"L'errore dei Borbone fu inimicarsi Londra"

Per discutere, di tutto un po' sulle nostre materie / Discussions of a general nature on our topics

Moderatori: Guido5, Novelli, Lambertini

"L'errore dei Borbone fu inimicarsi Londra"

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » giovedì 12 gennaio 2012, 14:59

Carissimi membri,
faccio ritorno su questo Forum per segnalare un bellissimo e lungo articolo del direttore Paolo Mieli sul Corriere della Sera di martedì 10 gennaio (pp. 42 e 43). Invito a leggerlo soprattutto a chi ancora ritiene, ingenuamente, stupidamente o in malafede, che i Borbone delle Due Sicilie fossero dei tiranni stranieri e non i legittimi sovrani dello stato napoletano, che Garibaldi fosse un eroe che riuscì a conquistare il Sud partendo da Quarto con soli mille uomini e non un vile pirata che faceva gli interessi dell'Inghilterra, che Vittorio Emanuele II fosse un "galantuomo" e non il degno discendente di una stirpe di mercenari al soldo dei Duchi di Borgogna, che quelli che si opposero al nuovo governo dei Savoia fossero tutti dei "briganti" e non anche dei combattenti legittimisti, alcuni dei quali esponenti dell'aristocrazia europea.
Ecco il link: http://www.corriere.it/unita-italia-150/recensioni/12_gennaio_10/de-rienzo-regno-due-sicilie_b6068094-3b92-11e1-9a5f-c5745a18f471.shtml.
Buona lettura.

Avv. Pasquale M. M. Onorati
Ultima modifica di Pasquale M. M. Onorati il giovedì 12 gennaio 2012, 16:26, modificato 1 volta in totale.
Fructum affert in patientia
Pasquale M. M. Onorati
 
Messaggi: 1820
Iscritto il: venerdì 4 giugno 2004, 17:34
Località: Caserta - Terra di Lavoro

Re: "L'errore dei Borbone fu inimicarsi Londra"

Messaggioda de la cerda » giovedì 12 gennaio 2012, 15:16

Inviterei l'avvocato Onorati a moderare i termini e ad approfondire la storia ...
che Vittorio Emanuele II fosse un "galantuomo" e non il degno discendente di una stirpe di mercenari al soldo dei Duchi di Borgogna

Il primo Savoia attestato, il conte Umberto, era un autorevole e influente personaggio alla corte del re di Borgogna (i duchi non c'entrano nulla).
Se i conti di Savoia sono (per l'avvocato) mercenari al servizio dei duchi di Borgogna, vorrei che l'insigne togato ci citasse una famiglia sovrana che non abbia la stessa origine!
Tutto questo ovviamente non esclude che l'eccesso di retorica risorgimentale abbia portato a sopravvalutare i vincitori e a sottovalutare i vinti... ma quando mai non è successo così in tutto l'universo mondo?
Anche io concordo con Mieli, senza i francesi nella campagna del 1859 e gli inglesi in quella del 1860 il regno di Sardegna non sarebbe arrivato da nessuna parte.
de la cerda
 
Messaggi: 611
Iscritto il: sabato 28 novembre 2009, 13:21
Località: Loarre

Re: "L'errore dei Borbone fu inimicarsi Londra"

Messaggioda adj » giovedì 12 gennaio 2012, 15:28

de la cerda ha scritto:Anche io concordo con Mieli, senza i francesi nella campagna del 1859 e gli inglesi in quella del 1860 il regno di Sardegna non sarebbe arrivato da nessuna parte.

Ora come allora, è sempre l'Europa che ci rovina. [dev.gif]
L'articolo in questione era comunque già stato segnalato qui: viewtopic.php?f=3&t=14295&start=30#p168947
adj
 

Re: "L'errore dei Borbone fu inimicarsi Londra"

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » giovedì 12 gennaio 2012, 16:09

de la cerda ha scritto: Il primo Savoia attestato, il conte Umberto, era un autorevole e influente personaggio alla corte del re di Borgogna (i duchi non c'entrano nulla).


