da alfabravo » giovedì 11 settembre 2008, 11:07
Dall’Enciclopedia storico nobiliare italiana di V. Spreti
Degli Anguissola di Vigolzone, discendenti da RICCARDO, oltre BERNARDO, LANCILLOTTO, PIETRO, GIAN CARLO, che si distinsero al servizio dei duchi di Milano, da cui ebbero l’investitura dei loro feudi, un GIOVANNI ottenne nel 1450 il cingolo militare dalle mani del duca Galeazzo Maria Sforza
I fratelli TOMMASO, FRANCESCO, NICOLO’ ebbero da Luigi XII riconfermati i loro diritti e possessi: “propter familiare dignitatem et generis nobilitatem” (1511)
NICOLO’ fu camerlengo si SR Chiesa
GALVANO di Teodosio fu al servizio della Spagna, accompagnò Filippo II nel suo viaggio nuziale in Inghilterra e morì condottiero di fanteria alle Gerbe.
Con atto del notaio piacentino Alessandro Orsi del 14 agosto 1509 ALESANDRO di Vigolzone , che si distinse molto alla battaglia di Lepanto con Alessandro Farnese, cui aveva seguito con i figli GALVANO e CARLO in Fiandra, ebbe dal duca Ranuzio I l’investitura del feudo di Grazzano Maiano Varano eretto in marchesato per se e figli e discendenti maschi. Questo feudo, insieme con quello di Riva, apparteneva a quel GIOVANNI Anguissola resosi tristemente famoso per aver ordito la congiura contro il duca Pier Luigi Farnese (1547); da esso Ottavio Farnese l’aveva comprato, dopo che Giovanni erasi rifugiato a Milano, perseguitato e scomunicato.
Un fratello di Giovanni era morto nel 1541 combattendo con il duca Pier Luigi contro i colonnesi e la sorella CATTARINA aveva sposato Luigi Gonzaga di Castegoffredo, da cui ebbe Ferrante, padre di san Luigi.
E’ noto come il pugnalatore del figlio di Paolo III ricevà il titolo di senatore milanese, fu governatore di Como, ebbe il general comando delle genti del Re Filippo in soccorso di Carlo IX, scacciò dal Delfinato il principe di Condè, si rese temuto agli ugonotti e fabbricò sul lago di Como ove morì, la superba villa detta la Pliniana.
CARLO, fratello di Alessandro ricordato, lasciò erede di Grazzano, GALVANO II, mentre il feudo di Vigolzone passò a GIOVANNI BATTISTA, terzo figlio di Alessandro I, e per ONOFRIO, di lui figlio, il duca Ranuzio II Farnese, con atto 21 ottobre 1654 (rog. del cancelliere camerale Bartolomeo Chiappino), eresse il feudo di Vigolzone in contea per lui, pei figli e discendenti maschi.
La primogenitura , che Alessandro il 2 aprile 1598, aveva istituito a favore del detto Galvano suo figlio sui beni di Grazzano, con sostituzione dei secondogeniti in mancanza della linea primogeniale, si è estinta nel 1890 con la morte del marchese RANUZIO FILIPPO, benemerito agricoltore, passando i beni suoi alla madre marchesa Fanny nata Visconti Litta di Modrone.
Dei marchesi di Grazzano si ricordano le notevoli imprese nelle Fiandre,
GALVANO che ebbe poi il comando delle armi ducali in patria da Margherita Farnese
LODOVICO,protonotario apostolico, nunzio in Transilvania e in Francia
GIOVANNI BATTISTA accompagnò il duca Ranuccio Farnese alla guerra d’Algeri
monsignor GIOVANBATTISTA, protonotario apostolico (1679) governatore di Macerata poi della Marca d’Ancona
GIOVANNI BATTISTA fu membro della Reggenza del Ducato di Parma nel 1814 e uomo di molta e varia erudizione, pubblicò in patria “Le effemeridi storico piacentine dal 1804 al 1846”.
BATOLOMEO e GIOVANNI FRANCESCO Anguissola, che, come dicemmo, acquistarono nel 1460 il feudo di Podenzano, furono investiti con diploma di Bona e Gian Galeazzo datato 1 dicembre 1477, del feudo stesso col titolo di conte di Podenzano e Ville con trasmissione mascolina. Il conte GIOVANNI di Gian Francesco ebbe confermati i suoi diritti da Luigi XII (17 novembre 1511) su metà delle terre di Montechiaro, e aggiunse agli Stati paterni il feudo di Rustigasso: GIROLAMO sostenne varie ambascerie per Ranuccio I Farnese a Clemente VIII, al Duca di Savoia, al Duca di Baviera; RANUZIO (+ 1881), patriota, nel 1848 fece parte dell’assemblea che decise dell’annessione del Ducato di Piacenza al Piemonte ; rappresentò il collegio di Rivergaro nell’VIII Legislatura; beneficò generosamente l’Ospizio Vittorio Emanuele della città natale; GIROLAMO III, avendo sposato Margherita Scotti, figlia unica del conte Ranuzio, acquistò per testamento del suocero (1741) il diritto di aggiungere al proprio il cognome Scotti, disposizione approvata dal Tribunale di Piacenza con sentenza del 31 marzo 1902; riconosciuta dalla Consulta Araldica nel 1903.
La famiglia inquartò il proprios temma con quello Scotti, cioè 2’ e 3’ d’azzurro alla banda accompagnata da due stelle, il tutto d’argento.
Distinti saluti da Ritter e benvenuto tra noi