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I padri che non sanno che il figlio non è loro sono il 2%

MessaggioInviato: mercoledì 4 novembre 2015, 19:09
da Alessio Bruno Bedini
Articolo molto interessante http://italiadallestero.info/archives/14900

Centinaia di padri cercano risposta a un dubbio atavico: “É veramente mio figlio?”

Un detto latino ricorda: “La madre è sempre sicura, il padre mai”


“É veramente mio figlio?” Questo atavico dubbio continua a tormentare molti padri, un timore che già dall’antichità i latini sintetizzavano così: “Mater semper certa est, pater numquam” . É il caso di un professore di 51 anni di Padova, nel nord Italia, che con un test di paternità comprato su internet quasi per gioco ha scoperto che i suoi due figli non erano biologicamente suoi. E c’è di più: erano di due padri diversi. Quello del professore di Padova non è un caso isolato. Come il suo sono sempre di più i padri italiani che si rivolgono a un laboratorio genetico per eseguire il test del DNA, un fenomeno che in Italia sta avendo un boom. Solo nei centri autorizzati sono stati eseguiti, senza nessun ordine motivato dal giudice, 3600 test nel 2011, il 15% in più rispetto al 2010. Grazie al moltiplicarsi delle offerte in rete, si fanno centinaia di esami del DNA. In 1 caso su 5, il padre è un altro.

Un’operazione semplice
Oggi quest’ analisi è diventata un’operazione estremamente semplice. Il prezzo oscilla tra i 300 e i 600 euro in centri riconosciuti, e meno di 150 euro su internet, con il rischio però di truffa tipico della rete. A casa arriva un kit con due tamponi per prelevare campioni di mucosa orale, o sangue, capelli, unghie, etc. Si inviano al laboratorio e in 4-5 giorni si riceve l’esito. Se le prove sono eseguite correttamente, l’affidabilità è del 99,9999% nel caso di conferma della paternità, e al 100% in caso contrario. In ogni caso il risultato del test dovrebbe essere chiarito da un genetista.
Quando si scoprono le sorprese, in 2 casi su 10 il timore viene confermato : non c’è relazione biologica tra padre e figlio. La madre quindi nascondeva un segreto. Si tratta di una percentuale solo relativamente alta (il 20% dei test effettuati rivelano una falsa paternità) in quanto chi fa il test già aveva un sospetto molto forte.

Il virus del dubbio
Le motivazioni che inducono a fare il test sono diverse: crisi della coppia, voler avere un certificato di paternità per allegarlo al testamento con il fine di evitare dispute ereditarie. Il 20% sono coppie di extracomunitari ai quali serve per il ricongiungimento familiare. Infine a volte sono gli stessi figli, intorno ai 30 anni, che decidono di fare il test.
I padri italiani che non sanno che il figlio non è loro sono il 2%, una percentuale che si alza al 9% in Francia.
Gli studiosi sostengono che questo boom di test del DNA è il riflesso del fatto che il virus del dubbio e della sfiducia si diffonde in questi momenti di crisi non solo nell’economia e nella politica, ma anche tra le coppie e in generale nelle relazioni umane.

Re: I padri che non sanno che il figlio non è loro sono il 2

MessaggioInviato: giovedì 5 novembre 2015, 8:42
da Tilius
U'operazione semplice...e illegale, senza l'esplicito consenso degli interessati?

Re: I padri che non sanno che il figlio non è loro sono il 2

MessaggioInviato: venerdì 6 novembre 2015, 21:34
da fabrizio guinzio
Per quanto ne sappia pratiche di questo tipo non hanno valore giuridico, sono solo un metodo di accertamento di una realtà biologica(in Svizzera il set per il test in franchi non supera la cinquantina di euro, in farmacia). Valenza giuridica hanno solo pratiche espletate in tribunale. Sono comunque conoscenze che sono emerse salvando numerose vite, una mia amica dopo un incidente automobilistico ha salvato l'esistenza di un figlio, pur incrinando il rapporto con il marito(lui non sapeva). Il tutto andrebbe trattato con una certa riservatezza e non emergere solo in caso di emergenza! Puoi fare tali test nell'ambito di ricerche genealogiche genetiche, senza offendere nessuna consorte, mia moglie gradirebbe che io accertassi l'origine genetica del casato maritale(le ipotesi sono:latini da Quintius, germani da Guinz, ebrei per la frequenza di prenomi ebraici, un ramo si è scelto il cognome d'Isacco).Ricordiamo anche che i Romani antichi dicevano anche qualis pater talis filius, che è un faro d'orientamento. E, come dice un collega dell'Esercito, comunque sia sono tutti nati in casa e degni d'amore; ma ciò non toglie che per motivi sanitari e quant'altro la vera origine andrebbe sempre documentata, oggi che è scientificamente possibile. Ciao,

Re: I padri che non sanno che il figlio non è loro sono il 2

MessaggioInviato: sabato 7 novembre 2015, 23:27
da Alessio Bruno Bedini
Tilius ha scritto:U'operazione semplice...e illegale, senza l'esplicito consenso degli interessati?


