Un breve riassunto della partecipazione sabauda a Lepanto.
Le tre galee piemontesi presenti a Lepanto erano la
Capitana e la
Margarita (fatte costruire direttamente da Emanuele Filiberto fin dal 1560) e la
Moretta (che per l'occasione fu ribattezzata
Piemontesa, come una delle tre galee fatte costruire dal duca, ma rimasta nelle mani del banchiere genovese Spinola, visto che il duca non era riuscito a pagarla).
Il comandante della piccola flotta sabauda era, come avete detto, Andrea Provana di Leynì, più vecchio del duca, ma suo compagno d'armi anche in Fiandra da lungo tempo. Era figlio di una Grimaldi di Boglio.
La
Piemontesa (già Moretta) era sotto il comando di Ottaviano Moretto, figlio di Giovanni Moretto: Giovanni era stato un pirata e scorridore del Mediterraneo, al largo di Algeria e Grecia. Poi era passato al soldo dei fratelli Strozzi e infine si era rifugiato a Nizza, dai Savoia, offrendosi al Provana, che all'epoca era responsabile anche dell'arsenale. Ottaviano Moretto morirà a Lepanto.
Giovanni Battaglino, altro lupo di mare, era al comando della
Margarita, la meno valida delle tre galee.
La
Capitana era comandata da Domenico Costantino.
Lo stendardo inalberato dalla Capitana era quadrato, bianco, con un grande sole nel mezzo, da cui si diramavano raggi di porpora e d'oro. Al centro del sole la Madonna, che presentava la Sindone sorretta dagli angeli. Lungo i lati del quadrato , in lettere nere su fondo oro, correva la scritta
Protector noster aspice Deus et respice in faciem. Lo stendardo è conservato nella chiesa di San Domenico a Torino.
La Capitana era schierata alla destra della capitana pontificia, che a sua volta era alla destra della Reale di Spagna. La Piemontesa e la Margarita erano con la squadra di Giannandrea Doria.
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Per quanto riguarda le perdite piemontesi, il Provana fu ferito da una palla di archibugio al capo e rimase mezzora privo di sensi. La galea fu poi salvata dal provvidenziale arrivo della galea comandata da Alvaro de Bazan. Con l'arrivo di forze fresche, la Capitana potè catturare le due galee turche contro cui aveva combattuto.
La Piemontesa, aggredita da tre galee al comando di Kılıç Ali (o Uluç Ali) e lasciata sola dal Doria che si era allontanato, fu abbordata dai musulmani e conquistata. Morirono il capitano Ottaviano Moretto e tutti i suoi soldati. Morì pure un Savoia del ramo Racconigi, Francesco (figlio di Filippo, conte di Pancalieri) imbarcato sulle galee spagnole. Quasi tutti i gentiluomini piemontesi che avevano partecipato come volontari alla spedizione furono massacrati. Pare che ci siano stati solo dodici superstiti
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Questo è quanto mi è noto finora... Cercherò ancora
