Qualche bella immagine della manifestazione tenutasi sul sagrato della chiesa dell'Eremo di Sant'Ilarione nella vallata del fiume Allaro:

Un'immagine del sagrato con il pubblico e i relatori di spalle: da sinistra si scorgono il direttore responsabile di Studi Calabresi Vincenzo Cataldo; il direttore archeologo della Soprintendenza Archeologica della Calabria Maria Teresa Iannelli mentre presenta il numero doppio della rivista: Don Enzo Chiodo direttore dell'Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Locri-Gerace; Maurizio Gorra socio ordinario IAGI; in primo piano, seduti sulla scalinata, a sinistra Francesco Cuteri professore dell'Università di Reggio Calabria e l'eremita Frederic Vermorel.

Maurizio Gorra mentre illustra lo stemma Carafa ritrovato a 10 metri di profondità nella vasca del palmento ed indica il punto situato sul portale dell'Eremo, dove esso era esposto in origine.

Lo stemma in primo piano: si tratta di un bellissimo esemplare in pietra granitica, databile agli inizi del XVIII sec. ed attribuibile a Vincenzo Carafa

La foto curiosa...della serie: anche ai cani piacciono gli stemmi...

Carmina litterae non dant panem...
...sed...
Deus nobis haec otia fecit (Verg. Buc. I)