vdaurelio ha scritto:Caro Amico salentino,
la ricostruzione delle proprie origini e dunque della propria storia non può fare a meno di alcune supposizioni che devono essere approfondite talmente tanto sino a giungere alla dimostrazione storica di ciò che si è "supposto". L'omonimia è uno dei molteplici aspetti che caratterizzano le forme cognominiali italiane ed in particolare quando ci si trova davanti a cognomi patronimici, quali potrebbe essere il Tommasi strettamente derivante da Tommaso alias Thomaso. Come scrive il buon De Bellis alcune forme cognominiali simili furono ascritte alla nobiltà barese ed è giusto che tu approfondisca le tue origini alla ricerca di un probabile collegamento ma, è pure giusto, quello che scrive l'amico Riccardo ossia che alcune ipotesi vanno scartate all'origine in quando si fondano su diverse e mere ipotesi difficilmente dimostrabili. Io ho un po' letto e girovagato per gli archivi cercando di conoscere i miei antenati e posso dirti che approfondire il ramo campano non è poi un'assurdità in quanto tantissime famiglie nobili napoletani, iscritte ai seggi di Capua, quali Protonobilissimo, Caracciolo, Pignatelli (forse) e via dicendo sino a Capece e Orsini si impiantarono in questa fantastica Terra come feudatari al seguito dei re Angioini e Aragonesi. Precisamente nel XIV - XV secolo molte famiglie sia napoletane che baresi scesero nel Salento meridionale e qui si fermarono per via dei loro commerci legati ai prodotti oleari e tessili, altri invece come ti ho scritto furono feudatari in quanto ricevettero queste terre in dono quali Protonobilissimo e per esempio i Capece detti poi di Lecce.
I Tomasi di Gallipoli certamente fanno parte di una nobilissima famiglia salentina e credo che gli attuali esponenti siano gli amministratori di una delle più importanti società energetiche e turistiche della zona. Non sarebbe difficile raccogliere presso queste persone qualunque documento che possa ricostruire qualcosa del loro passato (erano nobili e i documenti quindi esistono certamente). Da qui si ripercorrerà l'albero genealogico in modo ascendente sino ad arrivare almeno al XVIII sec. Man mano che si cerca usciranno fuori talmente tante informazioni che sarà davvero semplice capire se si tratta di un ceppo "autoctono" o importato. Ti dico comunque che secondo me si tratta di un ceppo importante da non confondere con altri omonimi salentini.
Saluti
Caro Aurelio,
mi permetto di darti del tu come hai fatto con me, ti ringrazio per il tuo messaggio e per il relativo incoraggiamento, ma voglio dirti che non sono salentino ma napoletano, ed ho di LEcce e di quel po di Salento che ho visto un bel ricordo, e spero di avere un'altra occasione di ritornarci e goderne ancora di quel fascino, perchè la Puglia ed il Salento in particolare, non sono belli ma affascinanti.
Sto scrivendo un saggio sui Tomasi di Capua, i quali vi giunsero nel '400 provenienti da Siena, e dei quali sospettavo una ramificazione pugliese oltre quella siciliana, ma le mie supposizioni probabilmente non hanno basi certe, e forse eliminerò il capitolo in questione.
Saluti Teo