da pierfe » giovedì 30 gennaio 2003, 20:57
Ho letto tutti gli interventi, li trovo tutti interessanti e dimostrano una seria e concreta analisi legata alla realtà attuale del nostro Paese (ma ahimé da noi esiste ancora chi vive queste materie in una dimensione irreale e fantastica molto vicina al sogno).
Desidero premettere che io ho la massima stima per la serietà del Corpo della Nobiltà Italiana.
Voglio presentare da persona seria e con i piedi per terra il quadro della situazione italiana davanti alla legge, che è il seguente:
1) La disposizione XIII transitoria e finale della Costituzione recita: "I titoli nobiliari non sono riconosciuti. I predicati di quelli esistenti prima del 28 ottobre 1922 valgono come parte del nome. L’Ordine mauriziano è conservato come ente ospedaliero e funziona nei modi stabiliti dalla legge. La legge regola la soppressione della Consulta araldica."
Questa disposizione transitoria e finale va d’accordo con l'art. 3 (Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese) e con l'art. 139 (La forma repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale).
2) L'Ufficio Araldico dello Stato effettua solo concessioni di stemmi agli Enti e non ai privati. Un italiano che vuole avere in qualche modo tutelato seriamente sotto l'aspetto araldico il proprio stemma (sia di famiglia che da lui stesso inventato) può solo rivolgersi a quei Paesi dove vige legislazione araldica e dove è quindi possibile tutelarlo... ma attenzione così facendo non ottiene uno stemma italiano (perchè l'Italia aveva altra legislazione in merito) ma uno stemma di quel Paese dove ha effettuato la certificazione (riconoscimento, registrazione, concessione ecc...)
Queste invece sono solo mie "private" considerazioni:
1) durante la Monarchia era obbligo per le famiglie nobili ottenere il riconoscimento dei propri titoli e quindi avere il diritto legale di farne uso (e l'iscrizione negli Elenchi Ufficiali era a tempo e non perpetua... se mancava il Decreto di riconoscimento emesso prima dal Ministro dell'Interno, in seguito dal Presidente del Consiglio dei Ministri ecc.).
2) per ottenere il riconoscimento non bastava avere diritto al titolo ma era necessario essere nella situazione adeguata per poterlo portare... intendo quella sociale...
3) non dimenticate che in Italia è stato riformato nel 1975 il Diritto di Famiglia che è ben diverso nei contenuti da quanto lo era nel 1946 (divorzio, riconoscimento dei figli nati fuori dal matrimonio ecc.)
4) nessun ente privato può sostituirsi allo Stato ed ovviamente la nobiltà era riconosciuta dallo Stato ed ad esso tale riconoscimento veniva richiesto e non ad enti privati. Durante la Monarchia era penalmente proibito ai privati effettuare "riconoscimenti" di titoli nobiliari.
Conscio di questo fatto qui voglio solo ricordare la considerazione fatta dal Dr Raoul Bertini Frassoni (allora vice segretario generale del Collegio Araldico di Roma) al Congresso Internazionale di Scienze Genealogica ed Araldica di Madrid (1953) che nella sua relazione affermava in merito ai "riconoscimenti" che "... non è possibile, nè augurabile, che si possano sostituire gli organi ufficiali di un tempo con istituzioni private, per lo più di parte...."; ma qui non voglio trascrivere le considerazioni fatte dall'Avv. Carlo Mistruzzi di Frisinga nel suo trattato di diritto nobiliare in merito alle associazioni private che "rilasciano attestazioni circa la spettanza di un titolo nobiliare da esse medesime 'riconosciuto'" solo perchè potrebbero essere giudicate di parte, ed io sono e voglio rimanere "supra partes".
Chi si occupa di queste materie sotto l'aspetto serio e scientifico è perfettamente d'accordo con quanto ho esposto e vi posso garantire che a livello nazionale ed internazionale la maggioranza delle persone la pensa in questo modo.
Del resto non si può impedire ad altri di pensare in modo diverso specie se questo modo si indora di un'aura particolarmente fascinosa e romantica... tutti ricordiamo con piacere la gioia del Natale quando da bambini credevamo che fosse proprio Gesù bambino e Santa Claus a portare quei bellissimi doni che avevamo sperato di ottenere chiedendoli ai nostri genitori.
Ultima cosa... lo IAGI studia la Nobiltà, il Diritto Nobiliare e fra i propri Soci ha i più importanti studiosi sia italiani che stranieri ma non si occupa di riconoscimenti nobiliari o attribuzioni di titoli. La nostra bandiera è questa: "... Per criteri di uniformità e considerando che l'Istituto è totalmente carente di autorità giuridica al fine di riconoscere od attribuire titoli nobiliari o cavallereschi, esso si adegua alle norme vigenti nella Repubblica Italiana e quindi nel suo Ruolo attribuisce i nomi, cognomi e quei titoli nobiliari che vengono indicati sui certificati di stato civile del Paese dove i propri iscritti godono la cittadinanza, mentre per le Decorazioni od Ordini Cavallereschi attribuisce unicamente quelli autorizzabili nella Repubblica Italiana in base alla legge 3 marzo 1951, numero 178".
Spero di essere stato chiaro.
Pier Felice degli Uberti
Pier Felice degli Uberti
Sine virtute nulla nobilitas