Ricevo e trasmetto.
29 Ottobre 1268
l'uccisione di Corradino Hohenstaufen
Articolo tratto da "Briciole di Storia" per cura di Fara Misuraca
(ogni diritto riservato)
Corradino di Svevia nasce a Wolfstein, in Germania, nel 1252. Figlio di Corrado I e di Elisabetta di Baviera. Alla morte dello zio Manfredi, ucciso nella battaglia di Benevento (1266), il regno di Sicilia passa nelle mani
di Carlo d'Angiò. Corradino, nel tentativo di recuperare il regno di sicilia, scende in Italia nel 1267, passa per Verona e Pavia e raggiunge
Vado Ligure dove s'imbarca per Pisa. Dalla Toscana raggiunge Roma. Qui si ferma, saccheggia il tesoro di San Pietro ed altre chiese, per rimpinguare le sue casse, lascia Roma e tenta di raggiungere, attraverso l'Abruzzo, le terre di Puglia.
A Tagliacozzo, il 23 agosto, si scontra con l'esercito di Carlo d'Angiò che lo aspetta al varco. In un primo tempo le sorti della battaglia sembrano favorevoli a Corradino, ma l'Angioino, per quanto disponga di un esercito numericamente inferiore, ha sotto il suo comando vecchi, furbie valorosi combattenti. Quando l'esercito di Corradino pregusta la vittoria e si disperde inseguendo chi sembra scappare, dandosi nello stesso tempo al saccheggio, un veterano delle crociate, Erard de Valéry, dà il segnale di attacco e le truppe al comando di Carlo d'Angiò entrano in azione. La carneficina è enorme: gli Angioini, più freschi e meglio organizzati, hanno la meglio.
Per Corradino è la fine. Fugge e si rifugia presso i Frangipane ad Astura, ma uno diquesti, Giovanni Frangipane lo tradisce e lo fa catturare. Portato in catene a Napoli, Corradino viene sottoposto ad un processo farsa, assieme ad alcuni suoi fedelissimi. Condannato a morte, è decapitato il 29 ottobre 1268 sul patibolo eretto in Campo Miricino, l'odierna Piazza del Mercato, a Napoli. Ha solo 16 anni.

