa fu distrutta nelle trasformazioni urbanistiche di inizio novecento.
BARBAZZI
Via Garibaldi 3 e 3/2. Non visitabile.
http://www.bibliotecasalaborsa.it/content/cartigli/index.php?IDsogg=6&anno=&cercaCartiglio=invia++&u=17La famiglia, siciliana di origine, fu portata a Bologna da Andrea, celebre giureconsulto. Il palazzo, della seconda metà del ‘400, conserva un grande cortile con i lati a duplice ordine di loggiati tardo-gotici. All’interno si conservano anche pregevoli affreschi cinquecenteschi attribuiti a Niccolò dell’Abate. La facciata è invece priva di interesse.
BARGELLINI
Strada maggiore, 44. Visitabile, sede del Museo d’Arte Industriale e della Galleria Davia Bargellini.
http://www.comune.bologna.it/iperbole/MuseiCivici/museicivici2000ita/collezionibar.htmMaestoso palazzo eretto tra il 1638 e il 1658 da Bartolomeo Provaglia, si caratterizza per i due telamoni, popolarmente detti “Giganti” (oggetto di un recente restauro, non proprio rispettoso). All’interno è degno di nota lo scalone settecentesco (attribuito a carlo Francesco Dotti, o ad Alfonso Torreggiani). All’estinzione della famiglia (1839), passò ai marchesi Davia, che si estinsero nel 1876. Il pregevole museo che vi ha sede espone oggetti vari dell’artigianato e dell’arte bolognese, con l’obiettivo di ricostruire un ambiente tipico del 6-700.
BECCADELLI
Via Testoni, 5. Non visitabile
La famiglia è antichissima, e molto illustre fino ala fine del medioevo, tuttavia entrò in Senato solo nel 1713.
Il palazzo più antico della famiglia è in via santo stefano 15, con un bel prospetto tardo-gotico. Nel 1665 la famiglia si trasferì nel palazzo Fasanini poi Orsoni, costruito alla fine del ‘500.
BENTIVOGLIO DOMINANTI
Via Zamboni, sul luogo dell’odierno Teatro Comunale. Distrutto
La Domus Magna dei Bentivoglio fu iniziata da Sante nel 1460 e completato dal suo successore Giovanni II, signore di Bologna. La sua grandezza e bellezza era leggendaria, con 2 cortili, giardini, loggiati, affreschi di Francesco Francia e Lorenzo Costa. Alla caduta del regime bentivolesco, nel 1507 fu raso al suolo dalla folla aizzata dagli avversari dei bentivoglio (principalmente i Marescotti) e oggi ne rimangono solo un frammento di affresco del Francia, esposto in Pinacoteca e due bellissimi capitelli marmorei (di cui uno con ritratto di Giovanni II) riutilizzati nella casa all’angolo tra via Galliera e Via San Giorgio.
A presto le prossime puntate

procederò di 10 in 10 in modo da non appesantire la discussione: intanto fammi sapere se ti interessano altre notizie, in modo che le possa aggiungere a seguire.
Daniele