I valori patriottici ed il tricolore

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I valori patriottici ed il tricolore

Messaggioda T.G.Cravarezza » venerdì 28 febbraio 2003, 12:06

Gentili Sigg.ri,
apro questa nuova discussione per non uscire dal tema proposto dal Sig. Stroppa nella discussione "I Savoia rientrano ed il tricolore cambia tinta".
In questo topic vorrei analizzare con Voi come in Italia i valori patriottici siano molto deboli ed i simboli del passato totalmente cancellati.
Il Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, dall'insediamento ad oggi, ha sempre cercato di riportare in auge i simboli dell'Italia, dal tricolore, all'inno nazionale, alle battaglie risorgimentali, alla parata del 2 giugno etc. Sono molto felice di ciò, però secondo me sta sbagliando in alcuni campi. Se noterete, non ha mai parlato della monarchia italia, non ha mai nominato una sola volta i Savoia. Ricorda il risorgimento, ricorda la Prima Guerra Mondiale, i caduti...ma mai la Casa Reale di Savoia. Io non mi lamento molto per questo, perchè comprendo che essendo Egli un rappresentante della Repubblica, il più alto rappresentante, non possa fare troppi riferimenti, ma gradirei almeno i riferimenti essenziali storici.
In bene o in male, fu S.M. Carlo Alberto a superare il Ticino con il tricolore con al centro lo scudo sabaudo. Il tricolore, il primo tricolore dello Stato Italiano, fu quello con lo scudo sabaudo al centro. Quello scudo non solo rappresenta la Real Casa di Savoia, ma rappresenta tutti quei caduti che per quel tricolore, con quello scudo in centro, sono morti. E' il primo tricolore d'Italia (il primo non inteso come invenzione dei Savoia, ma inteso come primo tricolore di uno stato italiano libero ed indipendente). Per questo motivo non ho visto giusta l'eliminazione di tale simbolo dalla bandiera nazionale. Dopo tutto manteniamo la maglia della nazionale di calcio azzurra ed anch'essa è un simbolo sabaudo. Come anche la fascia azzurra degli ufficiali.
Oltre a ciò, il Presidente della Repubblica è stato più volte invitato il 29 luglio a commemorare la morta di S.M. Umberto I a Monza. Ha sempre respinto l'invito, anche con toni accesi. Un suo intervento non sarebbe stato contrario ai principi repubblicani, anzi. Egli avrebbe testimoniato come gli atti contro le figure istituzionali come era S.M. Umberto I e come oggi lo sono i rappresentanti parlamentari o del governo, sono assolutamente da condannare, qualsiasi siano le motivazioni di fondo. Avrebbe testimoniato come gli atti terroristici sono da condannare. Avrebbe reso omaggio ad una figura istituzionale che sicuramente non Gli avrebbe portato danno.
Lo stesso per l'anniversario del Convegno di Peschiera del 1917, che si tiene tutti gli anni attorno al 10 novembre a Peschiera del Garda. Un anniversario di un fatto storico molto importante che permise il capovolgimento della Prima Guerra Mondiale grazie alla decisione di S.M. Vittorio Emanuele III. Anche in questo caso una partecipazione del Presidente Ciampi non sarebbe in contrasto con l'Istituzione, in quanto è solamente la commemorazione di un fatto storico importante che non viene più ricordato a scuola.
Ultimo aspetto, poi temrino. Il Presidente Ciampi ha sì riportato in auge il tricolore, il "canto degli italiani", ma la popolazione non l'ha recepito nel modo giusto. Se Voi guardate la televisione, quando viene intonato l'inno nazionale, magari a capodanno o in altre occasioni, a differenza di altre nazioni più orgogliose dei loro simboli, i nostri cari compatrioti cantanto sì l'inno, ma come se fosse una canzonetta di Sanremo. Magari incominciando a ballare o ridendo e scherzando...insomma, sarebbe forse meglio rimanere in silenzio in quel momento, per cantare l'inno in quella maniera.
Quindi, come ha scritto nel suo ultimo libro S.A.R. Vittorio Emanuele, dobbiam ocercare di riportar ein auge i nostri simboli, i simboli dell'Italia e soprattutto averne rispetto.

