Archivio Diocesano

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Archivio Diocesano

Messaggioda foffo » mercoledì 18 marzo 2009, 15:40

Salve a tutti,
durante la mia ricerca genealogica, ho iniziato a cercare (come suggerito da questo sito) prima nei documenti presenti in casa (foto, testamenti, racconti etc.) poi mi sono recato nella parrocchia del paese d'origine dei miei familiari, e li ho trovato registri di morti e battezzati fino al 1815. e ho potuto ricostruire grosso modo l'albero genealogico di 3 generazioni (non stupitevi, infatti i miei avi avevano l' "abitudine" di avere figli anche dopo i quarant'anni). Gli altri registri (precedenti e anche le copie di quelli da me visionati), ho scoperto da un inventario dell'archivio di stato, sono conservati presso l'Archivio Diocesano. La grande fortuna sta nel fatto che questi registri, oltre a provenire da due parrocchie paesane, ma una sola di queste ha i battezzati quindi era la pieve con il fonte battesimale, sono di svariati tipi, battesimi, morti, cresimati, matrimoni, stati delle anime, e arrivano fino al 1559!!! La mia domanda è questa: visto che già per combinare un appuntamento sto sudando sette camicie, quando avrò la possibilità di visionare i registri, che criterio dovrò seguire? Conviene prima ricercare trai morti, o nello stato delle anime? Visto la grande mole di documenti, che suggerimenti mi date afficnchè non perda troppo tempo (non tanto per il mio, quanto per la difficoltà che ho nel concordarmi con il parroco).
grazie a tutti.
foffo
 
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Re: Archivio Diocesano

Messaggioda Guido5 » mercoledì 18 marzo 2009, 17:39

Caro "foffo",
non ho ben capito cosa c'entri il parroco con l'archivista della Diocesi (a meno che - come a volte succede - questi sia anche parroco da qualche parte). Il mio consiglio è quello di partire dai battesimi ma di non trascurare nessuno dei libri parrocchiali, anche a costo di dedicare alla ricerca tutto il tuo tempo libero. Nel caso di omonimie ti saranno utili gli "stati d'anime", soprattutto se i tuoi antenati non erano troppo "nomadi", anche se sono di molto successivi ai registri di battesimo (e, a volte, anche un po' approssimativi).

Ciao a tutti!
Guido5
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Re: Archivio Diocesano

Messaggioda foffo » mercoledì 18 marzo 2009, 18:18

Nel caso di omonimie ti saranno utili gli "stati d'anime", soprattutto se i tuoi antenati non erano troppo "nomadi", anche se sono di molto successivi ai registri di battesimo (e, a volte, anche un po' approssimativi).

Devo dire in realtà che, in base al libro-inventario da me consultato sull'Archivio Diocesano, i registri iniziano dal 1564, ovvero un anno dopo le disposizioni del Concilio di Trento, e gli Stati delle Anime a partire dal 1624, una data credo molto rara per questo tipo di documenti.
Una cosa particolare che ho notato è la seguente: nell'elenco che ho scorso sono presenti numerose citazioni di "Vacchette di Messe" anche molto antiche (a partire da metà 500) e registri di iscritti alla Compagnia del paese (una confraternita laicale dove si iscrevevano i compaesani in grado di pagare l'iscrizione annuale) anche se credo non mi saranno utili perchè non sono presenti riferimenti nè all'età nella professione dell'iscritto, ma solamente il suo nome accanto ad una croce indicante l'avvenuto pagamento.
Un'altra domanda: in base alla vostra esperienza diretta, quanto è complessa la comprenzione dei documenti via via che viene utilizzato il latino? E' necessario che chieda l'aiuto di qualche esperto?
Grazie a tutti
foffo
 
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Re: Archivio Diocesano

Messaggioda Michele Baroncini » mercoledì 18 marzo 2009, 18:40

Un'altra domanda: in base alla vostra esperienza diretta, quanto è complessa la comprenzione dei documenti via via che viene utilizzato il latino? E' necessario che chieda l'aiuto di qualche esperto?


Caro Amico,

la comprensione dei caratteri paleografici puo' spesso essere ostica man mano che si risale nel tempo. Con un po' di fatica posso riuscire a decifrare un corsivo ottocentesco o settecentesco. Risalendo ancora di piu' potrebbe indubbiamente rendersi necessario l-intervento di un'esperto, paleografo o semplicemente topo d'archivio 8-) impratichito dagli anni.