Egregio de la cerda,
la Sua precisazione mi permette di aggiungere che il riferimento ai duchi di Borgogna è tratto da un bellissimo passo del romanzo storico "L'Eredità della Priora" di Carlo Alianello. La scena ambientata a Potenza nel 1861 è questa; il delegato di polizia piemontese, con la forza pubblica, stava facendo sloggiare le monache di un convento e...
"Questi aveva aperto una cartel­la e ne aveva tratto fuori un fascio di libretti. Cominciava la chiama naturalmente dalla Priora. Si schiarì la voce, tossì: "Maria Guarna!" chiamò a voce alta, benché quella gli stes­se quasi al fianco.
"No," disse la Madre." Come no ? " e il segretario la guardava sbalordito."Giacché sono costretta a rientrare nel secolo," disse la Priora, "esigo entrarci come si deve. Col mio nome com'è e i miei titoli."
"Come? Come?" protestò l'avvocato. La Priora l'ignorò. Scostò il velo dal viso rugoso con una dignità piena di sprezzo verso quegli uomini piccoli, plebei, che intendevano sopraffarla: "Dite: Donna Maria Carolina dei duchi Guarna, marchesa di Fromboleto, contessa di Vardona, di Xantilo e d'Alagros."
"Ah!" rise il delegato. "Questi napoletani portano tanti ti­toli quante cimici hanno nel letto! Tutti principi, duchi, marchesi ! "
La Madre rise anche lei, poco più d'un sorriso, ma il di­sdegno era tanto: "Ricordatevi," disse, "che quando Guarna era Guarna, i vostri Savoia servivano il duca di Borgogna... Come uomini d'arme, mercenari... o che?"
Ma subito lasciò cadere il velo e parve vacillare. Si portò le mani al viso: "No! No!" gemette. "Solo suor Agnese di Gesù, cattiva cristiana! Che Dio mi perdoni!"

Grazie per l'attenzione.

Avv. Pasquale M. M. Onorati
Fructum affert in patientia
Pasquale M. M. Onorati
 
Messaggi: 1820
Iscritto il: venerdì 4 giugno 2004, 17:34
Località: Caserta - Terra di Lavoro

Re: "L'errore dei Borbone fu inimicarsi Londra"

Messaggioda de la cerda » venerdì 13 gennaio 2012, 18:47

Se lei ritiene che la verità storica sia attestata da questa testimonianza di Alianello, io non posso far altro che arrendermi.
Con indefessa stima
[notworthy.gif]
de la cerda
 
Messaggi: 611
Iscritto il: sabato 28 novembre 2009, 13:21
Località: Loarre

Re: "L'errore dei Borbone fu inimicarsi Londra"

Messaggioda Montenotte » venerdì 13 gennaio 2012, 23:38

"L'Angleterre trafique de tout, que ne se met elle à vendre de la liberté"

Immagine
When you have eliminated the impossible, whatever remains, however improbable, must be the truth.
Avatar utente
Montenotte
 
Messaggi: 811
Iscritto il: sabato 19 settembre 2009, 21:41
Località: Dipartimento del Tanaro

Re: "L'errore dei Borbone fu inimicarsi Londra"

Messaggioda Cronista di Livonia » sabato 14 gennaio 2012, 11:41

Per coloro che credono che la verità storica possa trovarsi in un romanzo di parte consiglio senz'altro "I segreti del caso Monti e Tognetti", mirabile opera letteraria che dice sicuramente, ma proprio sicuramente, tutta, ma proprio tutta la verità sul tremendo regime del Papa Re (Mi chiedo come abbiano potuto negargli il Nobel per la letteratura ed il Pulitzer per il giornalismo).

Per chi invece crede che questo nuovo testo sveli chissà quali segreti e chissà quali modernità del Regno duosiciliano posso solo suggerire prudenza, lettura del libro prima di lanciare giudizi trionfalistici e consiglierei vivamente la lettura del testo "Storia del Regno delle Due Sicilie" del Professoro Angeloantonio Spagnoletto (uscito nel 1997), docente presso l'Università di Bari.

Cordialmente,

Il Cronista di Livonia
Cronista di Livonia
 
Messaggi: 1113
Iscritto il: lunedì 10 luglio 2006, 14:09

Re: "L'errore dei Borbone fu inimicarsi Londra"

Messaggioda Tilius » sabato 14 gennaio 2012, 14:54

Cronista di Livonia ha scritto:Per coloro che credono che la verità storica possa trovarsi in un romanzo di parte consiglio senz'altro "I segreti del caso Monti e Tognetti", mirabile opera letteraria che dice sicuramente, ma proprio sicuramente, tutta, ma proprio tutta la verità sul tremendo regime del Papa Re (Mi chiedo come abbiano potuto negargli il Nobel per la letteratura ed il Pulitzer per il giornalismo).