Spero non prendiate questo mio scritto come qualcosa di politico, è solo una constatazione eprsonale. Attendo Vostri interventi

Cordialmente
Tomaso Giuseppe Cravarezza
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Valori, Inno, Tricolore

Messaggioda antonio_conti » venerdì 28 febbraio 2003, 14:50

Intervengo stimolato dall’intervento di Tomaso Giuseppe Cravarezza.
Apprezzo anche io la riscoperta di alcuni valori assai trascurati nel nostro Paese. L’insensibilità verso alcuni aspetti comunemente individuati come meramente esteriori, superflui, fa il paio con una decisa assenza di senso civico comune.
Sappiamo bene quanto sia tenuto conto il bene pubblico (basti guardare in quale stato vengono ridotti i mezzi pubblici, il come vengano mantenuti è la faccia pubblica della medesima medaglia).
Dopodiche, ci si sente tutti Italiani per la Nazionale di calcio o per la Ferrari…
Penso che sia assurda l’eventuale censura del ruolo storico dei Savoia nelle vicende del nostro Paese (quelle positive e quelle negative, s’intende) e penso che il Capo dello Stato dovrebbe considerare la storia della Nazione come unica e non iniziata nel ‘46, quindi penso che dovrebbe considerare la serie dei Capi dello Stato con i Re compresi, visto che la Repubblica è stata l’evoluzione legale del precendente regime monarchico del medesimo Stato.
Da ciò discende il “dovere” di partecipare alle iniziative dedicate alla commemorazione della storia patria a prescindere dal periodo monarchico e da quello repubblicano.
Naturalmente questo “dovere”, credo, debba essere contemperato con guidizi che riguardano l’importanza dell’evento (guidizio che non può che essere soggettivo) visto che, immagino, il Presidente sia invitato a migliaia di eventi l’anno; un “dovere” che deve essere contemperato anche da giudizi di merito. Certo il Presidente non potrà partecitare a eventuali celebrazioni dei fasti di Bava Beccaris, della mancata firma dello stato d’assedio nel 1922 o della firma alle Leggi raziali del 1938, così come non potrà certo partecipare ad un convegno per celebrare il regicidio di Monza.

Quanto all’inno nazionale (è ancora provvisorio?) trovo giusta la sua riscoperta e credo che ognuno debba cantarlo o ascoltarlo con il rispetto e con l’amore che sente per esso. Credo che il canto della piazza, anche se non ‘solenne’ possa essere considerato un omaggio sentito e spontaneo, per questo apprezzabile per come sgorga dal sentimento di chi lo canta (naturalmente ci sino occasioni ed occasioni).
Quello che personalmente non sopporto è vedere reparti militari in armi che sull’attenti cantano a squarcia gola l’inno nazionale. Mi sembra un’invenzione impropria e anti estetica. Un reparto militare sull’attenti non è una classe di terza elementare dotata di bandierine. Credo che un reparto schierato sull’attenti dovrebbe ascoltare, immobile, l’inno nazionale e non cantarlo come il coro dello Zecchino d’Oro. Non insisto oltre, avrete capito quello che intendo dire.

Quanto alle cerimonie reintrodotte da Ciampi, credo che siano un bene. Il cambio della guardia del Quirinale, per esempio, è gustoso da seguire e può divenire (scusatemi il termine, ma in Italia non guasta) anche un’attrazione turistica al pari di altri cambi famosissimi nel mondo.
Anche qui qualche cosa stona. Non nella ‘manifestazione’ in sé, ma per come viene resa al Paese.
Chi ha il potere di far tacere quel xxx giornalista che invece di commentare discretamente e con ampi silenzi continua a blaterare stupidaggini coprendo i suoni fondamenteli dell’evento: squilli di tromba, fanfara, ordini ecc. E’ il brutto vizio dei giornalisti italiani di spiegare oltre misura ad un popolo di presunti deficienti. Vale per questi eventi come per alcune dirette Rai dal Parlamento. Insopportabile!

