La "Giornata del Ricordo"

Per discutere, di tutto un po' sulle nostre materie / Discussions of a general nature on our topics

Moderatori: Guido5, Novelli, Lambertini

La "Giornata del Ricordo"

Messaggioda Franz Chiarizia de Molise » mercoledì 11 febbraio 2009, 19:14

Messaggio di S.A.R.il Principe Amedeo di Savoia
in occasione della Giornata del Ricordo 2009

La giornata del Ricordo rappresenta per noi tutti un momento di riflessione, oserei dire di silenziosa preghiera.

In questa ricorrenza non posso non rivolgere il mio saluto ed il mio pensiero agli Istriani, Fiumani e Dalmati che, per rimanere fedeli alla loro storia, alle loro tradizioni, al loro essere solo e semplicemente italiani, dovettero subire il Martirio delle Foibe e l'amaro esodo di massa, che vide oltre 350.000 connazionali lasciare l'Istria, Fiume e la Dalmazia.

Questi nostri connazionali, sparsi nel mondo, tuttora si sentono profondamente legati alla loro terra d'origine e, con il loro impegno, contribuiscono a mantenere viva la nostra cultura.

A distanza di tanti anni dalla fine della guerra, purtroppo, c'è ancora qualcuno che assume posizioni negazioniste in relazione alle Foibe, così come accade nei confronti della Shoah. Queste esternazioni non possono essere condivise dal popolo italiano ed io con la mia Famiglia, desidero condividere il dolore di coloro che hanno perso i loro Cari nelle Foibe e l'amore smisurato per la Patria che gli esuli hanno sempre saputo manifestare.

Castiglion Fibocchi a.D. 10 febbraio 2009

Amedeo di Savoia
"...io non domando per la mia antica nobiltà, ne cariche ne onori..."
Generale Pietro Odoardo Chiarizia 1815

Turbo Procella e Ria Stagion Non Teme
Socio I.A.G.I
Socio A.I.O.C
Avatar utente
Franz Chiarizia de Molise
 
Messaggi: 686
Iscritto il: martedì 3 agosto 2004, 14:34
Località: Roma

La "Giornata del Ricordo"

Messaggioda Guido5 » mercoledì 11 febbraio 2009, 22:24

...................................... ................SALUTO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
...............................................................IN OCCASIONE DELLA CERIMONIA
.................................................................PER IL GIORNO DEL RICORDO


........................................................(Palazzo del Quirinale, 10 febbraio 2009)

Lasciate innanzitutto che sottolinei anche io come questa cerimonia cade in un momento di dolore e turbamento nazionale, in un momento che può divenire anche di sensibile e consapevole riflessione comune.
Con questo sentimento procediamo ad un incontro che ha d'altronde una sua severità grave e anche triste per quello che evoca.
Da cinque anni per iniziativa del mio predecessore e per mio conseguente impegno, il Giorno del Ricordo viene celebrato in Quirinale. Questa prassi non comune vale ad esprimere il sentimento di vicinanza affettuosa e solidale che lega le istituzioni repubblicane a quanti vissero personalmente, o attraverso loro famigliari, le tragiche vicende della persecuzione, dell'orrore delle foibe, dell'esodo massiccio degli italiani dalle terre in cui erano profondamente radicati.
Come Presidente della Repubblica italiana, risorta in quanto Stato alla vita democratica anche grazie al coraggio e al sacrificio dei civili e dei militari che si impegnarono nella Resistenza fino alla vittoria finale sul nazifascismo, ritengo non abbiano alcuna ragion d'essere polemiche dall'esterno nei nostri confronti. Con gli Stati di nuova democrazia e indipendenza sorti ai confini dell'Italia vogliamo vivere in pace e in collaborazione nella prospettiva della più larga unità europea.
Il Giorno del Ricordo voluto dal Parlamento ha corrisposto all'esigenza di un riconoscimento umano e istituzionale già per troppo tempo mancato e giustamente sollecitato. Esso non ha nulla a che vedere col revisionismo storico, col revanscismo e col nazionalismo. La memoria che coltiviamo innanzitutto è quella della dura esperienza del fascismo e delle responsabilità storiche del regime fascista, delle sue avventure di aggressione e di guerra.
E non c'è espressione più alta di questa nostra consapevolezza, di quella che è segnata nell'articolo 11 della nostra Costituzione, là dov'è sancito il ripudio della guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli.
Non dimentichiamo e cancelliamo nulla: nemmeno le sofferenze inflitte alla minoranza slovena negli anni del fascismo e della guerra.
Ma non possiamo certo dimenticare le sofferenze, fino a un'orribile morte, inflitte a italiani assolutamente immuni da ogni colpa. E non possiamo non sentirci vicini a quanti hanno sofferto comunque di uno sradicamento a cui è giusto che si ponga riparo attraverso un'obbiettiva ricognizione storica e una valorizzazione di identità culturali, di lingua, di tradizioni, che non possono essere cancellate. Nessuna identità può essere sacrificata o tenuta ai margini nell'Europa unita che vogliamo far crescere anche insieme alla Slovenia e alla Croazia democratiche.
Sono perciò lieto dei chiarimenti che mi sono stati indirizzati il 31 gennaio dal Presidente sloveno, la cui giovane personalità ho avuto modo di apprezzare già in due incontri lo scorso anno. Le nuove generazioni non possono lasciar pesare sull'amicizia tra i nostri paesi le colpe e le divisioni del passato : alle nuove generazioni spetta fare opera di verità e di giustizia, nello spirito della pace e dell'integrazione europea, sempre rendendo omaggio alla memoria delle vittime e al dolore dei sopravissuti, rendendovi omaggio con lo sguardo più che mai volto al futuro.
GUIDO BULDRINI - Fides Salvum Fecit
Guido5
Amministratore
 
Messaggi: 5418
Iscritto il: mercoledì 4 maggio 2005, 16:16
Località: Roma


Torna a Piazza Principale / Main Square



Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 13 ospiti