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Galleani di Nizza

MessaggioInviato: lunedì 18 febbraio 2008, 0:57
da dpascale
Gentilissimi,

sto cercando qualche notizia su due membri della famiglia Galleani: Lazzaro e suo figlio Ulisse. Secondo il Manno, appartenevano a una linea secondaria della famiglia, però non indica l'attacco con il ramo principale, inoltre elenca tre personaggi all'inizio, di cui non capisco la connessione con le tre generazioni indicate sotto. Mi potete dare qualche lume?

Estinti
Giovanni. Sposa Nicoletta Doria.
1 - Erasmo Galleani Doria. Aggregato all’Albergo Doria, coi discendenti. Capitano generale di Nizza (1543, 16 ottobre); capitano delle galere Delfina (1563, 24 marzo; protocollo, 225, 30).

Marcello, detto Doria. Donato i beni confiscati al conte Antonio Piossasco di Piobesi "perturbatore della pace e contumacia (1619; patenti, 35, 275)".

Antonio, ricevidore di Nizza (1524, 4 marzo; protocollo, 157, 94). Adotta (Assenso, 1546, 5 ottobre; protocollo, 179, 230) Francesco Roffier, segretario ducale.


Gen. Nome
1 Lazzaro
2 Ulisse
3 Giuseppe Maria


Vi chiedo anche se è vero che Lazzaro partecipò alla battaglia di Lepanto su una delle tre navi piemontesi al comando di Andrea Provana di Leynì. Esiste qualche pubblicazione che tratti diffusamente di questa partecipazione piemontese a Lepanto? Dove si possono trovare i nomi dei nobili piemontesi (ma anche di altre parti d'Italia) che vi parteciparono?

Grazie :D


Daniele

MessaggioInviato: lunedì 18 febbraio 2008, 1:44
da Gian
sarebbe davvero interessante poter vedere l'elenco dei piemontesi a Lepanto...per il Suo quesito invece non ho risposta...
Gian

Galleani

MessaggioInviato: lunedì 18 febbraio 2008, 11:42
da Fritz
Un breve riassunto della partecipazione sabauda a Lepanto.
Le tre galee piemontesi presenti a Lepanto erano la Capitana e la Margarita (fatte costruire direttamente da Emanuele Filiberto fin dal 1560) e la Moretta (che per l'occasione fu ribattezzata Piemontesa, come una delle tre galee fatte costruire dal duca, ma rimasta nelle mani del banchiere genovese Spinola, visto che il duca non era riuscito a pagarla).
Il comandante della piccola flotta sabauda era, come avete detto, Andrea Provana di Leynì, più vecchio del duca, ma suo compagno d'armi anche in Fiandra da lungo tempo. Era figlio di una Grimaldi di Boglio.
La Piemontesa (già Moretta) era sotto il comando di Ottaviano Moretto, figlio di Giovanni Moretto: Giovanni era stato un pirata e scorridore del Mediterraneo, al largo di Algeria e Grecia. Poi era passato al soldo dei fratelli Strozzi e infine si era rifugiato a Nizza, dai Savoia, offrendosi al Provana, che all'epoca era responsabile anche dell'arsenale. Ottaviano Moretto morirà a Lepanto.
Giovanni Battaglino, altro lupo di mare, era al comando della Margarita, la meno valida delle tre galee.
La Capitana era comandata da Domenico Costantino.
Lo stendardo inalberato dalla Capitana era quadrato, bianco, con un grande sole nel mezzo, da cui si diramavano raggi di porpora e d'oro. Al centro del sole la Madonna, che presentava la Sindone sorretta dagli angeli. Lungo i lati del quadrato , in lettere nere su fondo oro, correva la scritta Protector noster aspice Deus et respice in faciem. Lo stendardo è conservato nella chiesa di San Domenico a Torino.
La Capitana era schierata alla destra della capitana pontificia, che a sua volta era alla destra della Reale di Spagna. La Piemontesa e la Margarita erano con la squadra di Giannandrea Doria.
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Per quanto riguarda le perdite piemontesi, il Provana fu ferito da una palla di archibugio al capo e rimase mezzora privo di sensi. La galea fu poi salvata dal provvidenziale arrivo della galea comandata da Alvaro de Bazan. Con l'arrivo di forze fresche, la Capitana potè catturare le due galee turche contro cui aveva combattuto.
La Piemontesa, aggredita da tre galee al comando di Kılıç Ali (o Uluç Ali) e lasciata sola dal Doria che si era allontanato, fu abbordata dai musulmani e conquistata. Morirono il capitano Ottaviano Moretto e tutti i suoi soldati. Morì pure un Savoia del ramo Racconigi, Francesco (figlio di Filippo, conte di Pancalieri) imbarcato sulle galee spagnole. Quasi tutti i gentiluomini piemontesi che avevano partecipato come volontari alla spedizione furono massacrati. Pare che ci siano stati solo dodici superstiti
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Questo è quanto mi è noto finora... Cercherò ancora :)

MessaggioInviato: lunedì 18 febbraio 2008, 12:23
da alfabravo
Riferendomi a quanto scrive il Sig. Gian circa l'elenco dei piemontesi a Lepanto, Pierangelo Manuele, in “Il Piemonte sul mare – la marina sabauda dal medioevo all’unità d’Italia”, ed L’Arciere, Cuneo, 1997, a pag 52 scrive:
“ Molti gentiluomini, il fiore della nobiltà piemontese, vollero partecipare alla grande impresa. Tra essi ricordiamo don Francesco di Savoia-Racconigi, discendente del ramo di Acaia, il conte Chiaberto Piossasco di Scalenghe, Cesare Provana di Leyni, il cavaliere di san Vitale, il capitano Badat di Nizza e Antonio Grimaldi di Castelnuovo”.

Ritter

MessaggioInviato: lunedì 18 febbraio 2008, 12:46
da santolina
Ciao Daniele

Ho qualche documentazione su i DE GALLEAN di Nizza e castelnuovo

Mandami il tuo indirizzo email in privato.

Santolina