Dimenticavo il Tricolore. Certo la prima bandiera del nostro Stato fu il tricolore con l’arma dei Savoia, ma appunto era l’arma dei Savoia (per quanto anche stemma dello Stato). Cambiato regime e con i Savoia esiliati sarebbe stato paradossale lasciare lo stemma sulla bandiera.
Comunque riteniamoci fortunati che a qualcuno non sia venuto in mente, da allora fino ad oggi, di inserire nella bandiera quella specie di simbolo da repubblica socialista che graficamente rappresenta la Repubblica Italiana.

Cordiali saluti

Antonio Conti
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Messaggioda T.G.Cravarezza » venerdì 28 febbraio 2003, 15:07

Gentile Sig. Conti,
concordo in generale con quanto da Lei affermato. Solo alcuni punti mi permetto di dissentire per opinioni personali divergenti.
In primis per quanto riguarda il sentimento popolare di piazza. vede, ho assistito a manifestazioni di piazza in altri Stati e al momento dell'inno nazionale, anziani, giovani, donne e uomini si sono fermati, tutti quasi sull'attenti, chi con la mano sul cuore, chi con le braccia lungo il corpo,, hanno iniziato a intonare il loro inno nazionale. Il rispetto che si deve a tale inno (per questo mi piace poco denominarlo "canto) è tale che, in qualsiasi situazione ci si possa trovare, bisognerebbe feramrsi e porgere il giusto rispetto alle parole che si stanno intonando. Mettersi a "ballare" a canticchiare come una normale canzonicna, a fare il verso ai momenti di musica senza parole, beh, non mi piace.
Anche per i militari schierati, effettivamente anche a me non piace molto, perchè è sufficiente già il loro atteggiamento e la loro posizione a rispettare pienamente l'inno d'Italia.
Per quanto riguarda gli impegni del Presidente, concordo con Lei che non può essere dappertutto, però, sono sicuro che se un presidente della Repubblica fosse stato ucciso, ad esempio, dalle brigate rosse o nere, le Istituzioni, nell'anniversario dell'omicidio avrebbero ricordato l'avvenimento e celebrato l'anniversario in forma solenne. Pertanto mi aspetterei anche per l'uccisione di S.M. Umberto I.
Il convegno di Peschiera forse non richiede tale presenza, però è comunque importantissimo e mi dispiace non venga assoltamente nemmeno ricordato nei libri di storia.
Concordo pienamente con il fatto che l'Italia è una e anche la sua storia, non inizia assolutamente nel 1946 e questo dovrebbero ricordarselo anche le Istituzioni odierne.
Per quanto riguarda il tricolore, io rimango della mia idea. Sicuramente siamo stati fortunati a non avere come emblema della repubblica alcuni simboli proposti durante i vari concorsi, davvero osceni e soprattutto rappresentanti una parte e una ideologia troppo estreme.

RingraziandoLa per il Suo intervento, attendiamo anche le opinioni degli altri frequentatori

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Siamo sostanzialmete concordi.

Messaggioda antonio_conti » venerdì 28 febbraio 2003, 21:02

Gentile Signor Cravarezza,
ebbene sì, siamo soasanzialmente concordi.
Grazie per la segnalazione sul voto europeo, mi sono già collegato!

un cordiale saluto

Antonio Conti
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Messaggioda T.G.Cravarezza » sabato 1 marzo 2003, 2:19

Concordo altresì sul fatto che la storia dell’Italia non inizia nel 1946; non inizia, però, neanche nel 1861. Questo, almeno, se vogliamo parlare di storia d’Italia e non di storia dall’Unità d’Italia.