Ti riferisci al consenso dei minori?
In questo caso credo basti quello dei loro genitori.
Nel kit di FTDNA infatti ti fanno scrivere di chi è il DNA e in caso sia minore deve firmare il genitore.

Re: I padri che non sanno che il figlio non è loro sono il 2

MessaggioInviato: mercoledì 23 dicembre 2015, 9:44
da Nessuno
Comunque, avevo letto un articolo - non ricordo più dove - in cui si scrive che gli eventi di non paternità siano molto rari, specialmente nella nostra società. Il boom delle false paternità si è avuto solo recentemente in occidente. Al contrario, in altre realtà i casi sono molto alti.

Re: I padri che non sanno che il figlio non è loro sono il 2

MessaggioInviato: mercoledì 23 dicembre 2015, 11:11
da Alessio Bruno Bedini
Sicuramente fino a tempi molto recenti le donne hanno vissuto una situazione di segregazione diffusa, specie nei piccoli paesi dove il controllo sociale era per di più asfissiante. Penso in particolare ai piccoli paesi della Sicilia o della Calabria, realtà di cui ho ben contezza in età moderna.
Indubbiamente era difficoltoso concepire figli con altri uomini che non fossero il marito, senza che questi non se ne accorgesse.

Ciononostante ci sono alcuni indizi molto interessanti e penso ad esempio al progetto Calabria su FTDNA https://www.familytreedna.com/public/ca ... n=yresults
Se notate ci sono molte famiglie "storiche" di paesi come Gioiosa che pur portando cognomi diversi, con una storia familiare diversa, hanno praticamente lo stesso DNA.
Sono famiglie che hanno solamente una remota storia comune o c'è dell'altro ... molto più recentemente? ;)

Re: I padri che non sanno che il figlio non è loro sono il 2

MessaggioInviato: giovedì 22 febbraio 2018, 23:31
da Giovanni Maione
A rigore nemmeno il test yDNA può ritenersi una prova certa di fedeltà coniugale.
C'è una categoria di figli fuori matrimonio che sfugge anche a questo tipo di verifica genetica.
L'acronimo NPE andrebbe tradotto ed inteso in modo restrittivo, nel senso che un tradimento tra consanguinei (per esempio con il fratello del proprio marito), ipotesi per nulla remota, non lascerebbe traccia nel cromosoma Y.
La mia bisnonna, per esempio, rimasta vedova in gioventù durante la prima guerra mondiale, si risposò con il cognato celibe. Com'era in uso a quei tempi, almeno da queste parti.
Ora, pur in un ambito di legittimità, io dovrei avere lo stesso yDna della discendenza di seconde nozze.
Sempreché (visto che nulla è sicuro al 100%) il mio bisnonno ed il fratello fossero davvero figli dello stesso padre (e che non ci siano stati successivi NPE su una o entrambe le linee).

Re: I padri che non sanno che il figlio non è loro sono il 2

MessaggioInviato: sabato 3 marzo 2018, 13:23
da Alessio Bruno Bedini
Giovanni Maione ha scritto:A rigore nemmeno il test yDNA può ritenersi una prova certa di fedeltà coniugale.
C'è una categoria di figli fuori matrimonio che sfugge anche a questo tipo di verifica genetica.
L'acronimo NPE andrebbe tradotto ed inteso in modo restrittivo, nel senso che un tradimento tra consanguinei (per esempio con il fratello del proprio marito), ipotesi per nulla remota, non lascerebbe traccia nel cromosoma Y.
La mia bisnonna, per esempio, rimasta vedova in gioventù durante la prima guerra mondiale, si risposò con il cognato celibe. Com'era in uso a quei tempi, almeno da queste parti.
Ora, pur in un ambito di legittimità, io dovrei avere lo stesso yDna della discendenza di seconde nozze.
Sempreché (visto che nulla è sicuro al 100%) il mio bisnonno ed il fratello fossero davvero figli dello stesso padre (e che non ci siano stati successivi NPE su una o entrambe le linee).


Hai ragione sul fatto che il test YDNA non da la certezza di discendere da una determinata persona.
Però ti può dare la certezza di discendere da una determinata famiglia: tuo bisnonno o suo fratello poco cambia. Sempre da quel ceppo discendi.