30 novembre - 1° dicembre: Seminario di studi a Torino

Manifestazioni ed eventi di organizzazioni in Italia e nel mondo/Demonstrations and events of organizations in Italy and in the world

Moderatori: Novelli, Lambertini, Alessio Bruno Bedini

30 novembre - 1° dicembre: Seminario di studi a Torino

Messaggioda Grimaldi » venerdì 30 novembre 2007, 12:56

Gentili signori
volevo segnalarvi l'interessantissimo:


Seminario di studi
L’eccezione piemontese. Tradizione storiografica e realtà storica
Reggia della Venaria Reale
(Aula magna del Centro per la conservazione e il restauro dei beni culturali)
30 novembre - 1° dicembre 2007


PROGRAMMA

Il tema dell’eccezione piemontese, e cioè dell’irriducibilità della storia politico-istuzionale dello Stato sabaudo rispetto alla realtà degli antichi Stati italiani, è stato oggetto, negli ultimi anni, di una non casuale riscoperta.
Chiave interpretativa che si può far risalire alla tradizione dinastica di esaltazione delle peculiarità della casa regnante, nel corso dell’Ottocento l’argomento della diversità piemontese diventò funzionale alla ricerca del primato in ambito nazionale. Ben diverso il quadro con cui si misura la storiografia attuale, incentrata sul confronto politico, istituzionale e sociale fra gli antichi Stati italiani. Gli sto¬rici che negli ultimi decenni hanno partecipato al rinnova¬mento delle ricerche di storia istituzionale e, nello specifico, di storia militare occupan¬dosi del contesto italiano in età moderna hanno infatti giustamente superato l’ottica nazionale, dedicando attenzione a spazi tra loro eterogenei e politicamente policentrici.
Il dibattito fra gli studiosi è stato sollecitato, in particolare, dalla pubblicazione del libro di Gregory Hanlon The twilight of a military tradition. Italian aristocrats and Euro¬pean con¬flicts, 1560-1800 (London, UCL Press, 1998), incentrato sull’intero arco del’età moderna. I due secoli e mezzo sui quali Hanlon costruisce il discorso rappresenta¬rono per l’Italia un’epoca che risulta difficile considerare in un’ottica unitaria. Il destinatario del libro è, tuttavia, il pubblico anglosassone, in gran parte digiuno di storia italiana, o quanto meno legato a una conoscenza semplificata delle vicende italiane. Individuando un importante momento di svolta nella pax hispanica che caratterizzò il periodo 1560-1620, Hanlon ricostruisce, nelle grandi linee, da un lato i percorsi che portarono molti comandanti e sol¬dati rimasti disoccupati ad abbandonare l’Italia per servire sovrani stranieri, dall’altro la graduale caduta della vocazione militare delle aristocrazie italiane. Il «crepuscolo» della tradizione militare italiana, dall’età post-triden¬tina alla crea¬zione del nuovo modello di armata napoleonica, viene seguito nei diversi Stati regionali della penisola isolando dal denominatore comune della demilitarizza¬zione un unico caso: quello sabaudo (The Piedmontese exception, pp. 275-302).
Il quadro che si evince dal lavoro di Hanlon va valutato te¬nendo conto di quello che l’autore precisa all’i¬nizio e alla fine del suo saggio: il libro vuole essere una «pré-enquête», un’«hypothesis in need of verification» (pp.3, 357). Diverse fonti, che potrebbero servire a ricomporre un quadro complesso di lungo periodo, restano inesplorate negli archivi non soltanto italiani, ma europei. In tal senso, le cifre e le percentuali offerte da Hanlon vanno ac¬colte con cautela, in attesa che nuovi studi colgano, al di là degli aspetti quanti¬tativi, le trasformazioni profonde che segnarono, anche in Italia, l’orga¬nizzazione de¬gli eserciti e il percorso delle carriere militari fra Cinque e Sette¬cento. Il problema, d’altro canto, in¬veste anche un tema più ampio, quale quello dell’e¬volversi delle identità nobiliari e del loro rapporto con la storia delle corti, delle burocrazie statali e degli altri ceti.
Queste osservazioni hanno spinto a progettare un seminario incentrato sulla storia militare, ma aperto anche a riflessioni legate alla storia politico-diplomatica.
Due mezze giornate di relazioni metteranno a confronto alcuni studiosi stranieri, che hanno di recente studiato il caso piemontese o si sono occupati di tematiche essenziali per l’approfondimento della storia sabauda, con studiosi italiani. Il dialogo privilegierà così una prospettiva comparativa capace insieme di fare il punto sulle indagini legate a questo tema in ambito europeo e di ispirare approfondimenti in relazione alla storia degli spazi italiani, quanto meno fra primo Cinquecento e metà Ottocento.
Sarà interessante e potrà contribuire ad attirare l’attenzione di un pubblico più ampio di quello degli storici in senso stretto il coinvolgimento, in chiusura dei lavori, dell’ambasciatore Luigi Vittorio Ferraris, il quale, operando ai vertici del corpo diplomatico italiano negli ultimi decenni, è interprete di una formazione partita dal Piemonte e arrivata all’Europa. Quanto della sua esperienza personale può confermare o smentire la sopravvivenza di una peculiarità, di una tradizione piemontese militare e diplomatica?
Di questo e di altro si discuterà, in conclusione dei lavori, in una tavola rotonda aperta agli interventi del pubblico.