Alfonso Di Sanza


concordo in pieno con Lei. Per me la "Storia d'Italia" incomincia dalle prime popolazione che popolarono la penisola, fino ad arrivare agli Etruschi, ai Romani, passando per il Medioevo ai giorni d'oggi. Italiani lo siamo da allora. Intendevo però con "storia d'Italia" con la "S" minuscola :) il periodo che va dall'unificazione ad oggi. Per questo non mi piace considerare l'Italia e la sua storia solamente dal 1946.
Saluti
Ultima modifica di T.G.Cravarezza il mercoledì 4 ottobre 2006, 16:07, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda LUCIANO STROPPA » sabato 1 marzo 2003, 13:33

Concordo pienamente con il sig. Cravarezza.
La storia italiana non deve essere considerata solamente dal 1946.
Mi è tornato alla memoria quando il nobile dott. Francesco Griccioli (della Grigia), Delegato degli Ordini dinastici della Real Casa Savoia per la Toscana, Umbria e Marche, e il prof. Pierluigi Duvina, primario ospedaliero di Firenze e grande ufficiale dell’Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro, giunsero a Fabriano il 23 dicembre 1997 per consegnare il dono del principe Vittorio Emanuele ai terremotati fabrianesi.
Circa quaranta milioni di vecchie lire.
La cifra era il frutto di un’asta benefica svoltasi al termine di un Capitolo degli Ordini dinastici e integrata personalmente da S.A.R. il principe Vittorio Emanuele di Savoia.
Ebbene, quando proposi all’allora Sindaco del comune di inviare una lettera di ringraziamento a Vittorio Emanuele ricevetti un secco diniego e una motivazione che non posso ripetere in questo forum.
No, il patrimonio storico italiano non può giungere sino all’unificazione dell’Italia e poi ripartire dal 1946!
Cito un secondo esempio. Quanti sanno, e non mi riferisco a Voi del forum, che l’Inno nazionale, detto l’Inno di Mameli, è stato musicato dal maestro Silvio Navaro in onore di Carlo Alberto di Savoia? O che il Nabucco di Giuseppe Verdi, rappresentato alla Scala di Milano il 7 marzo 1842, fu dedicato dal grande musicista alla sposa di Vittorio Emanuele II, Maria Adelaide d’Asburgo-Lorena, che si sarebbe congiunta in matrimonio con il re il successivo 12 aprile?
Penso poche persone, e questo non mi meraviglia in una società dove tutti conoscono, me compreso, ogni spigolatura sulla partita che vide l’Italia campione del mondo nel 1982, ma pochi sanno, tanto per fare l’esempio più banale e ricorrente, che Fleming fu lo scopritore della penicillina e dove “l’oscuramento”, nonostante le presunte revisioni, è ancora di moda.
Ma questo rischia di portarci fuori tema, fate finta che non abbia "detto" niente!

Cordialmente
Luciano Stroppa
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Messaggioda T.G.Cravarezza » sabato 1 marzo 2003, 14:11

Io sono sempre stato del parere che i simboli dell'Italia (quindi intesi tutti, dal 1861 ad oggi) debbano essere insegnati a scuola. Dall'inno nazionale (anche in questo caso, far conoscere agli alunni che prima ci fu la marcia reale e poi, o comunque in contemporanea, l'inno di Mameli e Novaro), la storia del nostro tricolore, l'emblema monarchico e quello repubblicano, i palazzi dove risiedevano e risiedono le Istituzioni italiane...insomma, i nostri simboli. Questo non significa voler impartire i valori patriottici come fossero poesie agli alunni e farli diventare piccoli automi. Significa solo insegnare loro i valori dell'Italia, poi saranno liberi di decidere di manterneli o meno
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Messaggioda sebpasq » domenica 2 marzo 2003, 17:39

