da Maria Lutazi » sabato 7 luglio 2012, 21:00
Caro Stefano 86,
mi dispiace per il ritardo con cui ti rispondo ma solo da poco ho letto le tue domande; spero, comunque, di poterti essere di una qualche utilità, seppur tardiva.
L'antica famiglia Bonafaccia di Cittaducale non è estinta. La madre di mio marito, Maria Adelia Bonafaccia aveva una sorella e tre fratelli. Uno, Paolo, è morto nel 1949 senza figli, mentre Maria Adelia stessa e gli altri tre fratelli hanno avuto tutti dei figli ancora viventi.
I due più importanti palazzi di Cittaducale che si trovano nella piazza principale del paese ( piazza del Popolo) erano ambedue di proprietà della famiglia Bonafaccia, compreso quello sopra la farmacia del paese che, impropriamente, viene spesso chiamato palazzo Maoli. Il più antico dei due palazzi era di proprietà del nonno di mio marito, Mario Bonafaccia, nipote di Luigi Bonafaccia, proprietario di ambedue i palazzi. Luigi, aveva avuto tre figli: Giulio, Cesare, Augusto. Il nonno di mio marito, padre di Maria Adelia, era figlio di Augusto Bonafaccia. Anita Bonafaccia, cugina del nonno di mio marito, era figlia di Giulio Bonafaccia, ed ha ereditato la proprietà del secondo palazzo più recente, cioè del secolo XVIII. Questo palazzo più recente, ora venduto, venne costruito come palazzo di rappresentanza ad angolo della più antica dimora dei Bonafaccia (del XV-XVIsecolo). Il palazzo più antico è stato venduto dopo la morte del nonno di mio marito, avvenuta nel 1962.
Maoli era semplicemente il consorte di Anita Bonafaccia. Non mi risulta che i Maoli fossero una famiglia nobile. So che il marito di Anita era uomo molto ricco, di ricchezza non antica, ed originario del vicino paese di Antrodoco.
I nipoti di Anita, come quelli di Mario, sono ancora viventi.
Per quanto riguarda il re di Napoli non so se venisse usualmente ospitato a Cittaducale dai Bonafaccia; per certo sono a conoscenza che ha dimorato nel loro palazzo di rappresentanza. Fino agli anni sessanta era ancora conservata nell’abitazione di Anita Bonafaccia la stanza in cui Ferdinando II di Borbone aveva dormito.
Per quanto concerne il vescovo di Ortona, Carlo Bonafaccia, ti posso, al momento, solo dire che lo stemma del vescovo è lo stesso della famiglia Bonafaccia, come presente nella facciata di ambedue i palazzi di cui sopra.
Nota bene che in Cittaducale c’erano, e forse ci sono ancora, altre famiglie con lo stesso cognome Bonafaccia, che, per quanto ne so, non hanno mai avuto alcun grado di parentela con la famiglia materna di mio marito di cui abbiamo parlato, né alcun collegamento con i palazzi sopra citati.
Ti saluto con molta cordialità.
Mariuccia