Forse perché quando la buonanima del Sanvittore diede alle stampe "I misteri del processo Monti e Tognetti" correva l'anno 1869, e tanto il Nobel quanto il Pulitzer avevano ancora da essé inventati...? [hmm.gif]
Маурицио Тигльери
Immagine
Avatar utente
Tilius
Amministratore
 
Messaggi: 13094
Iscritto il: mercoledì 25 aprile 2007, 19:35
Località: Gefürstete Grafschaft Tirol

Re: "L'errore dei Borbone fu inimicarsi Londra"

Messaggioda Cronista di Livonia » sabato 14 gennaio 2012, 15:06

Si, la cosa mi era ben chiara, ma dato il livello dell'opera perlomeno un riconoscimento postumo era doveroso. Devo dire che gli avrei dato anche la Coppa del Mondo di Calcio, Sci e Formula 1 oltre alla Rosa d'oro vaticana, la Gran Croce OMRI, la Giarrettiera ed i Serafini.
Spero che queste ultime aggiunte abbiano ben chiarito il mio pensiero il materia.
Cordialmente,

Il Cronista di Livonia

P.S. dimenticavo in confronto il film di Luigi Magni, liberamente tratto dal libro, è un'opera di bieca propaganda filo-vaticana.
Cronista di Livonia
 
Messaggi: 1113
Iscritto il: lunedì 10 luglio 2006, 14:09

Re: "L'errore dei Borbone fu inimicarsi Londra"

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » sabato 4 ottobre 2014, 12:08

Gli errori furono anche molti altri.
Questo un interessante articolo di Nando Dicè di qualche anno fa.

http://www.mirorenzaglia.org/2009/03/gl ... l-borbone/

Primo errore.
La ricerca della neutralità in politica estera. Del Borbone. L’Austria diceva:
E’ tanto convinto a non voler nemici, che quando verrà attaccato non avrà amici.
Così fu.

Secondo errore.
Non capirono che la “modernità” non è il naturale scorrere del calendario , ma una visione del mondo e della vita che viene imposta da gruppi elitari ben consapevoli ed organizzati. Questi gruppi avendo acquisito il potere attraverso la via economica (gestione delle intermediazioni bancarie, signoraggio, invenzione della finanza….) misero come modello UNICO L’Inghilterra e convinsero tutti gli altri governanti (un poco con la cultura e un poco con la corruzione , un poco con la massoneria, un poco con i media di allora e molto con bombe e cannoni) che per stare al passo coi tempi bisognava rincorrere L’Inghilterra (puntando ed investendo tutto sulla ricerca scientifica, l’evoluzione tecnologica e la tecnica, a scapito dell’uguaglianza sociale, della crescita spirituale, della qualità della vita). Dandolo per scontato che chi volesse rincorrere l’Inghilterra doveva indebitarsi con loro.
Quello che non dissero e che il prezzo di quel debito era la perdita della sovranità popolare.
TUTTO QUESTO era inconcepibile ad un vero aristocratico dell’epoca, essi non potevano neanche concepirlo che un re avesse venduto la propria sovranità per estendere i propri domini. Se ci pensiamo bene, è meglio essere sovrani, ma davvero sovrani di 3 metri quadrati o essere re di vasti territori, ma per fare un ponte dover chiedere un prestito ad una banca e poi pagare, e far pagare al popolo, capitale più interessi?
Tutto questo i Borbone e la loro classe dirigente, gia venduti alla massoneria non vollero capirlo o non lo capirono affatto, quindi non presero le dovute contro mosse.

Terzo errore.
La ferma fiducia negli accordi internazionali usciti dalla controriforma.

Quarto errore.
Non aver provveduto a “collocare” la borghesia dell’epoca.
Un modello alternativo all’economia liberale i Borbone l’avevano e funzionava anche bene, come dimostrano i dati storici.

