L'Esercito svizzero ed i nastrini

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Re: L'Esercito svizzero ed i nastrini

Messaggioda nicolad72 » lunedì 3 febbraio 2014, 16:52

Cronista di Livonia ha scritto: truppe capitolate, ovvero prestate da uno degli Stati membri della vecchia Confederazione Elvetica ad altro sovrano in base a un trattato


Capitolate: il cui impiego è disciplinato da un capitolato ossia una serie di articoli che ne disciplinano le responsabilità, gli oneri, gli impieghi i fini, i premi e quant'altro possa essere utile.

Mercenari erano invece compagnie "private" oggi li chiameremmo contracror che offrivano i propri servigi a potenze straniere o interne.


L'esempio odierno di truppe capitolate sono le truppe che vengono impiegate sotto l'egida dell'ONU dai vari paesi... sono truppe appartenenti ad un particolare stato ma agiscono in nome e per conto e sotto le insegne di un altro ente.

Non è un caso che gli svizzeri vengano reclutati tra i soldati elvetici e non tra tutti cittadini elvetici.
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Re: L'Esercito svizzero ed i nastrini

Messaggioda Romegas » lunedì 3 febbraio 2014, 16:56

Caro Elmar, per "ciò che tramanda la storia" intendevo il fatto del mercenariato, che sostengo ci sia sempre anche se con dei capitolati, in quanto la difesa di una nazione dovrebbe essere fatta dai cittadini di quella nazione. Ben vengano stranieri, ma sono dei mercenari.
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Re: L'Esercito svizzero ed i nastrini

Messaggioda Elmar Lang » lunedì 3 febbraio 2014, 17:05

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Re: L'Esercito svizzero ed i nastrini

Messaggioda Cronista di Livonia » lunedì 3 febbraio 2014, 17:17

Ringrazio il nostro Amministratore per la richiesta di approfondimento. Di testi che trattano il servizio estero (Fremde Dienste) ve ne sono molti, alcuni anche abbastanza ostili, in genere di autori più "progressisti" che vedevano come svilente versare sangue svizzero per guerre fra stranieri o che vi vedevano un guadagno di glorie aristocratiche sulle vite dei soldati, fin troppo spesso dimenticando però le origini e le vere motivazioni del servizio estero.

Sulla differenza tra mercenari e truppe capitolate rimanderei all'articolo del Barone Edmondo Schimdt Mueller di Friedberg apparso sui numeri 60 e 61 di Vivant sia perché ben scritto, sia perché in italiano e facilmente accessibile a tutti (si trova in pdf su internet con breve ricerca google), la parte più rilevante per questa discussione è il paragrafo 3 della parte su n.60 di Vivant. Per chi poi masticasse di tedesco o di francese posso consigliare altri testi, ma da ordinarsi (quando rintracciabili) all'estero.

Comunque in sostanza la differenza è riassumibile, molto per grandi linee, su questi punti. I mercenari a singoli o unità si offrono per mero denaro a un qualche governo, senza alcun altro contratto se non quello tra il loro comandante (o se stessi) e il datore di lavoro che è contratto di diritto privato e sono soggetti alle norme imposte dal datore di lavoro.
I capitolati sono invece truppe prestate da uno Stato a un altro Stato sulla base di un trattato tra Stati, che ricade sotto il diritto internazionale pubblico. Le truppe appartengono allo Stato che le presta, che in caso di necessità di norma si riserva la facoltà di richiamarle in patria, ne impedisce l'impiego oltremare (sono infatti molto rari i casi di reggimenti svizzeri impiegati fuori dall'Europa), li sottopone ai propri ufficiali e regolamenti e impone il giuramento già citato di obbedire nell'ordine a 1.) Dio 2.) Le autorità statali svizzere (non federali, ma locali) 3.) i propri ufficiali 4.) il Re di francia, che veniva buon ultimo e che mai avrebbe accettato una tale situazione nei confronti di truppe mercenarie!

Come citato dal Barone Schmidt gli ultimi sette Principi Abati di San Gallo furono tutti insigniti del Collare del Supremo ordine della SS. Annunziata proprio in virtù di questa storica alleanza di lunga durata tra Piemonte e San Gallo.

