vdaurelio ha scritto:Caro Andrea osserva che beffa:
supponi che il carattere C riflesso corrisponda alla parentesi chiusa ) ok?
guarda:
CI) se la osservi bene è una M stilizzata (forse non avevano il carattere di stampa)
[b]No, non è per quello Vincenzo!!![/b]
I) corrisponde alla D (idem annotazione sopra)
CC corrisponde al classico duecento
XL VI è 46
quindi la data degli sposi:
CI) = M = Mille
I) + CC = D = Cinquecento + Duecento
XLVI = XLVI = 46
1746 che non corrisponde ovviamente al 1754 perchè questa ultima data è la data di stampa mentre la prima è la data di composizione del poemetto.
Saluti
Io posso scrivere che più volte ho notato sopratutto su Epigrafi ed iscrizioni lapidee questo modo un pò particolare di riportare la numerazione romana. a volte compare anche sui testi a stampa ma è più diffusa nelle lapidi.
Segnalo a tal proposito ciò che riporta Wikipedia, anche se ha volte ciò che scrivono bisogna "prenderlo con le pinze" perchè, a volte ,poco attendibile.
da WIKIPEDIA :
"Curiosità
* In certe iscrizioni di date su palazzi d'epoca è talora riscontrabile è la formazione del numero D (500) per mezzo di I seguito da C in versione specchiata. Analogamente, M (1000) è formata a volte da C, I, seguiti da una C specchiata (simile alla M nella scrittura onciale). Questo è dovuto al fatto che originariamente i numeri romani erano così costruiti. Questo si può vedere analizzando la grafia dei numeri stessi:
o I = 1
o X = 10
o C = 100
o M = 1000 disegnata come C seguita da I e da una C rovesciata
o V = 5 è la metà di una X tagliata trasversalmente
o L = 50 è la metà di una C tagliata trasversalmente
o D = 500 disegnata anche come I seguita da una C rovesciata, è praticamente una M tagliata a metà in senso longitudinale
* Sulle tombe dei defunti Romani solitamente veniva incisa la parola "VIXI" (Sono vissuto); durante il medioevo però le popolazioni Italiane che avevano abbandonato il latino in favore dei dialetti e attraversavano un periodo storico caratterizzato dall'analfabetismo e dalle credenze popolari, confusero tale iscrizione con il numero 17 (XVII). Da allora fino ai giorni nostri è diventato simbolo di sventura..."un numero porta sfortuna".
Per leggerlo tutto:
http://it.wikipedia.org/wiki/Sistema_di_numerazione_romano
Spero di essere stato utile ad alcuno, anche se non ho riportato nulla di nuovo sotto il sole.
Saluti