Federico B. G. ha scritto:Caro Riccardo, per la mia esperienza non direi che il concetto di nobiltà fosse così marcato, perchè per esempio molte famiglie di nobiltà cittadina, le ho trovate indicate negli atti (anche redatti all'interno della "loro" città, con questo voglio dire che il loro status era conosciuto) con un semplice "Dominus" e siamo nella seconda metà del 1600 e inizi del 1700...quindi ci saran stati sempre dei punti di vista o, che ne so, dei modi di indicare lo status (in questo caso del notaio o del parroco di turno) che non sempre si uniformavano ai "canoni" d'uso...
Infine, come dice il gentile Cristoforo, il titolo di "nobiltà rustica" potrebbe derivare da una concessione feudale da parte del Vescovo (o di altra entità ecclesiastica, vedi Abbazia)...ma non so, e qui dovrò informarmi, se nel Veneto (a quel tempo soggetto alla Serenissima), altri "Signori feudali" quali per esempio la Chiesa potessero fare investiture...
..ma per una famiglia nobile ricevere in quei tempi (metà 1600 - primi 1700) quello che tu chiami "semplice" appellativo di Dominus era più che normale. Non ci vedo alcunchè di riduttivo e ti posso assicurare di aver visto famiglie nobili appellate nei modi più disparati, dal "semplice" Dominus al ben più chiaro ed inequivoabile N.U. Dominus...e sto parlando di famiglie ben note e con posizioni sociali solide: i conti Fiumi ed i conti Bindangoli (di Assisi), i Tomassini (nobili in Recanati ed Osimo) ed altre.
sulla seconda parte del discorso concordo!
