da vezzano » lunedì 21 settembre 2009, 14:36
Aggiungo alcune notizie relative al canavese Dario Chiaradia:
Medaglia d’oro al valor militare (Càneva di Sacile, 1901 – Fronte russo, 1943). Uscito sottotenente dalla Scuola allievi ufficiali di complemento del Corpo d’Armata di Verona, fu assegnato all’8° Reggimento alpini. Congedatosi, conseguì l’abilitazione magistrale e il diploma di segretario comunale. Per molti anni resse l’ufficio di vice segretario del Comune di Sacile. All’entrata in guerra dell’Italia nel secondo conflitto mondiale, il Chiaradia si sottopose a un intervento chirurgico pur di essere richiamato e il 6 aprile 1941, col grado di capitano, fu assegnato al Battaglione “Cividale” dell’8° alpini che raggiunse in Albania. Rimpatriato col reparto l’anno dopo, nell’agosto 1942 partiva col reggimento per la Russia al comando della XX compagnia. Ferito il 5 gennaio 1943, moriva il giorno dopo. Fu decorato di medaglia d’oro al valor militare con la seguente motivazione:
“Volontario nella campagna di Grecia, chiedeva insistentemente di poter partire per la Russia al comando di una compagnia alpina. Animatore di uomini, sapeva forgiare il suo reparto al suo entusiasmo, alla sua fede, alla sua ansia di combattere per la maggior gloria d’Italia. Durante un violentissimo attacco nemico, vista cadere in mano avversaria una quota di vitale importanza per il nostro schieramento, raccolti parte degli uomini del suo reparto, decisamente si lanciava al contrassalto incurante del micidiale fuoco di armi automatiche, di mortai e di artiglierie avversarie, risalendo alla testa dei suoi alpini, galvanizzati da tanto esempio, la martoriata quota, strappandola al nemico. Per più ore si faceva animatore dell’eroica difesa della posizione contro la violenta reazione del nemico, alpino tra i suoi alpini, ai quali infondeva il suo spirito aggressivo, il suo cosciente sprezzo del pericolo, la sua tenacia, la sua incrollabile volontà di vittoria. Il giorno successivo ritornava all’assalto della medesima quota, riuscendo nuovamente a conquistarla. Colpito mortalmente, con la visione del nemico in fuga, rifiutava ogni soccorso, preoccupandosi soltanto dei suoi alpini, per i quali aveva ancora nobili parole di incitamento, di ardente fede. Magnifica figura di eroico soldato d’Italia”.
Quota Cividale sul Nowo Kalitwa, fronte russo, 4–5 gennaio 1943.
Nel 1970 gli è stata intitolata una strada a Pordenone.
Francesco Boni de Nobili
pro fortis hasta dea