E' morto il prof Alfeo Giacomelli

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E' morto il prof Alfeo Giacomelli

Messaggioda pierluigic » mercoledì 14 aprile 2021, 16:12

E' morto Alfeo Giacomelli uno storico lontano dai clamori
Un uomo di merito
Un uomo buono e profondo , di grandissima cultura storica e di grandissime capacita' d'indagine
Non ci eravamo mai incontrati , ma era un amico nei fatti , che senza alcuna titubanza mi dedico' tempo ed energia per aiutarmi nella mia ricerca
L'amico Francesco Lenzi aveva appena iniziato a raccogliere alcune sue considerazioni

http://alfeogiacomelli.blogspot.com/p/chi-sono_15.html

La sua morte e' veramente una grossa perdita per l' uomo e per il ricercatore
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Re: E' morto il prof Alfeo Giacomelli

Messaggioda Francesco Lenzi » giovedì 15 aprile 2021, 10:03

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Re: E' morto il prof Alfeo Giacomelli

Messaggioda pierluigic » venerdì 16 aprile 2021, 8:40

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Ciao Francesco
Hai fatto un lavoro meritorio con il blog del professore
mi dispiace che la maggior parte degli utenti del forum non abbiano avuto la fortuna di conoscere Alfeo
Spero che molti che non lo hanno conosciuto sentano ora il desiderio di leggere le vicende che ha raccontato sul blog
L'Appennino tosco emiliano ha una sua storia affascinante

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Re: E' morto il prof Alfeo Giacomelli

Messaggioda dpascale » sabato 17 aprile 2021, 19:41

Uno studioso molto attento, di grande precisione, con una visione globale dei vari fenomeni storici, in grado di restituire in pieno i contesti storici nei quali si muoveva.
Riposi in pace.

Daniele Pascale
Sub Cuius pede fons vivus emanat
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Re: E' morto il prof Alfeo Giacomelli

Messaggioda pierluigic » lunedì 19 aprile 2021, 11:59

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Un ultima cosa in questo saluto ad Alfeo Giacomelli

Il professore era uno storico prezioso per riscoperta del passato in un mondo , quello della cultura , troppo spesso prigioniero di stereotipi antichi e moderni

https://cantierebologna.com/2021/03/02/la-promozione-di-bologna-puo-farla-la-sua-storia-tra-500-e-700/

Bologna non riuscì a divenire una Città Stato, ma il compromesso fra la città e i Pontefici produsse un governo misto che fu l’invenzione del “federalismo” e dell’autonomia locale con secoli di anticipo. In età moderna, pur inserita nello Stato della Chiesa, fu città europea collegata alle classi dirigenti europee. Tanti bolognesi furono grandi intellettuali, scienziati, generali. Le prime donne in cattedra in Europa furono nell’Alma Mater. Il Senato era sì aristocratico ma riuscì a essere rappresentativo di tutta la città, dove mai avvennero sommosse. Ai professori universitari, che erano borghesi, fu data l’amministrazione di una parte della fiscalità, la Gabella Grossa, con la quale si pagarono gli stipendi e le necessità dell’Ateneo, così che l’Università era libera da condizionamenti del potere politico locale e nazionale. Nel ‘700 a Bologna si sviluppò un vivace movimento riformista che Prospero Lambertini favorì ed appoggiò sia nel periodo in cui fu Cardinale in città sia durante il suo Pontificato.

Questo periodo della storia cittadina dal secolo XVI al secolo XVIII fu oscurato dalla nuova classe dirigente post risorgimentale: non solo per il necessario superamento di un sistema giunto al termine, ma per un vero e proprio moto iconoclasta. Questa damnatio memoriae fu messa in atto dalla nuova classe dirigente sull’onda delle invettive anticlericali carducciane e provocò una censura selettiva della memoria, che per certi aspetti dura ancora. Come scrisse il professor Alfeo Giacomelli, «…la realtà provinciale e agraria della Bologna ottocentesca ha condizionato fino a questi ultimi anni l’immagine storica di Bologna, portando ad una sottovalutazione di quella che fu l’importanza reale di Bologna per tutta l’età moderna, quando la città fu parte dello Stato pontificio. La borghesia risorgimentale che si considerava in ascesa trasferì alla società delle età a lei precedenti tutti i limiti sociali e culturali che le erano propri». Ad esempio, anche il ritardo sul reale valore della pittura bolognese, fra cinque e ‘600, riscoperta non a caso spesso da critici e cultori della pittura stranieri, sta in questa rimozione.


come dice Francesco Lenzi :

Alfeo è stato uno studioso intelligente, poliedrico, attento, preciso a tal punto che nulla poteva essere scritto e definito se non sulla base di documenti certi. Alfeo mi ha insegnato a leggere la storia, a capirne le dinamiche e l'evoluzione nel corso dei secoli soprattutto attraverso la microstoria e le vicende occorse alle nostre famiglie, interpretandola non con gli occhi di oggi ma con quelli del tempo in cui si è svolta e questo lo si può fare solo e solamente attraverso la lettura attenta delle fonti che sono gli atti di stato civile, gli estimi, i catasti, i rogiti, i censimenti, le memorie di qualsiasi genere, anche criminali, i testi e tanto altro, ma anche i palazzi, le opere d'arte, le chiese e gli stemmi.


chi invece non ha avuto la fortuna di conoscerlo, o di comprenderlo, si è perso una grandissima occasione di crescita, di maturazione delle proprie conoscenze dell'uomo e della vita perché è vero che solo conoscendo e interpretando correttamente il passato si può progettare un futuro migliore.


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