Altri esempi di capitolazioni si ritrovano con i reggimenti al servizio del Re di Napoli e Sicilia (anche se queste capitolazioni, dette Tschuedische Kapitulationen differivano in alcuni dettagli da quelle standard, che erano quelle usate con la Francia e la Spagna). Si potrà parlare tecnicamente di mercenari solo nel caso dei Cacciatori esteri delle Due Sicilie (post 1854 quindi negli ultimi sprazzi del servizio estero) e nel caso di singoli che finiranno per arruolarsi nella Legione Straniera francese (parrebbe almeno sino alla Guerra d'Indocina). Quindi per oltre 300 anni, dalla pace perpetua di Friburgo con la Francia (1516) fin quasi allo scioglimento dei reggimenti svizzeri delle Due Sicilie (1849) la stragrande maggioranza delle truppe svizzere in servizio estero è stata composta da truppe capitolate e non già da mercenari.
Il libro di Paul de Valliere che tratta del servizio estero non a caso titola "Ehre und Treue" (Onore e Lealtà).
Cordialmente,

Il Cronista di Livonia

P.S. grazie Nicola ed Elmar Lang che mi hanno sinteticamente preceduto sulle Capitolazioni, spero che i riferimenti in più possano aiutare.
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Re: L'Esercito svizzero ed i nastrini

Messaggioda Elmar Lang » lunedì 3 febbraio 2014, 17:35

Contributi preziosissimi, che hanno approfondito la mia conoscenza, che è quella d'un semplice appassionato di storia.

Grazie sinceramente,

Enzo (E.L.)
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Re: L'Esercito svizzero ed i nastrini

Messaggioda Tilius » lunedì 3 febbraio 2014, 17:36

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Re: L'Esercito svizzero ed i nastrini

Messaggioda T.G.Cravarezza » lunedì 3 febbraio 2014, 17:39

Ti ringrazio Nicola per la spiegazione e grazie a Cronista per le ulteriori dettagliate informazioni (mi leggerò sicuramente il testo consigliato).
Avevo letto l'intervento precedente di Cronista e l'avevo anche compreso, ma pensavo ci fossero maggiori differenze. Effettivamente il paragone con l'Onu lo trovo un poco differente. l'Onu non è "altro Stato", ma è un'organizzazione di Stati che, in accordo tra loro, mettono in atto determinate azioni, tra cui quella di inviare dei soldati appartenenti alle singole nazioni sotto l'unica bandiera dell'Onu con uno specifico mandato.
Così come è totalmente differente un'alleanza tra due stati che combattono insieme una guerra, ognuno con le proprie Forze Armate (l'esempio precedente dell'Italia e Germania nella II guerra mondiale).
Così come ritengo sia differente anche il caso del Corpo delle Guardie Svizzere in Vaticano: è vero che sono nate anch'esse con un accordo tra Santa Sede e Svizzera, al pari degli accordi con altri Stati, ma oggi (come penso ieri) tale servizio non è rivolto ad uno stato estero qualsiasi, ma alla protezione del Sommo Pontefice ed infatti, mi pare, gli appartenenti devono anche essere battezzati, quindi non è un lavoro come un altro, un datore di lavoro come un altro.

Il caso dei militari svizzeri dispiegati in eserciti di altre nazioni, per quanto ci sia un "capitolato" tra lo stato richiedente e la Svizzera, per quanto ci siano dei giuramenti e quindi siano messi in gioco più che dei semplici denari e su questo non si discute, ritengo che di base si avvicini molto al mercenariato e, personalmente, sono più vicino all'opinione di Piero. Per carità, erano soldati svizzeri preparati dallo stato, combattevano per altri stati su mandato del proprio governo, quindi la differenza con i mercenari privati che combattevano per qualsiasi stato li pagasse, è evidente così come è evidente la presenza di giuramento e di onore che li poteva contraddistinguere dal semplice mercenario (oggi scriveremmo "contractor". Però essenzialmente anche i capitolati tra lo stato richiedente e la Svizzera non erano altro che "prestazioni di servizio dietro compenso": io Svizzera ti cedo un paio di miei reggimenti ed in cambio tu non mi invadi, mi paghi un indennizzo e mi sostieni i reggimenti che ti cedo.
Questo non inficia il valore militare di tali soldati né il loro valore patriottico (svolgevano un servizio per la loro patria e così facendo garantivano la prosperità della Svizzera e la sua sicurezza), però... mi lascia un poco di amaro in bocca, non so se mi sentirei di combattere ed eventualmente morire per un'altra nazione o un altro re (fatto salvo il Pontefice, ma ripeto, era un caso unico rispetto ai normali sovrani in quanto si inseriva anche la componente spirituale), pur essendo al servizio della mia Patria e sapendo che tale servizio va a suo beneficio, seppur di ritorno.

Riguardo all'Esercito svizzero oggi, non ritengo che la preparazione e la capacità di un esercito si valuti solamente da quante guerre ha fatto. Si può stare in pace per decenni, ma avere un esercito altamente addestrato e preparato, così come si può essere in continua guerra (vedasi molti stati africani) e non avere soldati capaci e professionali.
La discriminante, semmai, è tra l'avere un esercito di professionisti ed un esercito di riservisti. Ritengo che un esercito di riservisti sia meno preparato di un esercito professionale, per quanto i riservisti ci mettano cuore e volontà nell'addestramento. E' inevitabile che certi automatismi necessari per svolgere bene un determinato lavoro si acquisiscano solamente con la continua pratica. Se svolgo tali attività solo di tanto in tanto (ogni due o tre mesi, o addirittura solo poche volte l'anno) è inevitabile che siano meno immediate che per una persona che si addestra quotidianamente.
Poi ovviamente ci sono casi eccezionali come l'Esercito israeliano, ma lì si tratta di un addestramento continuo, purtroppo per loro, da parte dei riservisti e quindi mal si raffronta ad un esercito in pace.
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Re: L'Esercito svizzero ed i nastrini

Messaggioda Elmar Lang » lunedì 3 febbraio 2014, 17:40

Bel dipinto!

