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Emancipazione

MessaggioInviato: domenica 29 giugno 2008, 0:29
da ilvicerè
Cari amici,
cos'era esattamente l'emancipazione o liberazione dalla patria potestà, stipulata tramite atto notarile e concessa da un padre del XVII secolo, ad una figlia, già "maritata" ma a letto inferma,e praticamente agonizzante? E perche, come premio di questa emancipazione il padre dona alla figlia un anello d'oro con un rubino?

Grazie mille

Re: Emancipazione

MessaggioInviato: domenica 29 giugno 2008, 0:57
da Alessio Bruno Bedini
ilvicerè ha scritto:Cari amici,
cos'era esattamente l'emancipazione o liberazione dalla patria potestà, stipulata tramite atto notarile e concessa da un padre del XVII secolo, ad una figlia, già "maritata" ma a letto inferma,e praticamente agonizzante? E perche, come premio di questa emancipazione il padre dona alla figlia un anello d'oro con un rubino?

Grazie mille


Il "già maritata" potrebbe indicare una condizione di vedovanza. In tale ottica la liberazione della patria potestà potrebbe significare il poter liberamente disporre della dote.

Mi è capitato infatti di trovare donne che nemmeno dopo sposate erano libere di disporre della loro dote essendo sottoposte ancora al volere del padre e dei fratelli, pur con il marito in vita.

Re: Emancipazione

MessaggioInviato: domenica 29 giugno 2008, 10:09
da L.A.S.
Alessio Bruno Bedini ha scritto: Mi è capitato infatti di trovare donne che nemmeno dopo sposate erano libere di disporre della loro dote essendo sottoposte ancora al volere del padre e dei fratelli, pur con il marito in vita.


A parte il "sistema famiglia", improntanto e destinato a mutuarsi sui cardini del paternalismo e sulla logica della trasmissione del cognome, le donne non potevano disporre della dote (mentre disponevano dello spillatico) perché così era previsto dalla giurisprudenza civilistica sul regime dotale.

Cordialmente,
Lorenzo

Re: Emancipazione

MessaggioInviato: domenica 29 giugno 2008, 10:49
da ilvicerè
Infatti la Signora in questione che sta per essere emancipata, è a letto inferma e vuole "codicillare"...Non capisco, perche come "premium" il padre regala alla figlia un anello d'oro e rubini...

Re: Emancipazione

MessaggioInviato: domenica 29 giugno 2008, 12:02
da Alessio Bruno Bedini
ilvicerè ha scritto:Infatti la Signora in questione che sta per essere emancipata, è a letto inferma e vuole "codicillare"...Non capisco, perche come "premium" il padre regala alla figlia un anello d'oro e rubini...


Come dicevo mai trovato un caso simile in cui il padre di spontanea volontà rinuncia ai suoi diritti.

Per contro ho trovato dei casi in cui la sposa riesce a vendere i beni dotali per "evitare la carcerazione per debiti del marito", ricorrendo a suppliche alla corte comitale e giurando che eviterà che alcuno importuni il compratore.

Re: Emancipazione

MessaggioInviato: domenica 29 giugno 2008, 22:37
da Carnelevario
La sposa riceveva normalmente una dote dai suoi parenti e un dotario, o antefato, versatole dallo sposo. Benché ne fossero titolari, l’amministrazione era devoluta al marito che, in ottemperanza alla Regia Prammatica del 30 dicembre 1617, in cambio della dote costituiva a favore della sposa in forma di garanzia il dotario, dal quale la moglie ricavava una rendita chiamata spillatico. Era usanza di far ricorso a dei veri e propri atti notarili: i “patti dotali”, nei quali erano elencati i beni mobili ed immobili in tutte le componenti con tanto di descrizione dettagliata del corredo, e i “capitoli matrimoniali” nei quali si concordavano fra le due famiglie le modalità di trasferimento dei beni mobili ed immobili in possesso perpetuo o vincolato al verificarsi di una serie di accadimenti previsti, i c.d. codicilli,talmente dettagliata da non lasciare nulla al caso (nascita di figli maschi e femmine, premorienza della moglie o del marito con o senza figli, eventuale assistenza ai genitori donanti nella vecchiaia, ecc.)

Re: Emancipazione

MessaggioInviato: domenica 29 giugno 2008, 22:49
da ilvicerè
Si, circa l istituzione della dote, ero al corrente delle diverse modalità, ma nel mio quesito, la donna, gia sposata ed i cui beni, quindi erano già costituiti in "dotario", veniva emancipata dal padre, ovvero liberata dal peso della patria potestà, perchè essa stessa, sul letto di morte, vuole fare testamento o codicillare.

Re: Emancipazione

MessaggioInviato: domenica 29 giugno 2008, 23:01
da L.A.S.
Probabilmente voleva provvedere, d'intesa con il genitore, ad un "riassetto" patrimoniale, ma la risposta al quesito si può sciogliere soltanto con una lettura del testamento di lei, in rapporto al contesto economico-sociale e familiare. In quanto all'anello posso solo ipotizzare l'indelebile ultimo segno d'affetto nei confronti di una figlia in punto di morte.
Cordialmente,
Lorenzo

