da aristarco » domenica 9 luglio 2006, 10:26
Carissimo Ritter,
Lei ha perfettamente ragione: le parole di Vittorio Emanuele verso i sardi - un popolo che ha sempre espresso fedeltà verso casa Savoia, essendo ben integrato nei suoi domini prima dell'Unità - sono parse quantomeno inopportune.
Devo tuttavia rilevare l'uso strumentale delle stesse.
Ricorda quando il presidente emerito Francesco Cossiga protestò tenacemente contro l'uso disinvolto delle intercettazioni telefoniche, letteralmente "date in pasto" alla stampa? Moltri giornali, addirittura, nella generale carenza di notizie di un certo interesse, pubblicarono queste intercettazioni, raggrupandole per temi e a puntate, a mo' di feuilleton.
Ebbene, uno dei magistrati inquirenti ammonì astiosamente il Cossiga, invitandolo a leggere attentamente quanto Vittorio Emanuele sosteneva - e, conseguentemente, pensava - a riguardo dei sardi. Il giorno successivo, apparirono le predette intercettazioni sui principali organi di stampa. Lascio ai lettori il giudizio su questo episodio, che penso si commenti da sè.
Ripeto, non mi schiero nè dalla parte dei cosiddetti "innocentisti" nè da quella dei "colpevolisti": attendo semplicemente il corso della Giustizia italiana, diffidando dei processi celebrati in anticipo sulla carta stampata ed in televisione.
In quest'ottica, è bene ribadirlo, dichiarare il principe debellato, con un comunicato che ripropone argomentazioni trite e ritrite, non può che apparire strumentale ed intempestivo.
Non credo che gli atti e gli scritti della cosiddetta "Consulta dei Senatori dei Regno", suggellati da Amedeo d'Aosta, sostanzino qualche reato (non vedo quale crimine possa essere denunciato da Emanuele Filiberto): tuttavia essi evidenziano una prassi che credo possa essere moralmente riprovata, a precindere dall'adesione o meno all'una o all'altra causa.
E credo che - nel caso del comune sardo in questione - ancora una volta l'emotività abbia prevalso sulla ragione e - come sostenuto dal precedente forumista - sulla storia.