Passeggiando per vecchi ospedali - Napoli 23/03/2010
Vi segnalo quanto arrivatomi per mail:
23 marzo 2010 mostra - evento nel Cortile degli Incurabili:
Esposizione di libri e strumenti medici d’epoca
Concerto di musica barocca
Passeggiando per vecchi ospedali:
l’arte di guarire e… guarire con l’arte
In Napoli capitale si contano oltre centocinquanta ospedali e istituzioni benefiche. Molti di questi antichi ospedali sono oggi ancora funzionanti e rappresentano l'ossatura principale dell'attuale rete assistenziale napoletana (Pellegrini, Incurabili, Annunziata, Ascalesi, San Gennaro, Gesù e Maria); altri sono scomparsi (Ospedale della Cesarea, Ospedale della Pace, Ospedale Sant'Andrea, Ospedale San Francesco, Ospedale San Nicola al Molo, San Giacomo, Ospedale di Santa Maria della Fede… ).
Il binomio sanità-società e la storia del rapporto tra "salute" e "potere" aiutano a comprendere quanto la storia degli ospedali renda più trasparente la storia stessa della città.
Molti di questi siti sanitari sono monumenti d’arte: architetti e ad artigiani illustri coniugarono la bellezza alla funzionalità assistenziale.
Accanto a belle chiese esistevano vecchie corsie ove i percorsi della malattia del dolore hanno scritto la storia meno conosciuta ma più vera della città.
Tra queste vecchie mura fiorì una medicina che, partendo dalla lezione ippocratica e dallo sperimentalismo razionale coniugò umiltà, moderazione, rigore ed intuito militando il nome di scuola: “La Scuola Medica Napoletana”
Gennaro Rispoli
Primario chirurgo
Pres. Ass. “Il faro d’Ippocrate”
Per info e prenotazioni
info@ilfarodippocrate.it
http://www.ilfarodippocrate.it
Itinerari
I fermata
S. Giovanni al Mare: Annessa al baliaggio dell’Ordine dei Cavalieri di Malta nel XII secolo, la chiesa, nasconde un suggestivo interno a tre navate divise da colonne antiche di varia provenienza. L’altare maggiore e gli altari laterali risalgono al restauro del 1878.
S. Eligio al porto: Tra le prime fondazioni angioine a Napoli (1270), il complesso di Sant’Eligio includeva, oltre alla chiesa e ad un ospedale, un orfanotrofio ed un banco pubblico, annessi nel Cinquecento. Rimaneggiata nel Settecento e bombardata nell’ultima guerra, la chiesa ha recuperato le originali forme gotiche nel restauro novecentesco. Il lato ovest di piazza Mercato mostra ancora oggi il monumentale prospetto tardo-settecentesco del vecchio ospedale, di cui si conservano ancora due interessanti cortili con pilastri in piperno.
II fermata
S. Maria Egiziaca a Forcella e Ospedale Ascalesi: Del complesso monastico commissionato dalla regina Sancia nel 1342, sopravvive nelle sue splendide forme rimaneggiate nel XVI e poi ancora nel XVII secolo la splendida chiesa di Santa Egiziaca, al cui interno si conservano capolavori del Giordano e l’imponente altare del Ragozzino. Parte del monastero è stato adibito ad ospedale negli anni ’20 del secolo scorso.
Real Casa dell’ Annunziata : Protagonista della vita sociale e religiosa del Regno di Napoli a partire dal XIII secolo, in quanto fulcro delle attività assistenziali e caritatevoli collegate al coordinamento e allo sviluppo degli ordini religiosi di stretta affiliazione angioina, l’Annunziata rappresenta ancora oggi un connubio di arte e medicina: l’accesso all’ospedale attraverso il portale del Malvito, la Ruota degli Esposti, il magnifico Succorpo e i rimaneggiamenti eseguiti su disegno di Luigi e Carlo Vanvitelli nel Settecento costituiscono, insieme agli Incurabili, il monumento più significativo della storia dell’ edilizia ospedaliera napoletana
III fermata
S. Gennaro dei Poveri: Tra le principali istituzioni assistenziali realizzate dai vicerè spagnoli, deliberato dopo la peste del 1667 riutilizzando un antico monastero benedettino, trasformato in ospedale già nel XV secolo, è collegato da un lungo cortile alla chiesa di San Gennaro Extra Moenia, basilica paleocristiana rimaneggiata più volte che conserva il severo interno a tre navate di grandissima suggestione.
IV fermata
Real Santa Casa degli Incurabili: Fondato nel 1520 da Maria Lorenza Longo, è stato per secoli il più importante centro ospedaliero del Regno di Napoli. L’intero complesso custodisce tesori d’arte raccolti grazie a lasciti e donazioni susseguitisi dal Cinquecento in poi. Dal grandioso cortile si accede all’Arciconfraternita dei Bianchi della Giustizia ( impreziosita dagli affreschi di Beinaschi e De Matteis), alla chiesa di Santa Maria del Popolo (che, chiusa dal 1980, nasconde al suo interno opere di Giovanni da Nola, Girolamo D’Auria, Dioniso Lazzari, etc) e alla spettacolare Farmacia disegnata da D. A. Vaccaro, unica spezieria napoletana del ‘700 che, sopravvissuta integra, spicca per la coerenza degli apparati decorativi e per la rara integrità stilistica e cromatica.