Esiste poi una validissima opportunita' di formazione in tal senso che e' rappresentata dalle Scuole Biennali di Paleografica, Archivistica e Diplomaticaistituite presso gli Archivi di Stato dei Capoluoghi di Regione.

Di dette Scuole si e' gia' fatta menzione a suo tempo nel topic che segue.

http://www.iagiforum.info/viewtopic.php?f=5&t=3398&p=43544&hilit=+paleografia#p43544

saluti

MB
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Re: Archivio Diocesano

Messaggioda Guido5 » mercoledì 18 marzo 2009, 18:59

Caro "foffo",
come si fa a rispondere alla tua ultima domanda? Io ho cominciato a studiare il latino in prima media e ho finito in quinta liceo, otto anni ai quali va aggiunto un corso di epigrafia latina nella mia seconda vita universitaria. Aggiungi che ai miei tempi si traduceva anche in latino: ho quindi solo il problema di decifrare la scrittura manuale (che spesso non è davvero calligrafia). Se ti serve aiuto puoi saperlo soltanto tu...

Ciao a tutti!
Guido5

P.S. - Le "vacchette" ti serviranno ben poco: di solito riportano il solo nome del defunto in suffragio del quale è stata celebrata la Messa e la somma offerta. oltre al nome del celebrante. Dai registri della Confraternita potrai sapere se i tuoi antenati ne facevano parte e ... se erano puntuali con le quote.
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Re: Archivio Diocesano

Messaggioda foffo » mercoledì 18 marzo 2009, 19:56

Cari amici,
vi ringrazio ancora una volta per la vostra prontezza e professionalità nel rispondere ai miei interrogativi d'inizio percorso. :)
Nel lungo e entusiasmante lavoro che mia aspetta nella ricerca delle mie origini avrò modo sicuramente di porvi altre domande, confidanto nella vostra esperienza e sperando di non tediarvi troppo [bangin.gif]....
A presto!!!
foffo
 
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Re: Archivio Diocesano

Messaggioda foffo » giovedì 19 marzo 2009, 20:59

Torno sull'argomento poichè, purtroppo, telefonando al parroco "addetto" all'archivio (non nascondendo cerdo dal suo tono della voce la sua volontà di non occuparsi della mia richiesta) questi mi ha riferito che nell'archivio non sono presenti i registri, ma ha balbettato qualcosa del tipo che le parrocchie compilavano una copia dei propri registri che tenevano nella loro sede, e mandavano in diocesi un elenco con i nomi dei battezzati o dei morti dell'anno senza aggiungervi altre indicazioni. Ha anche detto (cosa assurda......) che i registri di metà ottocento presenti nella parrocchia da me visionati sono gli unici presenti perchè prima i parroci non erano tenuti a compilarne. E il Concilio di Trento???? Premettendo che non credo a quanto mi è stato detto, anche perchè ho consultato l'inventario dell'Archivio Diocesano di Pienza, in cui ho trovato tutti i registri delle parrocchie del paese che mi interessa, con battesimi, morti, cresimati, matrimoni, stati delle anime ecc. con estremi cronologici (1564, 1925) e corrispondente numero di inventario d'archivio; la domanda è: è verosimile quanto detto dal parroco, o è solo un infantile stratagemma per lavarsi le mani della faccenda?
Grazie.
foffo
 
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Re: Archivio Diocesano

Messaggioda Salvennor » giovedì 19 marzo 2009, 21:36

I parroci erano tenuti a compilare i Quinque Libri fin dal 1570 circa, dopo il Concilio di Trento; non fu uniforme l'applicazione di tali norme nei vari territori, spesso i primi registri iniziano da fine 500. Io in archivio ho visto che esistono anche registri parrocchiali del 1545, anche di villaggi sperduti; a volte li compilavano pur non sussistendo l'obbligo. Non saprei dire il motivo per il quale il responsabile dell'archivio di cui sopra ha prospettato una impossibilità a consultare l'archivio stesso, affermando la non esistenza di registri per un ampio arco di tempo; mi pare strano. Quì a CA, e anche nelle altre diocesi sarde credo, la consultazione degli archivi è libera, a patto di essere registrati e identificati, e di osservare le norme, e ho potuto notare che sono tutti molto gentili e preparati, sia il personale, sia i volontari, sia il Direttore; quest'ultimo si adopera moltissimo per la conoscenza del passato dell'isola, sia dal punto di vista ecclesiastico, che storico e sociale, e genealogico. Io pensavo che gli archivi in Italia fossero tutti così come ho descritto, ma a quanto pare non è così.
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Re: Archivio Diocesano

