Carissimi,
riprendo l'argomento, avendo nel frattempo recuperato un pò di informazioni:
dal testo “ Catanzaro- Sviluppo-Governo- Industrie-Nobili-Honorati-Popolo “ vol.III di Modesta De Lorenzis
ho appreso che alcuni Scinto furono Sindaci di Catanzaro, presi dal Ceto del Grado degli Honorati cittadini,
di cui facevano parte:
Antonio Scinto nel 1604
Fabio Scinto nel 1605
Fabio Scinto nel 1615
Giovanni Battista Scinto nel 1616
E quindi anche un secolo dopo, nell’anno 1708 un
Antonio Scinto fu ammesso a far parte del Ceto degli Honorati versando 25 ducati.
Da altro testo sono venuto a conoscenza che nel 1648 un Iacobo Scinto era “Arrendatore” delle gabelle della Marina, vino, seta ed olio;
In una descrizione del 1691 fatta dal parroco Don Francesco Docato del distretto dove sorgeva la chiesa di S.Maria de Plateis in S.Anna di Catanzaro è riportato < … e finisce alle case del sig.Francesco Sanseverino che furono anticamente di Susanna, e le casi delli sig.ri di Marincola, che furono anticamente di Scinto>(n.d.r. la famiglia Susanna, originaria di Crotone e la famiglia Marincola erano famiglie Nobili inscritte al Sedile di Catanzaro, Chiuso con R.Decreto 10 giugno 1639).
Nelle “Memorie historiche della città di Catanzaro: opera “ di Vincenzo D’Amato – 1975 – si legge ancora :
< …. in Catanzaro vi è la casa Scinto, della quile…>
Da documenti conservati nell’Archivio Storico della Diocesi di Catanzaro sono infine venuto a conoscenza di un “beneficio” alla Cattedrale, fondato dalla famiglia Scinto alla fine del 1500 e poi passato e mantenuto in vita fino al 1798 dalla nobile famiglia de Riso con cui probabilmente gli Scinto si erano imparentati per mezzo di un matrimonio.
Il summenzionato testo della De Lorenzis ci ha confermato questa notizia precisando che il Beneficio era sotto il titolo di San Francesco d’Assisi, eretto dentro la Cattedrale di Catanzaro e ci ha anche rivelato che di un altro Beneficio sotto il titolo di San Marco Evangelista, sempre nella stessa Cattedrale, già delle famiglie Morano e Piterà, una Felicia Scinto era Compatrona insieme ad Emanuele de Riso
Era il tempo infatti in cui l’ascesa sociale aveva sollecitato anche un diffuso <bisogno di eternità> incrementando le opere feconde di tale riconoscimento che si realizzavano appunto con la fondazione di cappelle, monti di maritaggi, monti di famiglia, fidecommessi, maggioraschi, ecc…
Chiedo se qualcuno avesse maggiori informazioni su questi "Benefici".
Saluti
Roger