Moderatori: Guido5, Novelli, Lambertini
adj ha scritto:L'ennesima idiozia di una burocrazia malata di protagonismo, che impedisce il giusto e autorizza l'assurdo.
(comunque poco conta, ché intanto ormai siamo solo numeri)
L.A.S. ha scritto:A mio avviso, infatti, il fatto di assecondare il legittimo affetto di una persona verso un'altra, quando questi è d'accordo e quando l'aggiunta non cagioni danno alcuno, sembra incontrare il giusto e non autorizza[re] l'assurdo.
adj ha scritto:Può darsi.
Quello che non mi convince è che è lo stesso tipo di argomento utilizzato, per esempio, per propugnare il riconoscimento delle nozze tra individui di ugual sesso: si vogliono bene, sono entrambi d'accordo, non fanno male a nessuno, ecc...
L.A.S. ha scritto:Francamente non capisco l'associazione. La sentenza riguarda un caso ben distante da qualsivoglia discorso circa il riconoscimento giuridico delle unioni omosessuali.
Si stava commentando, mi pare, una modifica per integrazione del nome di una persona.
L.A.S. ha scritto:A mio avviso, infatti, il fatto di assecondare il legittimo affetto di una persona verso un'altra, quando questi è d'accordo e quando l'aggiunta non cagioni danno alcuno, sembra incontrare il giusto e non autorizza[re] l'assurdo.
antonio33 ha scritto:
Non discuto il concetto, ma le conseguenze: se questa pratica entrasse in vigore e il tutto fosse facilmente ottenibile,
quanta gente, con la scusa del legittimo affetto di una persona verso un'altra potrebbe acquisire (o acquistare) qualche nobile o famoso cognome?
Inoltre, come si potrebbe accertare un legittimo affetto? Ed ancora, come e quando stabilire se la cosa non cagioni danno alcuno? E quali sarebbero il danno ed il danneggiato, e perchè?
Credo che i tribunali siano già abbastanza intasati e stracolmi di cause... e che certe questioni dovrebbero essere archiviate in un minuto.
Bisognerebbe tutelare la storia, impedendo confusioni ed alterazioni della realtà che inducano a dubitare della geneaogia di chiunque. E l'aggiungere o modificar futilmente cognomi, anche se per motivi affettivi, credo non aiuti.
Cordialmente. Antonio
Discorso in prima persona o in terza? L'istante o l'io narrante?L.A.S. ha scritto:Sarebbe stato semplice, se mi fossi rivolto alla Prefettura competente, e questa, seguendo o no l'iter previsto per la fattispecie, avesse ratificato la mia scelta senza muovere contestazioni. Ma qui è il contrario. La Prefettura si è opposta, per cui l'istante si è dovuto rivolgere al T.A.R., la cui sentenza è, per altro, come noto, appellabile innanzi al Consiglio di Stato.
Che si tratti di evoluzione sarebbe tutto da discutere, che vada (in)seguita per forza ancor di più...materia che dovrebbe andare di pari passo con l'evoluzione della società: cognome del padre o della madre, cognome di entrambi, cognomi diversi, ecc. sono discussioni che, mentre altrove si sono già risolte, da noi intasano i tribunali perché il legislatore è, vieppiù, fuori dal tempo e dal mondo che lo circonda
L.A.S. ha scritto:
Qui, tuttavia, va tutelato da una parte il diritto alla scelta del nome
Franco Benucci ha scritto:Discorso in prima persona o in terza? L'istante o l'io narrante?L.A.S. ha scritto:Sarebbe stato semplice, se mi fossi rivolto alla Prefettura competente, e questa, seguendo o no l'iter previsto per la fattispecie, avesse ratificato la mia scelta senza muovere contestazioni. Ma qui è il contrario. La Prefettura si è opposta, per cui l'istante si è dovuto rivolgere al T.A.R., la cui sentenza è, per altro, come noto, appellabile innanzi al Consiglio di Stato.Che si tratti di evoluzione sarebbe tutto da discutere, che vada (in)seguita per forza ancor di più...materia che dovrebbe andare di pari passo con l'evoluzione della società: cognome del padre o della madre, cognome di entrambi, cognomi diversi, ecc. sono discussioni che, mentre altrove si sono già risolte, da noi intasano i tribunali perché il legislatore è, vieppiù, fuori dal tempo e dal mondo che lo circonda
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