Il Megarese ha scritto:Nel libro "Riduzione di tutte le misure consuetudinarie di Sicilia adoperatavi anteriormente e dopo la legge del 31 dicembre 1809 nelle misure metrico decimali e viceversa " edito a Palermo nel 1877 si fa riferimento al Tumolo legale sia come misura di aridi che di superficie, come fatto notare dal "sempre vigile" Lasa pur dir .
In
307 comuni si fa "uso delle misure per le terre, per gli aridi, pel vino, pel mosto, per l'olio e per il peso" con misure locali che variano da zona a zona tanto che il Regio Governo Piemontese fu costretto a pubblicare tale libro da parte di Angelo Agnello - antico assistente piazzi nel R.Osservatorio di Palermo Verificatore Capo di Pesi e Misure - .
Ma quello per cui chiedo il vs aiuto riguarda proprio le vicende di questo ufficio che a quanto sembra se da una parte dava una sorta di imprimatur, come inciso sul Tumolo da me visto ( con incisa la data 1756 ), dall'altra a distanza di circa 100 anni "permetteva" che esistessero "centinaia di tumoli diversi"
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.......... e allora
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?
Grazie per il complimento, "sempre vigile" mi si adatta molto il questo periodo in cui prender sonno, per le note vicende che hanno sconvolto la mia regione, mi risulta un po' difficile.
Purtroppo non ho notizie specifiche sull'ufficio ma non deve stupire che esistessero tanti tomoli diversi nè che il medesimo termine venisse utilizzato per indicare due misure diverse. L'uffico infatti non doveva avere nessun fine "unificatorio".
Col tomolo infatti si intendeva stabilire una correlazione tra l'estensione del terreno e la sua capacità produttiva per fini che sfuggono al nostro occhio "moderno".
Tomolo di terra poteva indicare l'estensione di un terreno atto a produrre un tomolo di grano o in altri casi l'estensione di un terreno atto a produrre un tommolo di grano di rendita al proprietario da parte dell'enfiteuta.
Nella mia zona per esempio, su 13 tomoli e 7 misure di terra l'enfiteuta pagava al proprietario un canone annuo di appunto 13 tommoli e 7 misure di grano.
Questo ovviamente a grandi linee.
Per questa ragione non ci poteva essere un'unificazione, perchè avendo i terreni una produttività diversa, a seconda della zona in cui si trovavano, si sarebbe persa l'equivalenza tra la misura di superficie e quella di capacità.
Infatti, sempre nella mia provincia, il tomolo aveva un'estensione maggiore via via che dai comuni collinari si passava a quelli montani.
Sempre cordialmente.
Domenico Maria d. B.
"Gridaro tucti insieme la città facciamo bella che nulla nello regame non se apparecchie ad ella" - Buccio di Ranallo.
Nescire quid ante quam natus sis acciderit, id est semper esse puerum (Cicerone)
QVOD NON EST IN ACTIS NON EST IN MVNDO