Egr. Sign. Cravarezza
la ringrazio per l'inserimento di questo argomento nel forum, perchè credo molto interessante non solo da un punto di vista patrittoco o storico, ma anche per interpretare gli attuali simboli italiani.
Innanzitutto credo che l'Italia sia una nazione molto divisa e poco unita come invece vuol far credere il nostro inno nazionale; per cui il famoso spirito di patriottismo tipico della Spagna, dell'Inghilterra o della Francia da noi è pressocchè sconosciuto.
Questa non vuole essere una critica, ma solo una constatazione. dopotutto se gl'italiani non avvertono questo senso diella patria non è colpa loro; sentimenti del genere devono essere spontanei e non costruiti su un inno, un simbolo o una bandiera.
Io credo che la maggior parte degl'italiani sia poco "global" nel senso che da noi si pensa molto al giardino di casa propria e poco alle cose che accadono fuori provincia o regione (figuriamoci fuori Italia o Europa).
Questa tendenza non è una cosa degli ultimi anni, ma è sempre stato così, ce l'abbiamo nel dna fin dal Medioevo e non ce la toglieremo mai. Corregetemi se mi sbaglio, ma il fenomeno delle Signorie o dei Comuni non è nato in Italia? Questo dovrebbe far capire molto...
Per cui, a parte che secondo me la cosa ideale per l'Italia sarebbe uno stato estremamente federale, è inutile punzecchiare gl'italiani su questo tasto, perchè noi siamo patriottici a modo nostro, nel senso che difendiamo solo il nostro giardino: provincialismo, immaturità, scarsa lungimiranza, scarso senso di appartenenza/identificazione nello stato, sfiducia in un potere non facilmente controllabile, intelligenza? Non lo so, ma credo che comunque bisognerebbe rispettare la volontà popolare e non insistere più di tanto su questo argomento. In fondo l'Italia è niente più che un popolo di artisti, che non possiamo pretendere di racchiudere in freddi contenitori burocratici e/o simbolici che magari non sentono loro. Agli artisti va lasciata la libertà di creare e di vivere secondo il loro sentire.
La bandiera: personalmente credo che sia una delle poche cose decenti che abbiamo: rinserire lo stemma sabaudo, secondo me sarebbe molto sciocco, semplicemente perchè i Savoia non sono i Re d'Italia e quindi non vedo che significato potrebbe avere; naturalmente il fatto che sono stati praticamente messi da parte dai nostri "intellettuali" e dalle nostre istituzioni non solo dimostra poco senso della storia e molta ambiguità, ma dimostra ancora una volta la reale identità degl'italiani che magari si staranno chiedendo: ma chi gliel'ha chiesto ai Savoia di unire l'Italia?

Casomai il vero scandalo è il simbolo della nostra Repubblica, quello si che non rappresenta nè valori nè identità popolare. Ma chi avrà il coraggio di proporre un nuovo simbolo? Per simboleggiare cosa poi? E chi dovrebbe scegliere un simbolo signoficativo?

Saluti.
sebpasq
 
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Messaggioda T.G.Cravarezza » domenica 2 marzo 2003, 17:50

