Pagina 1 di 1
I Redaelli e uno stato d'anime

Inviato:
venerdì 10 ottobre 2008, 15:10
da M.Brivio
Cari amici del forum,
spulciando uno stato d'anime del 1577 ho trovato la seguente situazione:
Dno Cesare Redaello di anni 22
Dna Antonia sua moglie di anni 20
Dno Diamante di anni 20
Dna Laura di anni 16
Isabella di anni X
Lianora di anni 2 (?)
Gio. Batta di anni 14
tutti fratelli tra loro tranne Dna Antonia...
Qualcuno mi saprebbe spiegare perchè ai primi dell'elenco viene attribuito il titolo di domino o domina, mentre gli ultimi no, pur essendo della stessa famiglia? Si tratta di un limite d'età?
Inoltre, se erano appellati con quel titolo, possono essere considerati nobili? Se sì, Nobili di cosa (visto che lo status animarum di Montevecchia non lo riporta)?
Grazie della disponibilità
Re: I Redaelli e uno stato d'anime

Inviato:
venerdì 10 ottobre 2008, 17:23
da vdaurelio
Caro Marco,
molto probabilmente lo status di nobile era soltanto riconosciuto a quei familiari. Gli altri non erano nobili o per lo meno non erano riconosciuti nobili. Questo si giustifica nel fatto che non fosse una nobiltà trasmissibile bensì unicamente legata al titolare. Un po' come la nobiltà di doga, il figlio del notaro "don" non aveva la qualifica di don del padre. Penso sia così.
Saluti
Re: I Redaelli e uno stato d'anime

Inviato:
sabato 11 ottobre 2008, 12:22
da M.Brivio
Caro Vincenzo,
grazie dell'aiuto...comunque sia indagherò di più su questi Redaelli!
Saluti
Re: I Redaelli e uno stato d'anime

Inviato:
lunedì 13 ottobre 2008, 10:07
da Franz Joseph von Trotta
Per la mia esperienza in casi similari, in area piuttosto prossima a quella qui indicata (ricordiamo che i Redaelli appartengono al celebre ceppo brianzolo dei Re da Ello) spesso era la più giovane età dei membri della famiglia a far si che non gli venisse attribuito il titolo di distinzione di dominus/domina negli stati d'anime. Come si vede sono i bambini e il più giovane adoloscente ad non avere questa qualifica.
Nel caso la distinzione di "dominus" a quell'epoca è certo indicativa di una sorta di nobiltà generica non titolata;alle famiglie di nobiltà più elevata e/o titolata anche ai minori ed agli infanti veniva attribuito il titolo distintivo.
In ogni caso non si ricorderà mai abbastanza come il caso specifico debba essere collegato alla sua realtà geografica e temporale.
Saluti
FJVT
Re: I Redaelli e uno stato d'anime

Inviato:
lunedì 13 ottobre 2008, 11:51
da RFVS
concordo in toto!

Re: I Redaelli e uno stato d'anime

Inviato:
lunedì 13 ottobre 2008, 15:56
da M.Brivio
Caro FJVT,
per caso ha qualche informazione in più riguardo questi Re Da Ello?
Grazie della disponibilità
Re: I Redaelli e uno stato d'anime

Inviato:
martedì 14 ottobre 2008, 9:06
da Franz Joseph von Trotta
Caro Brivio,
premesso che il cognome è uno di quei bei gentilizi che "sanno" subito di Brianza e Lombardia, a memoria, quel poco che Le posso anticipare è che il cognome è un'evoluzione dei Re/Regibus da Ello che, a loro volta, sembrerebbero essere una branca dei "De Aello" o "De Ello" antichi vassalli dei Capitanei di Oggiono noti almeno dal 1288 il cui emblema compare nei più rilevanti stemmari lombardi Carpani e Trivulziano. Questo si può supporre anche dallo stemma del Trivulziano che all'antico scaglionato dei "De Aello" aggiunge una corona regale dettaglio parlante che annuncia la nuova denominazione dei Re (da Ello).
Stirpe dallo stipite antichissimo e nobile quindi e, si può supporre, molto ramificata, i cui nomi - come nel suo caso - compaiono frequentemente distinti dai titoli onorifici di "dominus" e "messer".
Le consiglio di dare un'occhiata a repertori e compilazioni storico-genealogiche brianzole ove, data la rilevanza della stirpe, non potrà non trovare notizie a loro dedicate.
Buon lavoro,
FJVT
Re: I Redaelli e uno stato d'anime

Inviato:
martedì 14 ottobre 2008, 16:28
da M.Brivio
Grazie delle informazioni,
Cordiali saluti,
Marco Brivio