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"Fovea" nelle Marche

MessaggioInviato: mercoledì 24 settembre 2008, 17:45
da Alessio Bruno Bedini
Nel 1559 il mio antenato Pandolfo Guidi comprò nel territorio di Corinaldo una "fovea".
Ne abbiamo discusso qui viewtopic.php?f=3&t=2744

Cos'era esattamente nel '500 questa "fovea" acquistata nelle Marche?

Ho trovato da qualche parte che era una fossa usata per immagazzinare cereali.

Re: "Fovea" nelle Marche

MessaggioInviato: mercoledì 24 settembre 2008, 20:55
da RFVS
sì, direi proprio che la fovea fosse una sorta di cavità/fossa/cisterna per l'immagazzinamento del frumento, del grano, dei cereali e granaglie in genere.
Il suo significato in latino era appunto buca, fossa. :wink:

Re: "Fovea" nelle Marche

MessaggioInviato: mercoledì 24 settembre 2008, 22:05
da lucia lopriore
Confermo quanto affermato da Riccardo. :wink: :wink:
Anche le origini del toponimo relativo alla mia città, Foggia, derivano da fovea che, appunto, significa fossa. :D :D
Questo perché Foggia era doviziosamente fornita di fosse per riporre i cereali. :D :D
Saluti,
Lucia.

Re: "Fovea" nelle Marche

MessaggioInviato: giovedì 18 dicembre 2014, 11:32
da Alessio Bruno Bedini
Sulle fosse nel foggiano ho trovato questa interessante pagina su WP http://it.wikipedia.org/wiki/Piano_dell ... _del_Grano

La fossa aveva una capacità media di circa 500/1000 quintali. Le pareti interne erano rivestite in pietra come il pavimento o in mattoni.
L'imbocco sfiorava la superficie, ed è di forma circolare.
Le dimensioni delle fosse seguivano misure standard, di solito avevano un profondità di 5 metri ed un diametro di 4,5 metri mentre l'imboccatura invece misurava 1,25 metri.
Esternamente le Fosse presentano un cordolo in pietra locale che ne delimitava l'apertura e che la proteggeva dalle infiltrazioni di acqua piovana.
La Fossa infine era chiusa da assi di legno a loro volta ricoperte da un cumulo di terra per far defluire l'acqua piovana.

Immagine

Dunque se questo mio antenato comprò una fossa nel territorio di Corinaldo significava che aveva anche terreni coltivati a cereali in quella zona.
Altrimenti perché comprare la fossa per riporre il grano?
Le terre dovevano anche essere molte per rendere almeno 500 quintali.
Inoltre doveva avere a sua disposizione alcuni operai sia per le operazioni di coltura sia per lo sfossamento che era un operazione complessa.

Ho ancora molto da cercare in archivio ad Ancona...

Re: "Fovea" nelle Marche

MessaggioInviato: venerdì 19 dicembre 2014, 18:12
da RFVS
Che tu abbia ancora da cercare è fuor di dubbio ;)

Hai vagliato l'ipotesi che il tuo antenato possa aver comprato la fossa anche senza avere i terreni, ma "solo" per poi far pagare un tot a coloro che avevano le terre coltivate ma non i locali dove stivare il raccolto?

Re: "Fovea" nelle Marche

MessaggioInviato: venerdì 19 dicembre 2014, 18:34
da Alessio Bruno Bedini
Devo indagare.
Il mio antenato compra la fossa insieme a suo fratello.
Leggendo meglio l'atto mi sembra che il venditore sia definito "cona(tus)" di questo fratello.

Dunque: due fratelli originari di Monte Novo (oggi Ostra Vetere), poi il piccolo sposa una donna di Corinaldo e insieme comprano una fossa dal fratello di lei.
Perché il fratello di lei gli vende la fossa? Forse faceva parte della dote della sorella?
In questo caso però non dovrebbe entrarci il mio antenato.

Per quanto riguarda l'affittare la fossa non mi sembra un idea troppo perseguibile perché in genere i contadini tendevano a tenere per se il grano.
Non ho mai sentito che si potesse affidare a qualcuno.
Era un bene troppo prezioso per darlo ad altri.
Penso piuttosto che il mio antenato commerciava grano anche se non prodotto tutto da lui e la sua famiglia.

Il mio antenato tra l'altro entro pochi anni si trasferì a Montalboddo (oggi Ostra) dove fece testamento nel 1591.
Questi tre comuni sono tutti attaccati in una forma di triangolo.
Probabilmente dunque lasciò la fossa al fratello.