da Enea00 » domenica 26 dicembre 2021, 9:46
È consuetudine e pertanto uso per gli Abati conseguire la nomina a Emerito dopo intervenute dimissioni, in analogia iuris rispetto ai Vescovi, per i quali vi è previsione normativa nel can. 402 CIC.
Un' altra interessante consuetudine, o privilegio a dir si voglia, è l'utilizzo dello zucchetto paonazzo per Abati che un tempo erano mitrati nullius diocesis (Dom Roberto portava difatti zucchetto paonazzo).
Riguardo le dimissioni di Dom Roberto, sia a Roma in San Paolo fuori le Mura sia qui a Perugia in San Pietro vi è grande tristezza e amarezza, dettate al contempo dall'incertezza del tempo che viviamo.
Difatti, se ben si può comprendere e filialmente accettare la sede vacante qualora così stabilito dalla Sede Apostolica, non si può accettare con serenità una situazione tale ove non vi siano notizie e informazioni a riguardo.
Sul sito della Congregazione Cassinese - Sublacense, ai fini esemplificativi, si indica tuttora Dom Roberto quale Abate con foto, ma nella descrizione della Abbazia, vi è l'informazione scritta ove riportato che attualmente il Monastero è sottoposto alla diretta giurisdizione dell'Abate Presidente.
Due informazioni contraddittorie, ma ad un lettore poco attento, sembra tuttora Dom Roberto l'Abate in carica.
Qui a Perugia, ci hanno detto i monaci stessi che il Legale Rappresentante a San Paolo è comunque in fieri un monaco, Dom Federico Rossi.
Riguardo il Commissariamento, sembra vi sia S.E.R. Mons. Arrigo Miglio quale Commissario pontificio. Effettivamente, nelle Solennità, la c.d. Santa Messa Conventuale Solenne è presieduta da S.E.R. e non dall'Abate Presidente, il quale potrebbe, se esercitasse effettiva giurisdizione.
Tuttavia, la sede abbaziale è vacante e, come sopra riferito, l'ncertezza e la scarsità di informazioni è motivo di sofferenza nei fedeli stessi ma in primis nella stessa Comunità monastica, che spera e auspica in un pronto ristabilimento della piena giurisdizione intra septi monasteri, ma che tuttora la Santa Sede non ristabibisce oramai da luglio 2020.
Infine gent.mo Tilius, come l'Ill.ma S.V. mi insegna, le dimissioni in ambito canonico e specialmente in quello vaticano sono ovviamente sempre rassegnate su sponte del dimissionario, ma talvolta invitato dalla competente Autorità superiore.