Re: Emancipazione

MessaggioInviato: lunedì 30 giugno 2008, 8:51
da vdaurelio
L'atto di emancipazione fondamentalmente era l'atto con il quale il padre dichiarava di non esercitare più la patria potestà sul figlio. Tale atto era un atto notarile al quale spesso seguiva un'atto di "Cautele dotali" o un "Testamento del figlio in favore del padre". In Terra d'Otranto, nelle piccole borgate agricole, si è assistito per tutto il Settecento alla costituzione dei cosiddetti nuclei familiari allargati in cui oltre alla famiglia costitutita da padre, madre e figli esistevano nonni, zie e quant'altro. Spesso, ove non era dichiarata l'emancipazione, la patria potestà sull'intero nucleo familiare era esercitata dall'avo più anziano. La scelta di non emancipare era spesso dovuta al fine di migliorare l'organizzazione lavorativa, oppure volta al mantenimento dell'unità delle consistenze patrimoniali. Quanto all'anello donato dal padre credo che l'atto sia un'atto di emancipazione e di Cautele dotale ed infatti spesso nella dote era incluso un'anello d'oro con rubino (era la fede nuziale). La definizione "maritata" forse perchè la dote è stata concessa dopo il matrimonio e ciò non è raro. Molto spesso, tra le famiglie più indigenti, si usava promettere la dote e nell'atto stesso venivano già descritte le consistenze di beni stabili e semoventi che il dotante avrebbe devoluto al marito della sposa. Questo passaggio è importantissimo perchè la dote rimaneva in proprietà alla figlia del dotante ed il marito poteva soltanto "gestirla".
Saluti

Re: Emancipazione

MessaggioInviato: lunedì 30 giugno 2008, 10:39
da lucia lopriore
Vero quanto afferma l'amico Vincenzo.
Anch'io mi sono trovata in passato, nel corso delle mie ricerche, di fronte a situazioni in cui i beni dotali erano corrisposti agli sposi in periodi successivi al matrimonio e per il marito c'era la sola gestione della dote che rimaneva esclusivamente proprietà della moglie; come pure mi è capitato di trovare negli atti dei notai stipulanti i Capitoli Matrimoniali che in caso di morte della moglie l'intera dote, compreso il corredo, sarebbe ritornata al dotante.
Questa usanza era per lo più praticata tra le famiglie borghesi più abbienti. Non so se anche l'aristocrazia seguisse lo stesso critero.
Un saluto.
Lucia Lopriore.

Re: Emancipazione

MessaggioInviato: lunedì 30 giugno 2008, 11:12
da L.A.S.
lucia lopriore ha scritto:Vero quanto afferma l'amico Vincenzo.
Anch'io mi sono trovata in passato, nel corso delle mie ricerche, di fronte a situazioni in cui i beni dotali erano corrisposti agli sposi in periodi successivi al matrimonio e per il marito c'era la sola gestione della dote che rimaneva esclusivamente proprietà della moglie; come pure mi è capitato di trovare negli atti dei notai stipulanti i Capitoli Matrimoniali che in caso di morte della moglie l'intera dote, compreso il corredo, sarebbe ritornata al dotante.
Questa usanza era per lo più praticata tra le famiglie borghesi più abbienti. Non so se anche l'aristocrazia seguisse lo stesso critero.
Un saluto.
Lucia Lopriore.


Il discorso di Lucia Lopriore e Vincenzo d'Aurelio è sostanzialmente corretto. Va solo precisato che l'alta borghesia ha poi fatto proprie e mutuato le consuetidini già poste in essere nelle "strategie matrimoniali" della nobiltà e che, con particolare riferimento alla gestione e al reincameramento dei beni dotali, non si trattava fino al 1865 (Codice Pisanelli) di usanze, ma di espresse statuizioni civilistiche. Dopo quella data, per quanto dette convenzioni vennero altrimenti regolamentate e in parte vietate, così come - ad esempio - la primogenitura, molte famiglie abbienti continuarono a praticare siffatte scelte. Ben diverso, invece, il discorso per i "patti" tra famiglie meno abbienti, in cui generalmente il peso della dote era per lo più determinato dal valore del corredo. Naturalmente, nel caso specifico, bisognerebbe conoscere le dinamiche economico-sociali della famiglia dell'emancipanda per comprendere, in modo inequivoco, il senso e la lettera del testamento.
Cordialmente,
Lorenzo

Re: Emancipazione

MessaggioInviato: lunedì 30 giugno 2008, 13:31
da Carnelevario
lucia lopriore ha scritto:come pure mi è capitato di trovare negli atti dei notai stipulanti i Capitoli Matrimoniali che in caso di morte della moglie l'intera dote, compreso il corredo, sarebbe ritornata al dotante.

Vero, ma ad esclusione del c.d. "primo letto" che rimaneva al marito, almeno così avveniva generalmente in Calabria. Nel caso di scioglimento del matrimonio per premorienza del marito, la dote e il dotario rima-nevano alla vedova per il suo mantenimento e la stessa assumeva la tutela degli eventuali figli minori.

Re: Emancipazione

MessaggioInviato: lunedì 30 giugno 2008, 14:06
da lucia lopriore
In Puglia, nel foggiano almeno, nelle famiglie borghesi, tra la fine del '700 e per tutto l'800, anche i vedovi di "primo letto" dovevano restituire la dote compreso il corredo che, specie nella stipulazione dei "Capitoli Matrimioniali" era analiticamente elencato.
Diversamente, se la vedovanza fosse capitata alla moglie l'intero asse patrimoniale sarebbe rimasto a lei per il mantenimento della famiglia.
Saluti.
Lucia Lopriore.

Re: Emancipazione

MessaggioInviato: lunedì 30 giugno 2008, 14:08
da vdaurelio
Confermo. In particolare ho sempre letto nelle "Cautele Dotali" che l'eventuale dote in caso di morte della moglie sarebbe ritornata al dotante fatto salvo il caso in cui ci fossero dei figli legittimi designati quindi come "heredi e successori".
Saluti

Re: Emancipazione

MessaggioInviato: lunedì 30 giugno 2008, 14:12
da lucia lopriore
Giusto!
Saluti.
Lucia Lopriore