Bocca per le denunce segrete

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Bocca per le denunce segrete

Messaggioda MAX08 » mercoledì 12 settembre 2012, 13:14

Buongiorno,

volevo chiedere se, in area veneta, sono note bocche della verità per la denuncia del contrabbando del sale e dove sono eventualmente conservate.
Grazie
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Re: Bocca per le denunce segrete

Messaggioda GENS VALERIA » mercoledì 12 settembre 2012, 14:05

A Venezia almeno due Bocche di Leone o della Verità:
una a Palazzo Ducale,

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l'altra nel Sestiere di Dorsoduro

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Re: Bocca per le denunce segrete

Messaggioda MAX08 » mercoledì 12 settembre 2012, 14:38

Ti ringrazio Sergio ma cercavo delle bocche che rfossero appositamente "costruite" per le denunce segrete rigurado il contrabbando del sale o del tabacco.
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Re: Bocca per le denunce segrete

Messaggioda GENS VALERIA » mercoledì 12 settembre 2012, 14:42

Di apposite , dubito ne esistessero [hmm.gif]
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Re: Bocca per le denunce segrete

Messaggioda MAX08 » mercoledì 12 settembre 2012, 14:56

Beh a Pinguente c'è ne è una per i "danneggiatori dei boschi" posta nel 1755 e nella mia città c'è ne è una di metà '600 per il contrabbando del tabacco ( purtroppo il palazzo del podestà è chiuso e riapre sabato :( ) spero che, magari in Istria/Dalmazia ce ne fossero. A palazzo Ducale è un po' che non vado e non mi pare ve ne siano di dedicate ai provveditori al sal...

Posto la bocca di Pinguente
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Re: Bocca per le denunce segrete

Messaggioda Delehaye » mercoledì 12 settembre 2012, 17:07

Boche de Leon o Boche per le Denunzie Segrete
"Dal 1310, dopo la congiura di Baiamonte Tiepolo furono costruite a Venezia diverse Bocche di Leone ( Boche de Leon) o Bocche per le denunce segrete (boche de le denuntie), simili alle nostre cassette postali, distribuite almeno una in ogni sestiere, vicino a collocazioni della Magistratura, a Palazzo Ducale o alle chiese, e servivano a raccogliere notizie, delazioni o segnalazioni contro coloro che si macchiavano dei crimini più vari.
Si chiamavano così perche attorno alla fessura creata per "impostare" i fogli con le denunce scritte veniva scolpita l'immagine di un muso di leone, dall'espressione spaventosa e truce.
Solo i Capi del Sestiere potevano accedere al retro del muro dove erano poste le varie cassette, le cui chiavi venivano tenute dai Magistrati, ed ognuna di esse raccoglieva le delazioni per un tipo diverso di reato: dalle accuse di evasione delle tasse, a quelle che riguardavano i bestemmiatori, e varie altre.
Molto spesso si trattava di delazioni prive di ogni fondamento, dovute all'invidia o all'odio di una persona verso l'altra, altre volte invece queste segnalazioni salvarono anche la stessa sicurezza della Serenissima.
I Savi dei Dieci e i Consiglieri dei Dieci accettavano le denunce anonime solo se si trattava di affari di Stato, con l'approvazione dei cinque sesti dei votanti.
Non era però così facile, come si può pensare, il consiglio dei dieci.jpgaccusare qualcuno. Nel 1387 il Consiglio dei Dieci ordinava che le accuse anonime inviate tramite lettera, senza firma dell'accusatore e senza attendibili testimoni d'accusa sulle circostanze segnalate, dovevano essere bruciate senza tenerne minimamente conto.
Nel 1542 fu decretata una legge che stabiliva l'accettazione delle denunce solo se venivano citati almeno tre testimoni presenti al fatto.
Il Consiglio dei Dieci applicava con scrupolosità la legge stabilita dagli Avogadri dello Stato.Era necessario indagare scrupolosamente per stabilire la verità, con giustizia e chiarezza, non giudicare nessuno in base ai sospetti, ma ricercare le prove concretamente, ed alla fine pronunciare una sentenza pietosa.
Tutt'ora si possono ammirare, per la loro spettacolarità a Palazzo Ducale, sul muro della chiesa di S. Maria della Visitazione alle Zattere, sulla Chiesa di S. Martino a Castello, e quella di S. Moisè a San Marco.
I delatori, come dappertutto cercavano di ottenere vendette o vantaggi rispetto a qualche rivale, ma la saggezza e la coerenza di uno Stato che faceva della giustizia uno sei suoi cardini (basta vedere tutte le statue che la raffigurano) era garanzia per i cittadini della Serenissima che si sentivano tutelati, e che vantavano con orgoglio il loro essere figli della Repubblica di Venezia."

http://venezia.myblog.it/archive/2009/0 ... nezia.html

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Venezia, Palazzo Ducale (già postata ma ingrandita per leggere meglio lo scritto)

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Verona, Palazzo dei Signori
Ve n'è una su ogni lato, una contro gli usurai (in foto), una per chi commerciava la seta fuori dal monopolio veneziano, e una per i contrabbandieri di polvere da sparo.
"II Governo di Venezia cercò in tutti i modi di contrastare il mercato nero della seta istituendo una (bocca di leone) (foto 8) sita in Piazza Dante dove potevano essere imbucate, in modo anonimo, le denuncie dei contrabbandieri, degli operatori economici, coltivazioni segrete nelle abitazioni o dei trasportatori, sia tramite carri o barche sul fiume Adige... A fianco della (bocca del leone) che invitava î veronesi alla denuncia, era posta una lapide (foto 9) dove si legge: "Denoncie secrete contro contrabandieri di sede e di chi tenisse cavaleri da tirar seda senza boleta""
fonte: http://www.gruppogiovanipovegliano.net/ ... nnullo.pdf

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Venezia, Chiesa di San Martino

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Venezia

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Venezia

Capodistria, Pretorio
sotto il portico del Pretorio, furono murate le ‘bocche del leone’ per le denuncie segrete “in materia di semine e contrabbandi di tabacchi e contro auttorevoli contraffatori”, contro “curiali cancellieri, vice cancellieri, coadjutori (…) che praticassero estorsioni” e per “denoncie secrete de sali”.
fonte: http://www.crsrv.org/pdf/monumenta/03-43.pdf

Interessante poi questo scritto (http://www.cherini.eu/pdf/Bocche.pdf) che cita anche bocche per il sale.
"Venne anche preso lo stendardo da battaglia (guðfani), che chiamavano "Corvo"."
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