"la Città di Salerno Cronaca
Falsi soccorsi ai terremotati Encomi revocati a 64 persone
Figuravano nell’elenco dei volontari intervenuti all’Aquila e a Campobasso. Marcia indietro del capo della protezione civile Gabrielli dopo le verifiche encomi terremoto . .Avevano ricevuto la pubblica benemerenza di protezione civile per aver prestato soccorso durante il sisma di Campobasso e quello dell’Aquila 2009. Peccato che non avessero mai partecipato ai soccorsi, ottenendo la benemerenza sulla base di false attestazioni di associazioni come la Croce Rossa Italiana e l’Unione nazionale ufficiali in congedo, che nulla sapevano.
La benemerenza era stata loro concessa poiché inseriti falsamente negli elenchi che le due associazioni avevano trasmesso a Roma per ottenere un encomio per altri volontari. Due fratelli di Salerno sono finiti nei guai, C. C. e V. C., rispettivamente di 34 e 40 anni, denunciati per truffa e falso in atto pubblico dalla Procura di Napoli. Stesso trattamento per altri 26 campani, volontari fasulli di Maddaloni, Arzano, Napoli, Piedimonte Matese, Frattamaggiore e Cantalupo del Sannio. Nel totale sono 64 i falsi volontari, tutti residenti in Campania, Puglia, Basilicata, Sicilia, Molise e Lazio a cui il capodipartimento della protezione civile Franco Gabrielli ha revocato le benemerenze ricevute, radiandoli dall’albo delle stesse a cui non potranno mai più accedere. L’indagine, che poi ha portato alla revoca da parte della protezione civile romana, è partita proprio dalla Procura della Repubblica di Napoli che voleva vederci chiaro su alcune referenze presentate da un napoletano di 59 anni Antonio Libonati per la partecipazione ad un concorso pubblico finito sott’inchiesta. Lo stesso nel curriculum vitae aveva inserito ben due benemerenze, una ricevuta per il soccorso prestato durante il sisma del Molise e l’altra per il sisma dell’Abbruzzo. Il Dipartimento di protezione civile si è subito attivato ed ha effettuato le verifiche.
Dall’elenco delle benemerenze concesse, risultava che lo stesso era stato inserito nell’elenco della Croce Rossa di Napoli - in congedo - e dell’Unione nazionale ufficiali d’Italia sede di Napoli. Ma il dipartimento ha attuato anche un’altra verifica. Le associazioni interessate sono state interpellate sulla effettiva presenza nel loro organico del napoletano. È questa ulteriore attività di indagine ha permesso di scoprire che Libonati non era socio né dell’una né dell’altra associazione, nel cui elenco era stato falsamente inserito, forse con la complicità di qualcuno esterno ed estraneo alle associazioni di volontariato. A questo punto è sorto il dubbio.
In seguito a una ricerca, il Dipartimento aveva notato che la maggior parte dei benemeriti provenivano dalle due associazioni. Dunque sono scattate le indagini per verificare se falsi volontari avevano ottenuto benemerenze senza alcun diritto. Dopo un lavoro approfondito, Protezione civile e Procura hanno scoperto un sistema di false attestazioni quale presupposto della concessione delle benemerenze, che vedeva utilizzare sempre le due associazioni come tramite. Le indagini hanno portato a scovare 26 falsi volontari campani, che si dicevano essere soci delle due associazioni.
Dunque i sospetti sono cresciuti a dismisura fino a indagare in altre regioni del Sud altri volontari della Croce Rossa e dell’unione ufficiali che avevano ricevuto benemerenze. L’attività investigativa delle procure distrettuali delle regioni interessate ha consentito di risalire a 64 persone. Sulla Gazzetta Ufficiale del 12 luglio è stato pubblicato il decreto di revoca delle benemerenze".
Quindi io ed ALTRI, che il 6 ed il 7 aprile , abbiamo dormito in piena notte, dopo 9 ore di duro lavoro, per terra in mezzo al nevischio, nel Campo di Rugby di L'Aquila, siamo dei fessi.
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