Il sistema economico non prevedeva la schiavitù (come in Inghilterra per le miniere scozzesi o come oggi dove gente che lavora “liberamente” 16 ore al giorno ricorda che anche gli schiavi di una volta mangiavano insieme alla famiglia, loro no.) , non prevedeva il concetto di proprietà privata di stampo moderno (cosi come negli stessi anni ne denunciava la nascita Marx in Inghilterra) e non prevedeva neppure che il popolo fosse al servizio dell’economia , ma proprio il contrario (infatti si pagavano pochissime tasse). Questo sistema (altro che comunismo) funzionava relativamente bene, (tanto da dare fastidio ai liberali) ma non prevedeva le grosse speculazioni dei privati, la non responsabilità sociale delle industrie, la virtualità delle finanza, la proprietà privata antitetica ai bisogni sociali. In pratica non prevedeva il capitalismo moderno. Indi Non si poteva spendere più di quello che si aveva (ed infatti si rallentarono le costruzioni ferroviarie, ed il Piemonte ci superò) , non ci si poteva permettere un esercito di leva (la terra ha bisogno di braccia), non si poteva far crescere il potere della borghesia o della bassa aristocrazia, non si poteva far crescere il potere USURAIO. Queste classi sociali, che non potevano crescere (ma che non vennero annientate) furono le prime allettate dalle promesse massoniche e per prime passarono al nemico.

Quinto errore.
Non fecero la riforma agraria. Forse se non il più grave il più fatale di tutti, derivante da una formazione culturale sbagliata o da consigli interessati, o semplicemente dalla politica sbagliata basata sulla troppa fiducia (e potere) della medio alta aristocrazia (laica ed ecclesiastica) . L’argomento sarebbe da approfondire, ma resta il fatto che non la fecero e i contadini videro in Garibaldi uno che l’avrebbe fatta (la terra ai contadini). Fu la prima grande bugia del risorgimento, ma una bugia che come tante altre funzionò bene.

Sesto errore.
Gli mancarono le palle di fare fuori un sacco di gente, soprattutto membri della famiglia reale (dovevano prendere ad esempio gli Stuart). Sia Prima del 1799, sia dopo la controriforma, sia nel 48. Erano a conoscenza della crescita della massoneria nella corte? Si ci sono i documenti che parlano.
Erano a conoscenza di chi era stato giacobino? Certo li hanno addirittura graziati.
In pratica si allevarono la serpe in seno, una serpe che nel momento giusto diede il suo morso velenoso e che i Borbone pur conoscendo, non estirparono a tempo. (Il “camorrista di strada” Liborio Romano fu messo dai Borbone a sindaco di Napoli, poi i Savoia se lo tennero, dando in cambio della tranquillità più potere alle organizzazioni criminali- nasce la Camorra così come la conosciamo oggi)

Settimo errore.
Dopo la rottura diplomatica con gli inglesi, (Zolfi e Ferdinandea) non si costruirono una dovuta protezione diplomatica internazionale.

Ottavo errore.
Troppa fiducia nel concetto di aristocrazia e poca nel nuovo-patriottismo. Molta nel legittimismo, poca sul senso di appartenenza. Troppo elittari, poco “moderni” A ben vedere si ritorna all’errore 2. In quanto per l’aristocrazia pre-rivoluzione francese il nazionalismo non era neppure concepibile. Per l’aristocrazia il nascere 10 metri prima o 10 metri dopo un luogo chiamato confine nazionale, non fa di un uomo, un uomo migliore, ne un uomo più o meno fedele a dei principi. Nella pratica pre-89 un uomo che crede in dei principi ed è disposto a battersi per essi è un uomo di cui fidarsi a prescindere da dove sia nato e della lingua che parla. Il germe sovversivo del nazionalismo, invece imponeva la coincidenza TOTALE fra etnia-cultura e cittadinanza, facendo di qualsiasi uomo nato 5 metri dopo il proprio confine un uomo cattivo. Ma soprattutto sterminando tutte le differenze interne a quei confini, per dimostrare che i “differenti” erano i cattivi per eccellenza. (Con Questo principio in Europa nasce il nazionalismo e nel mondo il razzismo positivistico su base scientifica)
I principi pre-89 però non prevedevano l’avvento delle masse in politica, ne il concetto di guerra totale fra popoli (erano sempre i guerrieri che si scontravano o gli eserciti , non le popolazioni) quindi con l’avvento della politica moderna (sempre voluta da quel gruppo elitario che governava l’Inghilterra) quei principi vennero spazzati via.

Nono errore.
Troppo ricchi e troppo poco armati.