Pare già di scorgervi robusti "Katzbalger"...

Cito dal Collega T.G. Cravarezza: "...non so se mi sentirei di combattere ed eventualmente morire per un'altra nazione o un altro re...": senza voler essere tacciato nuovamente di filo-svizzero o quasi quasi di "mercenario al soldo di Berna", direi che forse, con i trattati che la Svizzera sottoscrisse con grandi Potenze Europee ed il conseguente affidamento di loro truppe, quell'antica Repubblica Federata dimostrò un certo spirito "Europeo", partecipando anche ai "campeggiamenti" che quelle potenze ebbero in Europa.

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Re: L'Esercito svizzero ed i nastrini

Messaggioda Cronista di Livonia » lunedì 3 febbraio 2014, 18:34

Ringrazio Elmar Lang e Tomaso Cravarezza, purtroppo non riesco a vedere l'immagine di Tilius anche se dato il commento di Elmar Lang me la andrò a vedere su un altro computer.

I Capitolati sono sostanzialmente truppe alleate che combattono per un Stato senza che il suo alleato debba entrare in guerra anche lui.

Altro elemento distintivo delle truppe svizzere era l'uniforme rossa comune a quasi tutti i reggimenti svizzeri e quindi vera uniforme nazionale sotto la quale combattevano. Esiste anche un episodio sugli svizzeri e l'uniforme rossa a Rosbach, ma non ritrovo la fonte, lo citerò una volta ritrovata.
Altri eventuali dettagli a una giornata con un pò più di tempo per recuperarli.
Cordialmente,

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Re: L'Esercito svizzero ed i nastrini

Messaggioda Montenotte » lunedì 3 febbraio 2014, 18:36

Il Service Historique de l’Armée de Terre (SHAT) ha realizzato un interessante, e agevole da leggere, studio sulla storia dei reggimenti svizzeri al servizio della Francia.

Nel giudizio finale, di questo Istituto, sicuramente imparziale, si legge:

Durant trois siècles, l’emploi de troupes suisses au service de la
France avait revêtu une signification autant politique que militaire. Pour
la France il fut un moyen de s’attacher le corps helvétique et de faire
prévaloir dans cette région l’influence française. Mais l’alliance jouait à
double sens : les Suisses trouvèrent dans l’engagement de leurs soldats
un moyen d’influer sur leur puissant voisin.
D’un point de vue strictement militaire, l’intérêt des troupes suisses
a toujours dépassé leur importance numérique – 15 000 hommes environ
aux époques les plus fastes. Troupes sûres, les régiments suisses
comptèrent parmi les plus fidèles soutiens militaires des régimes en
place, voire les derniers dans les moments les plus difficiles. Troupes
d’élites dotées d’un solide esprit de corps, les régiments suisses figurèrent
au nombre des meilleures de l’infanterie.

Lo studio completo http://www.servicehistorique.sga.defens ... 9_0001.pdf
When you have eliminated the impossible, whatever remains, however improbable, must be the truth.
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Re: L'Esercito svizzero ed i nastrini

Messaggioda Elmar Lang » lunedì 3 febbraio 2014, 18:46

Eh, si, decisamente la Confederazione sa dare il meglio di sé con la cioccolata, le Ricola, i cucù e gli orologi...

I loro militari? Semplici mercenari, al soldo degli interessi delle banche!

Bah...
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Re: L'Esercito svizzero ed i nastrini

Messaggioda Romegas » lunedì 3 febbraio 2014, 19:01

Caro Elmar, se la vuoi buttare in "caciara", come si dice a Roma, fallo pure, ma mi astengo dai commenti.
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Re: L'Esercito svizzero ed i nastrini

Messaggioda Elmar Lang » lunedì 3 febbraio 2014, 19:07

ah ecco: ora sono io a "buttarla in caciara".

Vera "art de retourner l'omelette".

Chapeau!
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Re: L'Esercito svizzero ed i nastrini

Messaggioda Tilius » lunedì 3 febbraio 2014, 19:31

Visto che il riferimento figurativo non se lo fila nessuno, magari andrà meglio con quello letterario. :D

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Messaggioda Pantheon » lunedì 3 febbraio 2014, 19:53

E infine vidi la luce... Mirabilia di Tilius di "adjana"memoria ! [jump.gif]
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