Mi pare di no, al momento.
Ma vorrei qui far notare l'interessante concetto nobiliare dei patrizi genovesi, secondo i quali, come scrive la professoressa Airaldi:
«È il cognome il vero “blasone” di una storia genovese che, pur avendo fatto precocemente del denaro una chiave di volta della sua storia, ha serbato fede costante a una fiera arcaicità di modelli, mantenendo saldamente legata alla famiglia l’organizzazione istituzionale in tutti i tempi».
Il cognome (e lo stemma) erano l'espressione stessa della nobiltà di una casata (ricordiamo gli Alberghi genovesi) e i patrizi erano legatissimi a tale idea.
Così ad esempio si spiega il testamento che regolò la successione antica della Signoria di Monaco:
"A metà del secolo XV, Giovanni Grimaldi, signore di Monaco, definì nel suo testamento (1454) la Regola di successione sulla Rocca. Si tratta di un documento importante per Monaco, che era stato fino allora una consignoria, che non conosceva primogenitura e dove tutti i maschi della famiglia erano partecipi del potere. La regola si riassume come segue: Primi chiamati alla successione sarebbero stati i discendenti maschi, legittimi o naturali, in linea di primogenitura. In assenza di questi sarebbe la discendenza in linea femminile, legittima o naturale, ancora in ordine di primogenitura, a condizione che la figlia chiamata alla successione sposasse un uomo nato legittimamente dalla discendenza dei Grimaldi – "unum hominem seu virum natum legitime de progenie seu albergo Grimaldorum". Altrimenti, la successione sarebbe spettata al cugino più prossimo in seno all'albergo Grimaldi. Nel caso in cui si fossero trovati due o più cugini viventi dello stesso grado di parentela, sarebbe stato scelto il più anziano."
http://www.grimaldi.org/it/storia/monaco.asp
E per tale idea di fondo fu che i mariti dell'ultima donna discesa dai Grimaldi presero il cognome e lo stemma della moglie per poter divenire Principe.
Ciò accadde nel 1715 con Jacques IV François-Léonor De Goyon de Matignon (poi Principe Giacomo I dal 1731) quando sposò la Principessa Luisa Ippolita Grimaldi
ed accadde con i citati genitori di Ranieri.
Il titolo di Duca di Valentinois (ottenuto nel 1641) in teoria doveva essere permesso solo fino al Principe Luigi II ma implicitamente la Repubblica Francese lo riconobbe nel 1919 a Carlotta quando ne venne approvata l’adozione, nella quale ella portava tale titolo.
Siccome il titolo fu usato dai pretendenti e dai Principi al trono concederlo al piccolo Alexander, ad esempio, sembrerebbe una chiara dichiarazione allusiva.
Concederlo ad un nipote erede (nel caso Alberto non abbia figli legittimi) mi parrebbe decidere nell'atra scelta.
Ma io in materia sono poco ferrato ed attendo pareri.