Decimo errore.
Non concepirono l’economia moderna fondata sul debito, ne la forza della moneta come arma di ricatto politico, non nascondendo neppure che avrebbero voluto trarre ,dall’apertura del canale di Suez i dovuti benefici.
In Europa prima dell’euro ci fu gia una “moneta unica” voluta da Napoleone III ed il fatto che i Borboni che erano fra i più ricchi d’Europa non volevano sentirne parlare (soprattutto dell’argento) gli chiuse l’”amicizia” della Francia.
L’accordo sulla moneta unica in Europa si fece è durò dal 1867 al 1916 (Francia e Italia-piemontesizzata ne fecero parte)

Undicesimo errore.
Persero e come ci insegna la storia “I vincitori hanno sempre ragione”.
I nostri antenati persero con loro, e da allora i “fratelli d’Italia” cercano di convincerci che nel 1861 si svolse una guerra, in realtà fu solo una BATTAGLIA.
“CHI NON SI ARRENDE NON HA MAI PERSO, CHI NON HA PERSO POTRA’ SEMPRE VINCERE”
Immagine
Avatar utente
Alessio Bruno Bedini
Moderatore Genealogia, Manifestazioni e Bibliografia
 
Messaggi: 7451
Iscritto il: martedì 21 settembre 2004, 21:47
Località: Cittadino del Mondo

Re: "L'errore dei Borbone fu inimicarsi Londra"

Messaggioda fabrizio guinzio » sabato 4 ottobre 2014, 14:00

Se nella Prima Guerra d'Indipendenza(1848/49) gli Stati italiani ed i loro Capi avessero avuto lo spirito, il senso di appartenenza, le capacità e quant'altro degli Stati tedeschi nel 1870/71 avremmo avuto un Regno d'Italia confederale, una Confederazione erede dalla gloriosa Lega Italica. La Germania si è unita nel Secondo Kaiserreich, costituzionale, erede del Primo, poi "assassinato" nel 1914/18 dall'assurda alleanza della Russia zarista(l'ha pagata cara) con la Francia repubblicana, sciovinista e revanscista, è attualmente una Repubblica federale(III Repubblica, dopo le nefande Weimar ed hitleriana) ed è la prima nazione dell'Europa occidentale mentre la nostra cara Italia...
fabrizio guinzio
 
Messaggi: 1826
Iscritto il: mercoledì 12 settembre 2007, 13:43
Località: fiumicino

Re: "L'errore dei Borbone fu inimicarsi Londra"

Messaggioda caballero » sabato 4 ottobre 2014, 16:09

premesso che "con i se non si fa la Storia", i governanti dei vari staterelli peninsulari erano legati a doppio filo con questo o con quel impero europeo e mai si sarebbero potuti confederare per andare contro uno impero da cui uno dei confederati era dipeso fino a quel momento. Dopo l'Unificazione (che metto maiuscola perchè, come sia venuta e a prescindere dai suoi soggetti, è importante che sia avvenuta), le realtà locali erano talmente differenti che una confederazione era meno accentratrice di uno stato unico, organico e centrale, che non sarebbe stata garantita la tenuta. Poi, ricordiamoci la frase di D'Azeglio:" Fatta l'Italia, non ci resta che fare gli Italiani". Sono anch'io rispettoso della storia delle Casate che governavano nella penisola ma non per questo reinvento l'Unità nazionale. Quella è una certezza e dev'essere un valore. Dunque, di che si parla?
caballero
 
Messaggi: 174
Iscritto il: mercoledì 8 ottobre 2008, 19:01
Località: Ancona

Re: "L'errore dei Borbone fu inimicarsi Londra"

Messaggioda il-prof » sabato 4 ottobre 2014, 17:49

Pasquale M. M. Onorati ha scritto:Carissimi membri,
faccio ritorno su questo Forum per segnalare un bellissimo e lungo articolo del direttore Paolo Mieli sul Corriere della Sera di martedì 10 gennaio (pp. 42 e 43). Invito a leggerlo soprattutto a chi ancora ritiene, ingenuamente, stupidamente o in malafede, che i Borbone delle Due Sicilie fossero dei tiranni stranieri e non i legittimi sovrani dello stato napoletano, che Garibaldi fosse un eroe che riuscì a conquistare il Sud partendo da Quarto con soli mille uomini e non un vile pirata che faceva gli interessi dell'Inghilterra, che Vittorio Emanuele II fosse un "galantuomo" e non il degno discendente di una stirpe di mercenari al soldo dei Duchi di Borgogna, che quelli che si opposero al nuovo governo dei Savoia fossero tutti dei "briganti" e non anche dei combattenti legittimisti, alcuni dei quali esponenti dell'aristocrazia europea.
Ecco il link: http://www.corriere.it/unita-italia-150/recensioni/12_gennaio_10/de-rienzo-regno-due-sicilie_b6068094-3b92-11e1-9a5f-c5745a18f471.shtml.
Buona lettura.

