
Quest'immagine, apparentemente

fuori tema, merita invece un
![cheers [cheers.gif]](./images/smilies/cheers.gif)
breve commentino, che l'amico Vezzano (presente ai fatti) potrà confermare e, se occorresse, meglio chiarire e precisare.
Si tratta di un episodio che dimostra, fra l'altro, come la
para-araldica possa nascere da un'occasione imprevista e felice.
Prima dell'incontro a Spilimbergo, i due co-relatori e un terzo amico araldista si sono incontrati nel capoluogo, Pordenone. Era mattina tardi.
Ovvio che i tre, accomunati dalla
fame di stemmi, non abbiano potuto fare a meno di pascersi di quanto la città friulana offriva loro: affreschi, sculture, sinopie presenti in quantità li hanno coinvolti in pieno! E l'esperta guida di Francesco Boni de Nobili "serviva" queste "pietanze araldiche" su un

piatto d'oro, nemmeno d'argento.
Ma stemman stemmando pare si sia fatto tardi... e impellente un'altra fame assaliva i tre. Che per placarla si rifugiarono nel primo locale libero trovato.
Sedutisi che furono, si accorsero d'essere in un ristorante dal nome (quanto meno!) "fatidico":
Al Cavaliere Perso... e loro, pur essendo cavalieri solo in senso

mooooolto larvato, bene o male si erano però
persi d'araldica di sicuro!
Ciononostante, ben presto la qualità della consumazione e l'affabilità di personale e proprietari li fecero ricredere; ed anzi, la simpatia della titolare (e una rapida osservazione alle pareti), li indussero a fine pasto a prendere una delle tovagliette di carta su cui avevano pranzato ed a decorarla, nel tentativo di produrre qualcosa di consono a ricambiare la simpatia.
Morale della favola: bastano tre amici veri, seduti in condivisione attorno a un tavolo da pranzo, per creare un clima felice e positivo... tanto più quando ne nasce un
para-stemma!!!
Bene

valete