Programma del seminario

Mattina venerdì 30 novembre

9.00 Apertura dei lavori.
Introduce e presiede Giorgio LOMBARDI.

9.30 Jeremy BLACK (University of Exeter)
British travellers in Italy in 18th cent., in particular in Savoy-Piedmont

10.00 Giovanni MUTO (Università «Federico II» di Napoli)
Stati italiani e Stato sabaudo in età moderna: questioni di definizione.

10.30 Walter BARBERIS (Università di Torino)
Il bisogno di patria. Piemonte e Italia.

11.00 Pausa caffè.

Presiede Jean-Claude WAQUET.

11.30 Paola BIANCHI (Università della Valle d’Aosta / ISPRE)
L’eccezione militare del Piemonte. Una ridefinizione del tema.

12.00 Andrea MERLOTTI (“Progetto La Venaria Reale” / ISPRE)
Uno Stato nell’Impero. Lo Stato sabaudo come parte del Corpo germanico del Sacro Romano Impero.

Pomeriggio venerdì 30 novembre

Presiede Marco CARASSI.

16.00 Christopher STORRS (University of Dundee)
La diplomazia sabauda nella scena europea.

16.30 Tomaso RICARDI DI NETRO (Regione Piemonte / ISPRE)
La nobiltà sabauda nell’internazionale aristocratica.

17.00 Pausa caffè.

Presiede Giuseppe RICUPERATI.

17.30 Blythe Alice RAVIOLA (Università di Torino / ISPRE)
I feudi imperiali e la loro eredità nella storia del Piemonte.

18.00 Paolo COZZO (Università di Torino / ISPRE)
In seconda fila. Lo Stato sabaudo nel «Teatro del mondo».


Mattina sabato 1° dicembre
Invito dei relatori ed ospiti a visitare la reggia di Venaria e la mostra La reggia di Venaria e i Savoia. Arte, magnificenza e storia di una corte europea.


Pomeriggio sabato 1° dicembre

15.00 Tavola Rotonda sul seminario.
Modera: Marcello Sorgi? Ezio Mauro?

Intervengono: Franco ANGIOLINI (Università di Pisa),
Piero DEL NEGRO (Università di Padova),
Claudio DONATI (Università di Milano),
Davide MAFFI (Università di Pavia).

17.00 Pausa caffè.

17.30 Presentazione del volume
Il Piemonte in età moderna. Linee storiografiche e prospettive di ricerca, a cura di Paola Bianchi.

Modera: Albina MALERBA (Centro Studi Piemontesi).
Intervengono: Enrico STUMPO (Università di Siena/Arezzo),
Gian Paolo ROMAGNANI (Università di Verona).


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Trovandomi a Torino il 1 dicembre
sarei lieto di incontrare magari altri consoci
(alcuni dei quali già avvisati privatamente)
e vedersi tutti insieme in occasione di questo importante
ed interessante seminario.

Cordiali saluti
Grimaldi
 

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