Grazie Fabrizio, sei stato molto gentile
Nel topic sulle famiglie napoletane, mi era sembrata interessante la teoria del Cantù, proprio per poter ipotizzare alcune "precedenze" tra le famiglie dei diversi patriziati cittadini. Naturalmente, come ha scritto Fabrizio, l'importanza di queste famiglie è tale per ognuna delle città considerate, che ciascuno può facilmente verificare se questa teoria è "esatta".
Mi sembra (e ribadisco, mi sembra) però che ci sia un problema: la teoria del Cantù non prende in considerazione il fattore tempo. In che senso? Prendiamo l'esempio dei Lambertazzi e dei Geremei, famiglie capo-fazione rispettivamente ghibellina e guelfa a Bologna; ebbene, dopo il '300 non hanno lasciato traccia nella storia cittadina. Ora mi chiedo: è un "problema" solo di Bologna, oppure anche di altre città settentrionali? Esistono luoghi in cui le famiglie capo-fazione si mantennero potenti anche nei secoli a seguire? Un altro esempio che mi viene in mente (ma attendo correzioni

) è la meno importante città di Faenza: le famiglie nobili del periodo papale (dal '500 al '700) difficilmente risalgono a prima del '400.
Detto questo, mi sembra più condivisibile la "clausola" "sono successivamente pervenute alla signoria". Questo è chiaro per le città in cui queste signorie arrivarono fino al '700 e oltre (Mantova, Ferrara, Modena, Firenze...); è altrettanto chiaro per città come Bologna le cui signorie si conclusero piuttosto presto: dunque ecco i Pepoli, la cui importanza per Bologna va dal '300 all'800, i Bentivoglio (che, sebbene esiliati nel loro ramo principale, si mantennero in grande potenza in città). C'è però una famiglia che sfugge a questi "requisiti": sono i Malvezzi. Tolti di mezzo i Bentivoglio nel 1512, probabilmente divennero la famiglia più influente di Bologna, anche per via dei molti rami in cui si divisero (e delle molte eredità).
Vi prego, accettate i miei vaneggiamenti per quello che valgono (poco); mi piacerebbe sapere cosa ne pensate, soprattutto per quanto riguarda le questioni di metodo (si possono considerare le famiglie capo-fazione, e poi dominanti, come le più influenti della città? Se sì, potreste farmi altri esempi?).
E poi mi interesserebbe molto approfondire questo "fattore tempo" (spero di non andare off-topic): chiaramente nel giro di vari secoli ci saranno stati molti rivolgimenti politici (per esempio a Bologna la già ricordata cacciata dei Bentivoglio e la definitiva affermazione del dominio papale): possiamo considerare più "importanti" quelle famiglie che sono riuscite a passare più o meno "indenni" attraverso questi momenti bui? (come i Bentivoglio stessi?)
Non credo che si possa considerare queste questioni un semplice "pour parler", probilmente partendo da questo gioco

si possono iniziare a percorrere alcuni sentieri interessanti per la conoscenza delle nostre città e della dinamica dei loro patriziati.
Grazie, un caro saluto
Daniele