Messaggioda foffo » giovedì 19 marzo 2009, 22:17

Più che altro mi sono stupito del fatto che alcuni miei conoscenti che risiedono nel luogo hanno compiuto lo stesso tipo di ricerca nell'Archivio Diocesano di Pienza senza problemi, mentre a me è stato risposto che non si tratta neppure di un archivio vero e proprio, senza orari nè dipendenti... mah :?
Forse il fatto che questo archivio non sia la sede centrale della diocesi (che è a Montepulciano), può spiegare perchè non sia molto attrezzato,ma ha comunque la sede in un paese di fama internazionale(Pienza= Città di Pio II, il grande Papa umanista Enea Silvio Piccolomini). Mi auguro di poter trovare un addetto più affidabile e preparato, magari laico, che possa dedicare il suo tempo alla mia ricerca. Mi è stato detto che questo addetto non è un dipendente stipendiato ma è comunque l'archivista, ma io ho tutto il diritto di accedere a questi registri, vero? [confused.gif]
Grazie.
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Re: Archivio Diocesano

Messaggioda Salvennor » giovedì 19 marzo 2009, 23:48

Mi verrebbe da dire che tutti in linea di principio avrebbero diritto all'accesso dei documenti di valenza storica e genealogica, qualunque sia l'origine dei documenti. Però in realtà nessuno può far valere il diritto di accesso ai documenti ecclesiastici; è la Chiesa, o meglio chi controlla le diocesi e le parrocchie, che può permettere o non permettere la consultazione degli archivi diocesani e parrocchiali. E questo sussiste per il fatto che la Chiesa è una entità particolare, autonoma, con propri regole, un proprio diritto. Anche il modo di redigere i documenti da parte del clero era, ed è, particolare. Però dipende anche dalla condizione che caratterizza le varie parrocchie e diocesi; quando si incontra qualche difficoltà forse conviene recarsi direttamente a parlare con i responsabili degli archivi. Credo che nel presente forum ci siano argomenti e consigili a riguardo, da cercare anche con la funzione CERCA; mi è capitato di visionare alcune di tali discussioni.
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Re: Archivio Diocesano

Messaggioda Guido5 » venerdì 20 marzo 2009, 0:42

Caro "foffo",
ha ragione AntonMaria: gli archivi ecclesiastici, da quelli di una parrocchia sperduta al cosiddetto "Archivio segreto" del Vaticano sono consultabili soltanto con il beneplacito dei responsabili. E in un certo senso è un bene perché le pagine di un registro fanno presto a sparire: l'ho constatato di persona.
Il Codice di diritto canonico è molto preciso a questo riguardo. "Can. 535 - §1. In ogni parrocchia vi siano i libri parrocchiali...; il parroco provveda che tali libri siano redatti accuratamente e diligentemente conservati" e più avanti (§4) "il parroco faccia attenzione che essi non vadano in mano ad estranei". Se l'archivista di Cagliari è ancora mons. Tonino Cabizzosu devo dire che è una persona veramente speciale e disponibilissima. Anche di Pienza ho sentito parlare molto bene. Per quanto mi riguarda ho sempre trovato porte spalancate ma è bene rivolgersi all'archivista con le opportune presentazioni. Una semplice telefonata, a meno che tu abbia delle ottime credenziali, può essere controproducente.
Per quanto riguarda le date, i registri battesimali sono stati resi obbligatori dal Concilio di Trento con il "Decretum de reformatione matrimonii" dell'11 novembre 1563. Non tutte le parrocchie però ne hanno avuto immediata notizia e, soprattutto, non tutte quelle allora esistenti avevano il fonte battesimale. Strano a dirsi ma la cosa più importante erano, con quello del battezzato, i nomi del padrino e della madrina che non potevano sposare il figlioccio o la figlioccia per via della particolare "congnatio spiritualis" (parentela spirituale) che veniva a formarsi.

Ciao a tutti!
Guido5
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