Gentile Sig. sebpasq,
non sono molto concorde con il Suo ragionamento. E' sì forse vero che siamo molto bloccati sui nostri personali interessi, ma penso sia anche compito delle Istituzioni cercare di aumentare il senso di patriottismo e di attaccamento alle Istituzioni ed ai valori/simboli italiani. Logicamente non facendoci imparare l'inno a memoria come una poesia, ma fin da piccoli insegnandoci l'importanza della nostra Patria ed i suoi valori.
Per quanto riguarda la bandiera, non vorrei reinserire lo scudo sabaudo perchè i Savoia sono ancora Re d'Italia, ma lo scudo rappresenterebbe la nostra storia. La bandiera non si cambia con il passare delle mode o delle forme istituzionali. La bandiera è una ed è nata nel 1848 grazie a Carlo Alberto (c'era anche prima, ma non era la bandiera di uno stato italiano). Quindi il mio desiderio è solo di mantenere i simboli della storia italiana e anche se adesso siamo in una repubblica è giusto mantenere i simboli che hanno fatto l'Italia e lo scudo sabaudo è uno di questi, nel bene e nel male. Quindi, anche se io fossi repubblicano, vorrei la bandiera "corretta" e non una reinventta al cambiamento istituzionale, vorrei la bandiera per la quale sono morti i miei avi!
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Messaggioda sebpasq » martedì 4 marzo 2003, 16:26

Egr. Sign. Cravarezza
ancora un avolta la ringrazio per darmi e darci la possibilità di parlare di cose del genere in questo forum.
Ebbene, Lei dice che non è molto concorde con quello che dico, invece non si è accorto che, escludendo il reinserimento dello scudo sabaudo sulla bandiera, sulla siamo d'accordo su tutto:
- Mi sembra ovvio e soprattutto urgente che il popolo italiano inizi almeno a capire cosa significhi la parola patria e che riscopra, o meglio scpra le proprie origini e che appunto tenga nella giusta considerazione il ruolo dei Savoia.
E' vero che V.E. III ha firmato le leggi razziali, ma a-parte che a pagarne le conseguenze è stata proprio la figlia Mafalda, non si può certo giudicare una dinastia per un solo atto.
Sono d'accordissimo con Lei nel voler commerorare almeno un giorno all'anno la Casa Savoia, o magari, dato che in alcuni luoghi italiani stanno scomparendo alcune strade e vie con nomi sabaudi, sarebbe bene chiedersi il perchè e correre ai ripari.
Dal mio canto per esempio mi piacerebbe che per esempio in questo forum prima o poi si aprisse un tread sull'araldica sabauda, in modo da evidenziare, attraverso l'analisi di brisure e inquartature, le alleanze e i vari rami di questa casata.
- Per il resto ci tengo a precisare che io sono monarchico e pro-Savoia o anche pro una monarchia di diverso tipo e non certo repubblicano!
Distinti Saluti
Sebastiano Pasquini
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Messaggioda T.G.Cravarezza » martedì 4 marzo 2003, 16:42

Innanzitutto tengo a precisare che lo IAGI e la Commissione permanente per lo studio degli Ordini Cavallereschi sono completamente apartitici e apolitici. Queste sono mie semplici opinioni che desidero proporre in questo forum perchè appunto in questa sezione "piazza principale" si è liberi di discutere anche di qualcosa di estraneo alla realtà scientifica araldico/cavalleresca (anche se l'araldica, gli ordini cavallereschi, la storia di famiglia rientrano a pieno titolo nella storia e rivelano molti aspetti della storia, pertanto anche questi discorsi sono inerenti).
Inoltre vorrei ricordare come questo forum sia merito principalmente del prof. Degli Uberti che crede molto nel mondo di internet e nell'utilizzare queste nuove tecnologie proprio per avvicinare le persone e per poter discutere delle nostre passioni senza dover aspettare mesi e mesi in occasioni di eventuali convegni e manifestazioni.
Cordialmente
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I valori patriottici ed il tricolore che si rinnovano....

Messaggioda Pantheon » sabato 18 settembre 2010, 12:08

.....VALORI CHE FORTUNATAMENTE SI RINNOVANO ANCHE IN MANIERA ALTERNATIVA....UNA LUNGA STRISCIA TRICOLORE LUNGA 50 ANNI....

http://www.freccetricolori.org/

PS Come si dice "IN RE IPSA".....
PPS "Si ma di prigione si esce, e quando si esce di prigione, e si porta il nome di.......uno si vendica...."....Non me ne voglia il moderatore di questo forum.

;)
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