Il cromosoma Y viene tramandato invariato di padre in figlio. Ogni uomo di sesso maschile eredita a sua volta il suo cromosoma Y solo ed esclusivamente dal padre.
Un confronto del DNA mitocondriale e del cromosoma Y in uomini con storie diverse, da ai genetisti un’idea di quando e dove questi gruppi si sarebbero suddivisi nelle varie migrazioni di popoli in giro per il mondo. Se confrontiamo ad esempio i cromosomi Y di europei ed aborigeni australiani, scopriremo delle differenze peculiari: gli aborigeni di sesso maschile sono frequentemente portatori di un cromosoma Y con una sequenza ben precisa in un punto del DNA. Non è possibile trovare questo marker, denominato M130, nei soggetti europei, ma se ne trova un altro, conosciuto come M89, che invece non è presente negli aborigeni. Invece, il marker M168 è riscontrabile in ambo i gruppi. E’ evidente che esistesse anche un progenitore di sesso maschile comune agli europei ed agli aborigeni, da cui deriva il marker M168. I suoi predecessori hanno però preso cammini diversi: gli uni si sono insediati in Asia sudorientale ed in Australia, mentre gli altri si sono avvicinati con il passare del tempo, in Europa. Una volta giunti alla fine dei contatti tra i gruppi, sono emerse ulteriori mutazioni casuali, che sono state trasmesse di generazione in generazione e che sono oggi osservabili solamente in una delle due popolazioni.
Aplogruppi del cromosoma Y
Riepilogo delle mutazioni che determinano i principali aplogruppi del cromosoma Y umano
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