Cari italiani,
tutta l’umanità sta attraversando una fase tra le più critiche degli ultimi decenni. Sono sempre più numerose nel nostro Paese le persone che, con silenziosa dignità, ricorrono alle encomiabili organizzazioni caritatevoli per poter avere un pasto caldo, una parola di conforto e un aiuto che lo Stato non è in grado di garantire. E’ inaccettabile che le istituzioni politiche, spesso dedite alla opulenza ed agli sprechi, si dimostrino incapaci a trovare reali e concrete soluzioni. Così come è inammissibile, per una democrazia fondata sul lavoro, che vi siano grosse fette di popolazione civile ancora non autosufficienti, che non riescono, malgrado gli sforzi e talvolta a causa del lavoro precario, a vivere una vita dignitosa; pur essendovi condizioni e potenzialità per poter soddisfare i fabbisogni di tutti in eguaglianza.
E’ necessario reagire all’impoverimento della morale, all’assenza di etica, alla perdita dei valori. E’ indispensabile investire sui giovani e sulla loro capacità innovativa offrendo loro certezze ed ideali di vita ed ancor prima sui bambini, dando alle famiglie la possibilità di crescerli serenamente.
La mia apprensione va inoltre alla grave crisi economica mondiale frutto di una esasperata “globalizzazione” ed alla scellerata anarchia del mondo finanziario mondiale, che non appare al servizio e a beneficio del corpo sociale, ma deteriora la società stessa. Sono lieto che una viva speranza giunga da un recente incremento del commercio eco-solidale e dalle banche etiche.
Il timore del terrorismo internazionale non deve porci in condizione di rassegnazione. Sia di esempio per tutti l’attività dei nostri militari all’estero impegnati nelle missioni di pace e di solidarietà, della Croce Rossa e delle altre organizzazioni umanitarie, religiose e di volontariato.
Un vivo ricordo ai nostri caduti militari e civili ed un monito a chi, per colpa grave o per leggerezza, ha la responsabilità delle tante, troppe morti bianche sul lavoro.
Una reale preoccupazione è rivolta al rispetto della persona e della vita umana, il mio auspicio che scienza ed etica camminino sempre “a braccetto”.
Desidero inviare i miei auguri ai tanti scienziati italiani impegnati, talora con modestissimi mezzi, nelle università nazionali e straniere, che seguitano a dare lustro all’Italia, con encomiabili attività.
Nelle sfide future l’Italia può presentarsi nel panorama mondiale come esempio per un radicale cambiamento, partendo dalla conversione alla produzione di energie rinnovabili, all’attuazione delle riforme indispensabili per una compiuta giustizia sociale e per un reale governo dedito al bene comune.
Rivolgo il mio augurio a tutti gli italiani, in special modo a coloro che ci rappresentano, poiché sappiano, insieme con la comunità internazionale, congiunta ed in pace, ritrovare l’armonia, la forza e quella necessaria volontà di superare questa ardua fase storica, recuperando il comune sentimento nazionale, le radici, la nostra identità e le nostre tradizioni migliori: inequivocabili e fondamentali principi di riferimento collettivi, che contribuiscono, certamente, a dare il giusto slancio per fronteggiare al meglio le sfide del presente e quelle del prossimo futuro.
L’Italia ritrovi dunque fierezza e tenacia, le medesime che hanno da sempre contraddistinto la nostra Nazione.
Buon Natale a tutti voi. Ed auguri per un felice 2009.
S.A.R. il Principe Amedeo di Savoia
da Castiglion Fibocchi, 24 Dicembre 2008