Avv. Pasquale M. M. Onorati


Gentile Avvocato,
nelle sue opere, Giulio Cesare ebbe sempre parole di grande rispetto per i suoi avversari politici e per i suoi nemici in battaglia. E lo sa perché? Perché esaltando il valore dei nemici, Cesare ne ricavava maggior gloria personale. Ecco qui un esempio, tratto dal De bello gallico: Caesar primo et propter multitudinem hostium et propter eximiam opinionem virtutis proelio supersedere statuit; cotidie tamen equestribus proeliis quid hostis virtute posset et quid nostri auderent periclitabatur. (Trad.: Cesare stabilì di guidare personalmente la battaglia tenuto conto della moltitudine dei nemici e della loro fama di valorosi; non si esimeva tuttavia ogni giorno da scontri di cavalleria per provare il valore del nemico e l'audacia dei nostri).
Ora, definendo Garibaldi "un vile (sic) pirata" e Vittorio Emanuele II "il degno discendente di una stirpe di mercenari al soldo dei Duchi di Borgogna" lei rende un pessimo servizio ai Borbone, i quali persero il loro regno in quel modo e contro siffatti nemici.
Al di là delle polemiche neoborboniche e antisabaude, concordo con chi, prima di me, ha semplicemente fatto notare, con linguaggio garbato, che la differenza tra i Savoia e i Borbone fu fondamentalmente questa: i primi rischiarono il loro trono e i loro stati per diventare una potenza europea, fino alla scommessa "folle" del progetto di unificazione nazionale, mentre i secondi si accontentarono "di non aver nemici". Fu così che, proprio come era avvenuto nel 1797 all'imbelle Repubblica Serenissima con il Trattato di Campoformio e come era avvenuto nel 1859-60 ai ducati di Parma e Modena e al Granducato di Toscana, nel 1861 anche il Regno di Napoli venne cancellato dalla cartina geografica d'Europa.
il-prof
 

Re: "L'errore dei Borbone fu inimicarsi Londra"

Messaggioda Riccardo IV » sabato 4 ottobre 2014, 20:23

Purtroppo la storia la scrivono i vincitori e fanno credere ai posteri di essere i salvatori.
Anche io penso che garibaldi e i savoia siano stati drgli invasori e che hanno conquistato il sud solo per la benevolenza della gran bretagna, lo penso anche se vengo dal nord italia.
Riccardo Nardello Penzo
Riccardo IV
 
Messaggi: 21
Iscritto il: mercoledì 16 luglio 2014, 19:38
Località: Piane di Schio

Re: "L'errore dei Borbone fu inimicarsi Londra"

Messaggioda fabrizio guinzio » sabato 4 ottobre 2014, 21:14

carissimo, invasori e conquistatori tutti, certamente come i capetingi angiò(vespri siciliani docent) ed i borboni(stessa razza, quella peraltro di un sovrano che ha sterminato i templari cavalieri di Cristo), prima di loro; l'unico Salvatore e Liberatore è Nostro Signore Gesù Cristo. La vera Storia è ricostruzione, revisione perenne, il resto è squallida agiografia e retorica, momentanee, di parte(qualunque dessa sia) e caduche. Anche gli anglo - americani non hanno minimamente "liberato" il nostro Sud ed il resto della penisola italiana, i Crociati non hanno liberato Gerusalemme(il Tasso voleva modificare il titolo del suo poema in Gerusalemme conquistata e lo ha riscritto). Il termine liberare va preso con grano salis, vedasi attuale controversia ucraino - russa: ho amici - amiche delle due parti, i nostri ed i loro sono "liberatori" a seconda del caso, ma nessuno libera niente, credimi.
fabrizio guinzio
 
Messaggi: 1826
Iscritto il: mercoledì 12 settembre 2007, 13:43
Località: fiumicino

Prossimo

Torna a Piazza Principale / Main Square



Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 1 ospite