Lanciano ricorda Fedele Fenaroli
«Fedele Fenaroli: il didatta e il compositore» è il titolo del convegno di studi organizzato per il 15 e 16 novembre dal Centro di documentazione e ricerche musicali Francesco Masciangelo nell’ambito delle celebrazioni per il 190esimo anniversario della morte del compositore. L’iniziativa gode del patrocinio della Società italiana di musicologia e del Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli.
Nato a Lanciano il 25 aprile 1730, Fenaroli va considerato napoletano di adozione, avendo trascorso quasi tutta la sua vita nella capitale del Regno. La famiglia, originaria di Bergamo, si trasferì a Lanciano dal XVI secolo.
Degli esponenti della famiglia solo Francesco Antonio Fenaroli, padre di Fedele, si diede alla musica, arrivando a ricoprire l’incarico di maestro di cappella della Santa Casa del Ponte negli anni 1729, 1730 e 1734.
Il padre morì quando Fedele era bambino. A quattordici anni il ragazzo fu inviato dalla madre a Napoli dove trovò ospitalità dallo zio, che si adoperò anche per farlo ammettere in conservatorio.
Fenaroli ebbe come colleghi di studio nomi illustri della storia musicale, e a ventidue anni completò la sua formazione culturale, e dal 1755 fu docente di Contrappunto e composizione. L’attività di insegnante e compositore fu una costante della sua vita.
Dal 1797, cessata l’attività del conservatorio di Santa Maria di Loreto, continuò ad insegnare in altre istituzioni musicali napoletane fino alla morte che lo colse a 88 anni a Napoli. Per la sua opera ricevette importanti riconoscimenti: fu membro della Reale società borbonica di lettere e arti, e direttore della Nobile accademia di dame e cavalieri.
La grandezza riconosciuta di Fenaroli sta nell'aver investito le sue energie soprattutto nell'insegnamento in un momento in cui la scuola napoletana andava imponendosi all'attenzione italiana e internazionale. Tra illustri didatti e compositori Fenaroli si era distinto avendo per primo pensato di scrivere una summa degli insegnamenti musicali già da tempo impartiti oralmente nelle aule dei conservatori napoletani.
Nacquero così i famosi sei volumi dei «Partimenti», ossia basso numerato (corrispondenti, agli esercizi di armonia e contrappunto su un basso dato), che costituirono una novità assoluta e che per la loro validità vennero ristampati continuamente per tutto l'Ottocento e tradotti in francese. Lo stesso Giuseppe Verdi in una lettera del 1 febbraio 1871 indirizzata al ministro della Pubblica istruzione cita Fenaroli e i suoi «Partimenti ora adottati da tutti».
dal sito http://www.lanciano.it
Al convegno in programma in questi due giorni interverranno come relatori Rosa Cafiero dell’Università cattolica del Sacro cuore di Milano; Antonio Caroccia della biblioteca del conservatorio statale di Napoli; Marco Della Sciucca del conservatorio di Monopoli; Giovanni Fenaroli discendente bresciano della famiglia Fenaroli; Alessandra Bulgarellli Lukacs della Federico II di Napoli; Alberto Mammarella dell’Università di Chieti; Paologiovanni Maione del conservatorio Cimarosa di Avellino; Gianfranco Miscia del Centro Masciangelo; Francesca Seller del conservatorio di Salerno; Giorgio Sanguinetti dell’Università di Tor Vergata; Lucio Tufano, dottore di ricerca di Napoli.
Sabato 15 novembre alle 19:15 la Camerata Anxanum si esibisce in concerto con il soprano Elena Cecchi Fedi, il contralto Sandra Buongrazio e il primo violino Cristoph Timpe
Sempre cordialmente.
Domenico Maria d. B.
Nato a Lanciano il 25 aprile 1730, Fenaroli va considerato napoletano di adozione, avendo trascorso quasi tutta la sua vita nella capitale del Regno. La famiglia, originaria di Bergamo, si trasferì a Lanciano dal XVI secolo.
Degli esponenti della famiglia solo Francesco Antonio Fenaroli, padre di Fedele, si diede alla musica, arrivando a ricoprire l’incarico di maestro di cappella della Santa Casa del Ponte negli anni 1729, 1730 e 1734.
Il padre morì quando Fedele era bambino. A quattordici anni il ragazzo fu inviato dalla madre a Napoli dove trovò ospitalità dallo zio, che si adoperò anche per farlo ammettere in conservatorio.
Fenaroli ebbe come colleghi di studio nomi illustri della storia musicale, e a ventidue anni completò la sua formazione culturale, e dal 1755 fu docente di Contrappunto e composizione. L’attività di insegnante e compositore fu una costante della sua vita.
Dal 1797, cessata l’attività del conservatorio di Santa Maria di Loreto, continuò ad insegnare in altre istituzioni musicali napoletane fino alla morte che lo colse a 88 anni a Napoli. Per la sua opera ricevette importanti riconoscimenti: fu membro della Reale società borbonica di lettere e arti, e direttore della Nobile accademia di dame e cavalieri.
La grandezza riconosciuta di Fenaroli sta nell'aver investito le sue energie soprattutto nell'insegnamento in un momento in cui la scuola napoletana andava imponendosi all'attenzione italiana e internazionale. Tra illustri didatti e compositori Fenaroli si era distinto avendo per primo pensato di scrivere una summa degli insegnamenti musicali già da tempo impartiti oralmente nelle aule dei conservatori napoletani.
Nacquero così i famosi sei volumi dei «Partimenti», ossia basso numerato (corrispondenti, agli esercizi di armonia e contrappunto su un basso dato), che costituirono una novità assoluta e che per la loro validità vennero ristampati continuamente per tutto l'Ottocento e tradotti in francese. Lo stesso Giuseppe Verdi in una lettera del 1 febbraio 1871 indirizzata al ministro della Pubblica istruzione cita Fenaroli e i suoi «Partimenti ora adottati da tutti».
dal sito http://www.lanciano.it
Al convegno in programma in questi due giorni interverranno come relatori Rosa Cafiero dell’Università cattolica del Sacro cuore di Milano; Antonio Caroccia della biblioteca del conservatorio statale di Napoli; Marco Della Sciucca del conservatorio di Monopoli; Giovanni Fenaroli discendente bresciano della famiglia Fenaroli; Alessandra Bulgarellli Lukacs della Federico II di Napoli; Alberto Mammarella dell’Università di Chieti; Paologiovanni Maione del conservatorio Cimarosa di Avellino; Gianfranco Miscia del Centro Masciangelo; Francesca Seller del conservatorio di Salerno; Giorgio Sanguinetti dell’Università di Tor Vergata; Lucio Tufano, dottore di ricerca di Napoli.
Sabato 15 novembre alle 19:15 la Camerata Anxanum si esibisce in concerto con il soprano Elena Cecchi Fedi, il contralto Sandra Buongrazio e il primo violino Cristoph Timpe
Sempre cordialmente.
Domenico Maria d. B.